A proposito di: “Le canne non fanno male” e “Uso terapeutico”

“Nessuno è mai morto per uno spinello”, “una canna non fa male a nessuno ed è meno dannosa di un bicchiere di vino”, “è una sostanza naturale”, “sono molto più nocivi alcool e tabacco della cannabis”,… sono alcuni degli slogan che gli antiproibizionisti usano nella campagna per la depenalizzazione delle cosiddette droghe leggere che, oltre a puntare su presunti benefici terapeutici nella cura di malattie che impressionano l’immaginario collettivo, vogliono anche rimarcare l’assoluta innocuità per la salute, di un consumo puramente voluttuario.
Vediamo, allora, se è vero che “le canne non fanno male” andando a controllare ciò che dicono studi e ricerche scientifiche. 
Cannabis come droga d’inizio
“Chi usa cannabis – scrive Don Chino Pezzoli[1] – corre un rischio 60 volte maggiore di passare ad altre sostanze illecite rispetto a chi non consuma”. La marijuana diventa in questo modo la porta d’accesso verso la sperimentazione di sostanze più forti e deleterie come cocaina ed eroina. Il Dipartimento per le Politiche Antidroga osserva che il “95% delle persone tossicodipendenti da eroina in trattamento in Italia ha iniziato con la cannabis”[2].
Sono diversi gli studi che provano come “i cervelli di persone vulnerabili, sensibilizzati in giovanissima età con cannabis, spesso evolvano con più facilità, in età più avanzate, verso forme di addiction da eroina o cocaina”[3] [4] [5] [6].
Un’indagine sul consumo di cocaina realizzata nel 2008 dalla ASL di Bologna – scrive[7] Lorenzo Bertocchi citando la relazione del dottor Pavarin – ha rivelato che esiste “una elevata tendenza al policonsumo: il 60% di chi ha usato una qualsiasi droga ha utilizzato più di una sostanza, il 34% più di tre”; e “dall’analisi dei dati sembra molto difficile il passaggio all’uso di altre sostanze illegali senza prima aver utilizzato hashish o marijuana: solo il 4% degli intervistati ha usato sostanze illegali senza provare cannabis”.
 Alterazioni e danni Cerebrali, invecchiamento precoce
Il principio attivo della cannabis, tetraidrocannabinolo (THC), può provocare gravi alterazioni cerebrali. Riferisce Pezzoli che scoperte recenti hanno messo in luce che “il tetraidrocannabinolo induce la morte cellulare con restringimento dei neuroni e la frammentazione del DNA nell’ippocampo”[8]. L’uso precoce di questa sostanza (durante l’adolescenza) è stato associato “a deficit cognitivi a lungo termine e ad una minore efficienza delle connessioni sinaitiche nell’ippocampo in età adulta”.
E non solo, “studi sugli effetti cognitivi dell’uso di cannabis riportano deficit nell’attenzione sostenuta nell’apprendimento, nella memoria, nella flessibilità mentale e nella velocità di processamento delle informazioni”. Anche in questo caso “più precoce è l’inizio d’uso di cannabis, maggiori e più gravi sono le conseguenze cognitive associate”.
Il fumo della cannabis altera “la memoria a breve termine, le percezioni, la capacità di giudizio e le abilità motorie”, come hanno dimostrato le ricerche del National Institute on Drug Abuse (NIDA). Si è visto che il THC agisce colpendo “le cellule nervose in quella parte del cervello dove risiede la memoria, impedendo ai consumatori di ricordare avvenimenti recenti e rendendo difficoltoso l’apprendimento”[9] [10].
Con buona pace di coloro che sostengono sia più dannoso l’alcool della cannabis, si è in realtà riscontrato che, a differenza dell’alcool, gli effetti sulle capacità e le funzioni neurocognitive della marijuana, persistono anche dopo il periodo di intossicazione, variando in base alla durata e alla precocità del periodo di esposizione. Questo perché il THC rimane in circolo nell’organismo per giorni o, addirittura, settimane dopo l’assunzione, continuando a produrre i suoi effetti negativi. C’è poi da dire che fumare marijuana significa assumere anche altre sostanze tossiche per l’organismo, come ammoniaca e idrogeno cianide, presenti in quantità 20 volte superiore rispetto a quello riscontrabile normalmente nel tabacco. Secondo uno studio della British Lung Foundation “fumare tre o quattro volte al giorno marijuana corrisponde a fumare 20 sigarette di tabacco”[11].
Ma non solo, l’esposizione cronica al THC accelera anche la degenerazione, normalmente collegata all’invecchiamento cellulare, sia a livello mentale che fisico. Questa correlazione è stata evidenziata, tra gli altri, da J.C. van Ours e J. Williams, nel corso di una conferenza tenutasi il 14 gennaio 2011 dal titolo “The Effects of Cannabis Use on Physical and Mental Health” (Editorial Express). Lo studio ha reso noto che “l’effetto del consumo medio di cannabis sulla salute mentale è stimato, nell’uomo, ad un invecchiamento di undici anni e, nella donna, ad un invecchiamento di vent’anni”, mentre “il consumo medio di cannabis comporta, sulla salute fisica di un uomo, un invecchiamento di otto anni”. I ricercatori mettono quindi in guardia dall’uso di cannabis coloro “che vogliono rimanere giovani, o desiderano non invecchiare troppo velocemente”, in quanto l’utilizzo di questa sostanza “li porterà ad essere sostanzialmente più vecchi rispetto ai coetanei che si astengono dal consumo”.

Disturbi psicotici
A causa dell’alterazione della capacità dei neuroni di svilupparsi in maniera appropriata, il consumo di cannabis ha effetti molto gravi in età adolescenziale, “con il risultato che il cervello di un adulto che da adolescente ha consumato cannabis, risulta più vulnerabile ed esposto all’insorgere di disturbi mentali (depressione, psicosi e disturbi affettivi) (Le Bec, 2009)” [12] [13].
In un documento redatto a febbraio 2009 – contenente un’abbondante e significativa bibliografia – il Royal College of Psychiatrist (RCP) del Regno Unito, ha chiaramente indicato[14] come ci sia una crescente evidenza del fatto che, l’uso regolare di cannabis, raddoppi il rischio di sviluppare episodi psicotici o schizofrenia. La ricerca degli psichiatri inglesi ha messo in luce un chiaro legame tra consumo precoce di cannabis e il successivo sviluppo di problemi mentali, sia in coloro che sarebbero geneticamente vulnerabili a problemi come depressione e psicosi, sia in coloro che – pur non essendo predisposti – iniziano a consumare cannabis in età adolescenziale. Verosimilmente il problema sembra causato dell’interazione delle sostanze psicotrope con le cellule nervose di un cervello ancora in fase di sviluppo. Il cervello, infatti, completa la sua maturazione intorno ai vent’anni d’età, per cui “ogni esperienza o sostanza che disturba questo processo può potenzialmente produrre effetti psichici a lungo termine”[15].
In Inghilterra, dopo che il governo ha declassato lo status legale della cannabis in classe C, i consumi sono aumentati. Nel 2006 – ha scritto[16] l’Independent -  sono state più di 22mila le persone che sono dovute ricorrere a cure ospedaliere per problemi correlati alla dipendenza di cannabis e “oltre la metà di questi erano ragazzi sotto i 18 anni. In totale i ragazzi costretti a farsi aiutare a livello medico sono passati dai 5mila del 2005 al 9.600 del 2006, mentre gli adulti sono stati 13mila”. “Il dottor Robin Murray dell’Istituto di Psichiatria di Londra ha reso noto che almeno 25mila dei 250mila schizofrenici che ci sono nel Regno Unito avrebbero potuto evitare questa malattia se non avessero fumato cannabis”. Mentre il professor Neil McKeganey, del Centro Glasgow University per la ricerca sull’abuso di stupefacenti, ha denunciato il fatto che “la società ha gravemente sottovalutato la cannabis”, questo “è davvero pericoloso… nei prossimi dieci anni potremmo vedere un numero crescente di giovani in gravi difficoltà”.
Mentre “il Lancet, nel luglio 2007, mostrava che eliminando la marijuana, le psicosi nella popolazione diminuirebbero del 14%”[17].
Sono tre gli studi importanti – basati sull’osservazione per diversi anni di un considerevole numero di persone – che hanno dimostrato che coloro che consumano cannabis hanno un rischio superiore alla media di sviluppare schizofrenia. Se si inizia a fumare cannabis prima dei 15 anni, la probabilità di sviluppare un disturbo psicotico intorno ai 26 anni è quattro volte più alta. Mentre, uno studio australiano che ha seguito 1.600 studenti dai 14 ai 15 anni per sette anni, ha rilevato che gli adolescenti che usavano cannabis con regolarità, avevano un rischio significativamente più elevato di depressione, mentre gli studenti che la consumavano ogni giorno mostravano una probabilità cinque volte più alta di sviluppare depressione e ansia nell’età adulta[18].
Lo psichiatra Giuseppe Ducci, direttore del reparto di psichiatria del San Filippo Neri di Roma, denuncia che oggi si registrano “disturbi psicotici gravi sempre più precoci. Abbiamo persone di 24-25 anni che, dopo anni di abuso, hanno il cervello di un novantenne e un futuro di lungoassistiti”. Ma non solo. “La cannabis – continua Ducci – produce la sindrome amotivazionale: i ragazzi non vanno più a scuola, non vedono gli amici, si chiudono in se stessi. Alcuni arrivano al delirio o all’abulia, il prologo di un futuro complicato”. In sostanza, conclude lo psichiatra senza troppi giri di parole: “definire la cannabis una droga leggera è una vera fesseria”[19].

Dipendenza e astinenza
L’uso di cannabis continuato nel tempo può condurre a dipendenza. Diversi sintomi sono stati descritti, anche associati a dosi molto alte di cannabis, tra i quali: “umore irritabile o ansioso, accompagnato da modificazioni fisiche come tremore, sudorazione, nausea, modificazione dell’appetito e turbe del sonno”[20].
Nel sito internet www.pharmamedix.com si può leggere che, nonostante si ritenga che la componente psicologica della cannabis sia predominante rispetto a quella fisica, è stato dimostrato che l’uso continuato può comportare tolleranza verso diversi effetti, fra cui quelli sulla frequenza cardiaca, sulla pressione arteriosa e sull’elettrocardiogramma. Tale dipendenza è stata evidenziata sia dopo somministrazione per via inalatoria (fumo), sia orale (Haney et al., 1999; Haney et al., 1999a). In caso di astinenza, i sintomi comprendono agitazione, ansia, disforia, irritabilità, aggressività, insonnia, tremori, iperriflessia (Wiesbeck et al., 1996; Smith, 2002). La prevalenza dei sintomi da astinenza nei consumatori cronici di cannabis è del 16-29%, mentre il rischio di sviluppare dipendenza negli utilizzatori saltuari è di circa il 10%.
Questi problemi sono stati evidenziati anche dagli psichiatri inglesi che hanno parlato di “tolleranza” alla sostanza, che porta i consumatori a “doverne prendere sempre di più per ottenere lo stesso effetto”, e di vari sintomi da astinenza tra i quali: forte bisogno di assunzione, diminuzione dell’appetito, disturbi del sonno, perdita di peso, aggressività e/o rabbia, irritabilità, irrequietezza, sogni strani[21] [22] [23].
Altri disturbi ed effetti negativi
I recettori per le sostanze attive della cannabis non sono presenti solo nel cervello ma anche negli occhi, orecchie, cute, stomaco ed altri organi, dove possono produrre effetti, potenzialmente pericolosi, alcuni dei quali non ancora del tutto chiariti[24]. Ad esempio, in alcuni consumatori abituali di elevate quantità di hashish sono comparsi disturbi alla vista persistenti dopo la sospensione della droga (Laffi et al., 1993); mentre in un giovane di 24 anni è stata segnalata ipertermia grave durante uno sforzo fisico (jogging) dopo aver fumato cannabis (Walter et al., 1996)[25].
L’uso di cannabis può provocare anche un’intossicazione acuta con sintomi come euforia, variazioni dell’umore, confusione, disorientamento, delirio, disforia, incremento della frequenza cardiaca a riposo, xerostomia, atassia, iperiflessia. Ma il consumo di cannabis può indurre anche panico e allucinazioni, psicosi acuta e, addirittura, coma[26] [27] [28].
Uno studio olandese, pubblicato nel 2008 sull’International Journal of Dental Hygiene, condotto dal Dipartimento di Paradontologia del Centro Accademico di Odontoiatria di Amsterdam, ha rilevato una correlazione tra uso di cannabis e alcune patologie dell’ambiente orale. I ricercatori hanno perciò concluso che, data “la crescente prevalenza del consumo di cannabis, gli operatori sanitari del cavo orale devono essere consapevoli delle patologie associate alla cannabis, come xerostomia, leucoedema e aumento della diffusione e intensità di candida albicans[29].
In un altro studio, realizzato da Mittleman e colleghi (2001) su 3.882 pazienti che avevano avuto un infarto del miocardio, è emerso che il consumo di cannabis, ad un’ora dalla sua assunzione, aumenta il rischio di infarto di 4-8 volte rispetto a coloro che non la usano[30]. Mentre, studi del NIDA hanno comprovato “che l’assunzione di marijuana inibisce il funzionamento delle cellule T che servono al sistema immunitario per combattere le infezioni”[31].

Effetti sulla sessualità
L’effetto negativo del THC sulla sfera sessuale sia maschile che femminile è noto da tempo. I consumatori uomini “possono risultare incapaci di raggiungere l’erezione”, ed avere problemi di fertilità, a causa di “una minor incidenza di spermatozoi competenti”. Nelle donne si è osservata “un’alterazione del ciclo mestruale” e livelli più alti di testosterone che possono influire sulla fertilità. In generale, il consumo di marijuana è stato anche associato all’inibizione dell’orgasmo[32].

Cancro ai polmoni e altre patologie polmonari
“Il fumo di cannabis altera la composizione genetica del DNA aumentando il rischio di cancro”[33].
“L’uso cronico della Cannabis per inalazione (fumo) comporta effetti analoghi al tabagismo, cioè irritazione delle vie respiratorie, broncocostrizione e rischio di tumore polmonare. Il fumo di cannabis, infatti, contiene gli stessi prodotti della combustione riscontrati nel fumo di tabacco: monossido di carbonio, catrame, sostanze mutagene e cancerogene (benzoantraceni e benzopireni a concentrazioni superiori a quelle del fumo di tabacco). Inoltre la deposizione di catrame a livello di epitelio delle alte e basse vie respiratorie è maggiore rispetto al fumo di tabacco per la diversa modalità con cui si fuma (aspirazioni più profonde e durature, assenza di filtri). Gli effetti dei due tipi di fumo, cannabis e tabacco, sono additivi. È stato calcolato che i danni all’epitelio bronchiale in chi fuma abitualmente 3-4 sigarette di cannabis, siano paragonabili a quelli riscontrati in chi fuma 20 o più sigarette di tabacco (Wu et al., 1988)”[34].
Uno studio francese pubblicato nel 2011 ha precisato[35] che “l’impatto specifico del fumo di cannabis è difficile da valutare con esattezza, poiché, nella maggior parte dei casi, viene mescolato con il tabacco”, tuttavia, “nonostante le importanti differenze con il fumo di tabacco”, si è riscontrato che “l’esposizione alla cannabis raddoppia il rischio di sviluppare il cancro ai polmoni”.
Uno studio inglese del 2010, ha messo in correlazione la cannabis, oltre che con il cancro al polmone, anche con altre patologie polmonari, evidenziando “un’emergente preoccupazione tra molti specialisti del torace” per il fatto che l’uso abituale di cannabis “possa contribuire allo sviluppo di malattie polmonari ostruttive croniche, infezioni pneumotoraciche e respiratorie, inclusa la tubercolosi”[36]. Invece, un altro studio pubblicato nel 2009 sul British Journal of Cancer, ha segnalato la relazione tra uso di cannabis e carcinoma nasofaringeo, “dove l’associazione con un diverso tipo istologico di tumore sembra suggerire un meccanismo carcinogenetico diverso rispetto a quello del fumo/aspirazione nasale di tabacco”[37].

Cancro ai testicoli
Una ricerca[38] della University of Southern California, pubblicato sulla rivista Cancer, ha rilevato il legame tra il consumo di marijuana e aumento del rischio di sviluppare un cancro ai testicoli. I ricercatori hanno confrontato le storie di 163 giovani uomini dediti all’uso ricreativo di cannabis e colpiti da cancro ai testicoli, con quelle di 292 uomini sani della stessa età, etnia, e provenienti dai medesimi quartieri, scoprendo che coloro che fanno uso di marijuana hanno il doppio di probabilità di ammalarsi di sottotipi di cancro ai testicoli (“non seminomi”) e tumori misti alle cellule germinali. I ricercatori hanno sottolineato che, visti i risultati, “i potenziali effetti cancerogeni della marijuana sulle cellule testicolari dovrebbero essere considerati non solo nelle decisioni personali sull’uso ricreativo di droga, ma anche quando la marijuana e i suoi derivati sono utilizzati a fini terapeutici”.
Dopo l’uscita di questo studio, Stephen Schwart, epidemiologo presso il Fred Hutchinson Cancer Center di Seattle, autore nel 2009 del primo studio ad aver rilevato questo genere di associazione, ha dichiarato: “Ora abbiamo tre studi che collegano l’uso di marijuana al cancro ai testicoli, e nessuno studio che li contraddice”[39].

Danni al feto
Uno studio condotto da El Marroun (2010) ha concluso che “la cannabis, anche se assunta per un breve periodo durante la gravidanza, può influire negativamente sulla crescita e sullo sviluppo del feto”. In individui adulti che erano stati esposti alla cannabis durante la vita intrauterina sono stati riscontrati: comportamenti impulsivi, deficit sociali, danni cognitivi, consumo di sostanze d’abuso e disordini psichiatrici (schizofrenia, depressione, ansia)[40].
“I bambini nati da madri che avevano fumato cannabis in gravidanza, oltre a presentare un basso peso alla nascita ed eccitazione psicomotoria, mostravano, sul lungo periodo, difficoltà nei processi di memoria quando sottoposti a test visivi”[41] [42].
Uno studio[43] australiano, condotto in un periodo di 7 anni (2000-2006) su 24.874 donne in gravidanza che avevano dichiarato il consumo di cannabis, ha documentato diversi e gravi rischi a carico del feto e del neonato, tra i quali: basso peso alla nascita, parto pretermine, ritardo nella crescita, e ricovero in terapia intensiva neonatale.

Effetti sulla guida
I consumatori di droghe sono più propensi ad assumere “in maniera combinata” anche alcool, un binomio pericoloso foriero di numerosi incidenti stradali. “Gli effetti della cannabis alla guida – scrive[44] Pezzoli – variano in relazione alla dose di principio attivo assunta, alla via di somministrazione, alle esperienze pregresse dell’utilizzazione, alla vulnerabilità individuale e al contesto di assunzione”. Studi sperimentali ed epidemiologici – continua Pezzoli – che hanno analizzato gli effetti della cannabis sulle prestazioni psicomotorie, hanno evidenziato “scompensi dose correlati rispetto ad una serie di funzioni necessarie alla guida”.
Uno studio condotto in Nuova Zelanda ha rilevato che coloro che fumavano regolarmente cannabis, e avevano fumato prima di guidare, avevano più probabilità di essere feriti in un incidente d’auto[45]. Mentre uno studio recente condotto in Francia su oltre 10mila guidatori che erano stati coinvolti in incidenti stradali mortali, ha visto che – anche quando l’incidenza di assunzione di alcool è stata presa in considerazione – i consumatori di cannabis avevano più del doppio di probabilità sia di causare un incidente mortale che di essere una delle vittime[46].

Comportamenti criminali e pensieri suicidi
“Il consumo di cannabis in età adolescenziale aumenta la probabilità di essere successivamente coinvolti in attività criminali”[47].
“L’uso cronico è associato a ideazione paranoide e, nei soggetti con età compresa fra 14 e 21 anni, ad un incremento di comportamenti che portano a furto, crimini violenti, suicidio rispetto a chi non ne fa uso”[48].
A settembre 2012 l’Ansa ha reso note[49] le conclusioni di uno studio australiano-neozelandese che è stato presentato alla Conferenza Nazionale sulla Cannabis a Brisbane. Gli studiosi hanno seguito 1.265 soggetti per 30 anni, rilevando che l’uso regolare di cannabis può far scattare pensieri suicidi in alcuni assuntori, soprattutto se adolescenti o giovani adulti: più alta è la frequenza dell’uso regolare della droga, più rapidamente gli individui suscettibili diventano inclini al suicidio.
Scrive[50] il Dipartimento Politiche Antidroga che coloro che sostengono l’innocuità della cannabis, si soffermano quasi sempre sul fatto che non ci siano decessi collegati ad un sovradosaggio della sostanza, una motivazione assai debole, poiché – come riconosce la stessa comunità scientifica – per stabilire la pericolosità di uno stupefacente non basta considerare le morti dirette, ma anche i rischi aggiuntivi di patologie collegate all’uso (cancro, infarto, patologie polmonari,…). C’è poi da considerare anche la “mortalità droga correlata”, cioè “la capacità della sostanza di dare condizioni [calo di attenzione e di riflessi] che possono portare a morte o invalidità del soggetto per aumento del rischio di incidente stradale, e per incidente sull’ambiente di lavoro o domestico”.
Bisogna poi tenere conto delle conseguenze non mortali ma altamente invalidanti sulle funzionalità neuropsichiche, come l’alterazione e la perdita di capacità e funzioni cognitive fondamentali per lo sviluppo della persona, che incidono in maniera pesante sulla memorizzazione, attenzione, e apprendimento, oltre a tutte le altre gravi conseguenze che abbiamo visto (Psicosi, schizofrenia, pensieri suicidi, ecc.).

A proposito di “Uso terapeutico”

Nella relazione del DPA si fa notare[51] che articoli scientifici che riferiscono di risultati positivi sui farmaci a base di THC per uso medico, sono impropriamente utilizzati da Organizzazioni orientate alla legalizzazione, con l’intenzione di “far percepire e promuovere il concetto dell’innocuità dell’uso della cannabis e dei suoi poteri medicamentosi per curare (in realtà produrre effetti sintomatici e non eziologici) patologie molto gravi che impressionano l’immaginario collettivo quali il cancro, la sclerosi multipla, il morbo di Crohn, ecc.”. Ma, ad esempio, “la US National Multiple Sclerosis Society ha affermato che non vi è nessuna evidenza scientifica che provi l’efficacia della marijuana sulle persone affette da Sclerosi Multipla”.
“Pur essendo concordi ad approfondire questi aspetti con studi scientifici – si legge nel documento –, è chiara la demagogica intenzione di far percepire tale sostanza stupefacente, attraverso la pubblicizzazione ed esagerazione delle sue qualità ed applicazioni mediche, come ‘positiva, utile e salutare’ ottenendo così una diminuzione della percezione del rischio e dei danni che essa può produrre se usata anche per scopi voluttuari”.
L’equazione “se il THC va bene per tante malattie allora vuol dire che fa bene alla salute e non c’è problema ad usarlo” non può essere accettata e, anzi, va contrastata, perché tra i due piani intercorre una “profonda differenza”. Infatti, un conto è l’esistenza di “farmaci a base di THC prodotti dall’industria farmaceutica” e le sperimentazioni per “studiare le potenzialità mediche del THC attraverso le tradizionali e severe metodologie della ricerca”, altra cosa è sponsorizzare “prodotti artigianali e non controllati provenienti dalla produzione fraudolenta” ammantandoli di demagogia “per sostenere la bontà della legalizzazione e dell’uso a scopo voluttuario”.
Un pensiero analogo esprime anche Giovanni Zaninetta – direttore dell’Hospice della casa di cura Domus Salutis di Brescia (già presidente della Società italiana di cure palliative) – il quale dichiara[52]di “non demonizzare a priori una molecola che può avere potenzialità”, tuttavia è necessario “indagare correttamente sul rapporto costi-benefici di questi farmaci”. Ad esempio, nell’ambito della sclerosi multipla, “vanno condotti studi più convincenti di quelli che abbiamo a disposizione”, mentre, riguardo alle cure palliative, “ci sono farmaci meno costosi per la cura del dolore e altrettanto efficaci come la codeina”.
In un’intervista[53] al Corriere Zaninetta ha anche aggiunto che: “Bisogna stare molto attenti: non possiamo considerare la cannabis come un farmaco miracoloso, perché proprio non lo è. E, soprattutto, dobbiamo anche ricordare che non è particolarmente indicato per il trattamento del dolore”, infatti, “per poter usare la cannabis come antidolorifico serve un dosaggio molto alto e, a quel punto, il risultato è che presenta gli stessi effetti collaterali della morfina. Che è già disponibile e non costa nulla”. Ecco perché, continua Zaninetta, “mi sembra uno spreco. Come succede anche per altri effetti dei farmaci cannabinoidi”, ad esempio in merito all’esito “euforizzante” della cannabis, “anche in questo caso esistono già tanti altri farmaci a disposizione che costano meno”.
Quando si parla di cannabis terapeutica, conclude Zaninetta: “dobbiamo stare attenti a non confondere i piani” poiché si tratta “di farmaci contenenti il THC, il principio attivo della cannabis, che in quei casi viene attentamente controllato e dosato”, da “non confondere [con] una fumata di spinello”. Ci troviamo, perciò, su due livelli ben distinti, due contesti che “non sono affatto la stessa cosa”.

In sostanza, la strategia usata dagli antiproibizionisti è quella di cercare di portare a casa la depenalizzazione delle droghe “leggere” (hashish e marijuana), per poi arrivare ad una piena legalizzazione di tutte le droghe, pesanti comprese (cocaina, eroina, anfetamine,…). Tuttavia, viste le resistenze che continuano a prevalere anche nei confronti delle droghe “leggere”, gli alfieri della droga libera puntano a far leva sull’uso della cannabis a “scopo terapeutico”, piuttosto che sul consumo voluttuario, cercando di far passare il messaggio che se la cannabis ha effetti benefici nella cura di importanti malattie, la si potrà di certo usare senza problemi anche a titolo personale e ricreativo. Questo obiettivo – ricorda[54] Giuliano Guzzo – è “messo nero su bianco sul manuale I radicali e le Droghe. Basta con il Proibizionismo (1995)”, dove si sostiene apertamente che “la medicalizzazione rimpiazza la penalizzazione e ha il merito di essere rassicurante per l’opinione pubblica”.
In realtà, come dimostrano un’enormità di studi e ricerche empiriche, la cannabis non è affatto quella droga innocua e “leggera” che gli antiproibizionisti sponsorizzano: hashish e marijuana fanno male, molto male. Perciò non resta che augurarsi che in Italia le droghe “leggere” non vengano mai depenalizzate, invitando, in particolare, adolescenti e giovani, a tenersene saggiamente alla larga, se non vogliono correre il rischio di ipotecare la propria salute mentale e fisica, e compromettere il proprio futuro.

Concludo con un racconto che Bruno Ferrero dedica a tutti coloro che si lasciano tentare dalla droga, dall’alcol o dall’eccessiva velocità sulla strada.

 
LO SAPEVI
(Bruno Ferrero, L’importante è la rosa, Editrice Elle Di Ci, 1997, pp. 62, 63)

In una tribù indiana, i giovani venivano riconosciuti adulti dopo un rito di passaggio vissuto nella più stretta solitudine. Durante questo periodo di solitudine dovevano provare a se stessi di essere pronti per l’età matura.
Una volta uno di loro camminò fino a una splendida valle verdeggiante di alberi e radiosa di fiori. Guardando le montagne che cingevano la valle, il giovane notò una vetta scoscesa incappucciata di neve dal biancore abbacinante. “Mi metterò alla prova contro quella montagna”, pensò. Indossò la sua camicia di pelle di bisonte, si gettò una coperta sulla spalla e cominciò la scalata.
Quando arrivò in cima, vide sotto di sé il mondo intero. Il suo sguardo spaziava senza limiti, e il suo cuore era pieno di orgoglio. Poi udì un frusciò vicino ai suoi piedi, abbassò lo sguardo e vide un serpente. Prima che il giovane potesse muoversi, il serpente parlò.
“Sto per morire”, disse. “Fa troppo freddo quassù per me e non c’è nulla da mangiare. Mettimi sotto la tua camicia e portami a valle”.
“No”, rispose il giovane. “Conosco quelli della tua specie. Sei un serpente a sonagli. Se ti raccolgo mi morderai e il tuo morso mi ucciderà”.
“Niente affatto”, disse il serpente. “Con te non mi comporterò così. Se fai questo per me, non ti farò del male”.
Il giovane rifiutò per un po’, ma quel serpente sapeva essere molto persuasivo. Alla fine, il giovane se lo mise sotto la camicia e lo portò con sé. Quando furono giù a valle, lo prese e lo depose delicatamente a terra. All’improvviso il serpente si arrotolò su se stesso, scosse i suoi sonagli, scattò in avanti e morse il ragazzo a una gamba.
“Mi avevi promesso…”, gridò il giovane.
“Sapevi che cosa rischiavi quando mi hai preso con te”, disse il serpente strisciando via.


Note:

[1] Chino Pezzoli, “Cannabis, c’è poco di leggero”, www.labussolaquotidiana.it, 10 agosto 2011.
Don Chino Pezzoli dirige la Fondazione Promozione e Solidarietà Umana, che da anni lavora sul campo per sottrarre i giovani all’abisso della tossicodipendenza.
[2] Dipartimento per le Politiche Antidroga, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Relazione annuale al Parlamento sull’uso di sostanze stupefacenti e sulle tossicodipendenze in Italia, Roma, 2011. Scaricabile da www.politicheantidroga.it e www.dronet.org.
Citato in: Presidenza del Consiglio dei Ministri (PCM), Dipartimento Politiche Antidroga (DPA), “Le ragioni del perché NO alla legalizzazione delle sostanze stupefacenti”, Roma, 1 novembre 2011, p. 13.
[3] S.E. Baumesteir, P. Tossmann, Association between Early Onset of Cigarette, Alcohol and Cannabis Use and Later Drug Use Patterns: An Analysis of a Survey in European Metropolises, Eur Addict Res 11:92-98, 2005. Citato in: PCM – DPA, ibid, p. 21.
[4] T. Cho, S. Roh, M. Robinson, Assessing the “gateway hypothesis” among middle ad high school students in Tennessee, Journal of Drug Issues Spring 2008, Vol. 38 Issue 2, p. 467-492, 2008. Citato in: PCM – DPA, ivi.
[5] J.C. Van Ours, Is Cannabis a Stepping-Stone for Cocaine?, Journal of Health Economics, 22(4), pp. 539-54, 2003. Citato in: PCM – DPA, ivi.
[6] S. Pudney, The Road to Ruin? Sequences of Initiation to Drug Use and Crime in Britain, Economic Journal, 2003, 113, pp. 182-98. Citato in: PCM – DPA, ivi.
[7] Lorenzo Bertocchi, “Idoli voraci”, Libertà e Persona, 12 ottobre 2010.
[8] C. Pezzoli, art. cit.
[9] A.D. Schweinsburg, B.J. Nagel, B.C. Schweinsburg, A. Park, R.J. Theilmann et al. Abstinent adolescent marijuana users show altered fMRI response during spatial working memory, Psychiatry Research: Neuroimaging, 163, 40-51, 2008. Citato in: PCM – DPA, ivi.
[10] J. Quickfall, D. Crockford, Brain neuroimaging in cannabis use: a review, J Neuropsychiatry Clin Neurosci 18:318–332, 2006. Citato in: PCM – DPA, ivi.
[11] C. Stimson, “Legal Memorandum, Legalizing Marijuana: why citizens should just say no”, no. 56, September 13, 2010. Citato in: PCM – DPA, ivi.
[12] C. Pezzoli, art. cit.
[13] Si veda anche: D.T Malone, M.N Hill, T. Rubino, “Adolescent cannabis use and psychosis: epidemiology and neurodevelopmental models”, British Journal of Pharmacology, giugno 2010, 160(3): 511-522.
[14] Stefano Bruni, “Cannabis: la verità scientifica contro l’insostenibile ‘leggerezza’ dei radicali”, www.uccronline.it, 7 febbraio 2012;
“Cannabis and mental health”, www.rcpsych.ac.uk.
[15] “Cannabis and mental health”, ibid.
[16] Jonathan Owen, “Cannabis: An apology”, www.independent.co.uk, 18 marzo 2007.
[17] Citato da C. Bellieni, art. cit.
[18] “Cannabis and mental health”, ibid.
[19] Damiano Lovino, “Lo spinello divora il cervello”, Panorama, 27 settembre 2012.
[20] C. Pezzoli, art. cit.
[21] “Cannabis and mental health”, ibid.
[22] Www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21724338.
[23] Www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21981886.
[24] S. Bruni, art. cit.
[25] Www.pharmamedix.com, ibid.
[26] “Cannabis Sativa. Tossicità – Qual è la tossicità di Cannabis sativa?”, www.pharmamedix.com.
[27] A.M. Weinstein, David A. Gorelick, Pharmacological Treatment of Cannabis Dependence, Curr Pharm Des. 2011; 17(14): 1351-1358.
[28] J. AS Crippa, G.N. Derenusson, M. HN Chagas, Z. Atakan, R. Martin-Santos, A.W. Zuardi, J. EC Hallak, Pharmacological interventions in the treatment of the acute effects of cannabis: a systematic review of literature, Harm Reduction Journal 2012.
[29] Www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19138182.
[30] G. Serpelloni, M. Diana, M. Gomma, C. Rimondo, Cannabis e danni alla salute. Aspetti  tossicologici, neuropsichici, medici, sociali e linee di indirizzo per la prevenzione e il trattamento, Dipartimento per le Politiche Antidroga – PCM, Gennaio 2011. Scaricabile da www.dronet.org. Citato in: PCM – DPA, ibid, p. 13.
[31] C. Stimson, “Legal Memorandum, Legalizing Marijuana: why citizens should just say no”, no. 56, September 13, 2010. Citato in: PCM – DPA, ibid, p. 21.
[32] C. Pezzoli, art. cit.
[33] C. Pezzoli, art. cit.
[34] Www.pharmamedix.com, ibid.
[35] Www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22099410.
[36] Www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21132143.
[37] Www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19724280.
[38] Bill Briggs, “Dude, it’s your junk! Pot linked to testicular cancer”, www.nbcnews.com, 9 ottobre 2012.

[39] Katie Moisse, “Marijuana use tied to testicular cancer risk”, abcnews.go.com, 10 settembre 2012.
[40] C. Pezzoli, art. cit.
[41] Www.pharmamedix.com, ibid.
[42] D. Jutras-Aswad, J.A. DiNieri, T. Harkany, Y.L. Hurd, Neurobiological consequences of maternal cannabis on human fetal development and its neuropsychiatric outcome, Eur Arch Psychiatry Clin Neurosci 2009. Citato in: PCM – DPA, ibid, p. 21.
[43] Www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22258135.
[44] C. Pezzoli, art. cit.
[45] “Cannabis and mental health”, ibid.
[46] “Cannabis and mental health”, ibid.
[47] C. Pezzoli, art. cit.
[48] Www.pharmamedix.com, ibid.
[49] “Cannabis può portare a pensieri suicidi”, www.ansa.it, 25 settembre 2012.
[50] PCM – DPA, ibid, p. 20.
[51] PCM – DPA, ibid, p. 16.
[52] Francesca Lozito, “L’illusione della cannabis”, Avvenire, 3 maggio 2012.
[53] Arachi Alessandra, “Servono dosaggi alti. E non sono miracolosi”, Corriere della Sera, 3 maggio 2012.
[54] Giuliano Guzzo, “Cannabis terapeutica, inganno Radicale”, Libertà e Persona, 21 giugno 2012.

Etichette

Abbè Pierre1 abitudine1 aborto17 Abramo1 Accattoli2 accidia1 accoglienza8 adolescenti44 adozioni gay1 adulazione1 Aforismi17 agire1 aiutare1 Al centro l'amore35 Albini1 alfabeto1 Alfie2 allegria1 altruismo1 Amazzonia3 amicizia11 Amirante4 Ammaniti1 Amore71 Amoris laetitia6 Andreoli2 angelo custode3 anima2 animazione4 Anniversari27 Anno liturgico1 anziani4 apologetica3 app3 apparizioni3 Arcabas1 arcangeli2 archeologia1 Argentina1 arte21 Articoli19 Ascensione4 Assunta2 ateismo3 Atenagora1 attesa1 audio2 Augias1 autorità1 avarizia1 Avvento15 azioni1 baby gang1 baciamano1 Baggio1 bambini16 Bannon1 Baricco1 Bassetti4 Battesimo3 Battesimo di Gesù3 Bauman3 beatitudini9 Beltrame1 Benedetto XVI20 benedizione2 Benigni8 Bianchi50 Bibbia38 Bibbiano2 Biffi1 Bignardi1 Bignoli1 Blade Runner1 blasfemia2 blog22 Bloom1 Bocelli2 Bonhoeffer1 Bose1 Botta9 Brown1 Brunelli1 bullismo2 buon ladrone1 Busca1 Buttiglione1 caccia1 Cacciari2 Caffarra1 Calcio sociale1 Camilleri3 Camisasca1 cammini1 campi estivi5 Cana1 Candelora1 Cannes1 Canopi3 Cantalamessa8 Canti religiosi29 Cardenal1 carismi1 Caritas2 Carlo Acutis11 Carrere1 cartine1 Castellucci1 castità6 catacombe1 Catechesi71 Caterina1 cattonerd7 Caviezel1 Cazzullo1 CEI4 Celentano1 celibato6 Ceneri3 censura1 Cevoli1 Chapman1 Che Guevara1 Cheaib7 Chiara Corbella3 Chiara Lubich9 Chiara Luce Badano1 chierichetti1 Chiesa15 Chiesa e società25 Chittister1 Christus vivit1 Ciardi2 Cinema74 Cirinnà1 citazioni73 clausura1 Coccopalmerio1 Coco1 collaboratori1 Comastri3 comunicazione2 comunità1 Comunità Giovanni XXIII1 conferenze3 Confessione10 consacrati1 conversione1 convivenza2 cooperazione1 coronavirus33 Corpus Domini4 Corviale1 Corvo1 Cosentino4 creazione1 Credo3 cremazione3 Crepaldi1 Cresima4 CRIC2 crisi5 cristianofobia6 Cristicchi3 Cristo Re1 croce3 Crocefisso3 crociate2 Cultura10 cuore1 curia2 Curtaz2 D'Avenia14 Dalla1 David Buggi3 De Donatis9 de Foucauld4 De Whol1 Debora Vezzani1 Debrel1 decalogo7 defunti7 degrado1 Delpini10 demografia1 denaro1 denatalità2 depressione1 desideri1 devianze3 devozioni1 dialogo2 dibattiti31 dicembre 20181 digiuno2 Dio4 Diocesi1 diritti umani1 disagio2 discernimento5 dissenso26 divorziati5 dj Fabo2 Doglio1 Dom Gréa2 domande1 domenica3 don Benzi1 don Bosco2 Don Camillo1 don Ciotti1 don Leonardi13 don Luigi Verdi1 don Marco Pozza3 don Milani5 don Peppe Diana1 don Probo1 don Zeno1 donne e Chiesa6 Dossetti1 Dostoevskij1 down1 Draghi1 Dreher3 droga4 dvd1 e-book1 ecclesiologia di comunione1 ecologia4 economia5 ecumenismo5 edicola1 editoria1 educare16 Einstein1 Eli1 Emmaus2 emozioni1 Epicoco9 Epifania6 Ermes Ronchi6 esame di coscienza2 escatologia4 esegesi1 esercizi2 esorcismo1 estate3 Etty Hillesum2 Eucarestia5 Europa2 eutanasia16 evangelizzare3 Fabrizio Moro1 facebook2 fake11 famiglia35 Fano1 Farina1 Fatima5 Fazi2 Fazio1 fede14 felicità10 Fellini1 femminicidio2 femminismo1 Ferrero2 Fini1 Fittipaldi1 Fo1 Focolarini3 Follereau1 Fontana1 Fontanelle1 formazione1 foto1 Francesco191 fraternità5 Frisina1 Fromm1 Fumagalli1 fumetti3 Galantino1 Galileo1 Galimberti1 Galli della Loggia4 Gandhi2 Garelli2 Gargiulo1 Gasparino2 Gaudete2 Gen Rosso1 gender10 genitori6 Gerusalemme1 Gesù22 Gesù Re1 Giaccardi1 Gianluca Firetti3 Gibran1 Gibson2 Giotto1 giovani61 Giovanni Battista1 Giovanni Paolo II10 Giovanni XXIII3 Gironda1 giubileo1 Giuda2 giudizio1 GMG7 gnosticismo1 Gramellini2 grest9 Greta1 Grillo1 Grossman1 Grun1 Guareschi1 Gutierrez1 Guzzo1 Hadjadi3 Halloween4 Hargot3 Harry Potter1 Hexameron1 hikikomori2 Hong kong1 Humanae vitae1 icone1 Il Regno1 Immacolata5 immagini49 immigrazione21 individualismo2 infedeltà1 inferno3 ingiustizia3 inquisizione1 interiorità1 internet9 Introvigne1 Islam1 Jean Venier1 Kasper1 Kilgour1 Koder2 Koll2 Konrad1 Kuby1 Ladaria1 laicismo4 Lambert1 Lambiasi1 lamentele1 Lasconi1 Law1 Le pen1 Leopardi1 letteratura4 letto11 Lewis2 liberazione2 libertà4 Libri127 Ligabue1 Lind1 Link2 liturgia40 Lonardo16 Loppiano1 Loreto1 Lorizio3 Lutero1 Luxuria1 M.L.King1 Madonna5 Madre Teresa7 mafia4 Maggi19 Magi1 Magister2 Magnificat1 Magris2 malattia7 malattie spirituali3 male1 male innocente4 Mancuso4 Manicardi2 Mannoia1 Manzoni1 Maraini1 Marazziti1 Marco Gallo1 Maria40 Mariani1 MariaVoce1 Marta e Maria1 Martin1 Martinelli1 Martini7 martiri3 Marzano3 mass media6 Mastracola1 maternità3 maternità surrogata2 Matino1 matrimonio24 Matteo A.6 Mazzolari7 media2 meditazioni1 Medjugorje9 Melloni1 Mencarelli1 Mentana1 Mercier1 Merini1 Messa13 Messale1 Messiah1 Messori3 miracoli3 Miriano12 Mirilli1 misericordia7 Missione6 MMSOTT20191 Monda5 Monica Mondo1 morale6 Muller2 Musica31 Nadia Toffa1 Natale43 Natuzza1 Negri1 Nembrini4 Neocatecumenali1 Newman2 Noa1 non ti arrendere1 Normadelfia1 Notre Dame1 Novena3 Nuzzi3 Oceania1 Odifreddi1 odio2 Olmi2 olocausto1 omelie148 omosessualità26 opzione Benedetto3 oratorio6 Ordine di Malta1 Oriente1 oroscopo1 Oscar5 Oxfam1 p.Livio Falzaga2 pace3 Padre Livio2 padre Michal1 Padre nostro5 Padre Pino Puglisi1 Padre Pio1 Pagano1 Pagazzi1 Paglia3 Palme3 Palumbo2 Pannella1 Paolo VI2 papà2 paradiso1 Parigi1 Parola di vita29 parrocchia3 Pasqua27 passione6 pastorale26 paternità3 Pati Trigo1 patria1 Patriciello10 paura1 peccato originale2 pedofilia16 pelagianesimo1 Pelati1 Pell1 Pellai1 pellegrinaggi3 Pelligra1 pena di morte2 Pentecoste5 perdono4 Personaggi41 pettegolezzo1 Piccolo1 Pietro e Paolo1 Pinocchio1 Pio XII1 podcast2 poesia3 polemiche74 Poli1 politica50 Polonia1 Poretti7 pornografia2 povertà3 prediche1 preghiera25 preghiere86 pregiudizi1 presepe7 Pro Vita4 profeti1 profezie1 Pronzato1 psicologia8 pubblicazioni37 Quaresima38 racconti5 radio2 Raggi1 Ravagnani1 Ravasi17 razzismo2 reali1 Recalcati8 relativismo2 religione8 religioni4 report1 Riace1 Riccardi6 ricchezza10 Ricci1 Rivi1 RnS1 Rom2 Roma14 Romero2 Ronaldo1 rosario7 Rosini24 Ruini1 Rumiz1 Rupnik7 Sabattini1 sacerdoti26 sacramenti4 Sacro Cuore1 Saint-Exupery1 Salmi1 salvezza1 Salvini15 samaritana1 San Filippo Neri1 San Francesco6 San Francesco di Sales1 San Giovanni Crisostomo1 San Giovanni Evangelista1 San Giuseppe5 San Leone Magno1 San Paolo2 san Tommaso dìAquino1 Sanremo6 Sant'Agostino9 Sant'Egidio1 Santa Bernardette1 Santi20 santità9 Santo Sepolcro1 Santoro1 santuari3 Sarah2 sardine1 Satana3 Saviano2 sballo1 Scalfari4 scandali6 Scaraffia4 Schmitt2 scienza e fede8 Scifoni6 scisma1 Scola1 Scorsese3 scuola4 Scurati2 secolarizzazione2 Secondin1 segreti1 Semeraro1 sentenze1 Sequeri1 serie TV16 Serra2 sessualità63 Sesta3 sette1 Settimana santa3 sexting1 Silence2 Silone1 Silvia Romano3 simonia1 Sindone2 single1 Sinodo11 Siti cattolici25 smartphone2 Snoopy1 Socci3 social1 società41 sociologia3 sondaggi1 Sorrentino1 Sosa1 Spadaro5 speranza5 Spidlik1 spiritismo1 Spirito Santo17 Spiritualità66 Spoleto2 sport2 Springsteen1 Staglianò4 Staino2 Star wars1 Stark1 statistiche8 storia6 storicità2 streaming5 strumenti1 studente1 suicidio2 suor Faustina1 suore1 sussidi33 Tagle1 Tamaro3 Taylor1 teatro1 tentazioni6 teologia12 terremoto3 terrorismo3 Testimoni di Geova1 testimonianze15 Theobald1 Tolentino1 Tolkien1 Tonino Bello16 Tornatore1 Tornielli1 Tosatti2 Totti1 tradizione1 transessuali4 trasfigurazione4 trash1 trekking1 Triduo pasquale12 Trinità7 Trisulti1 Trump1 Turoldo2 TV20 Twenge1 twitter1 UCCR1 udienze1 unioni civili1 utero in affitto3 vacanze1 Valli4 Vallini1 Vanier1 Vanni1 Vaticano3 Veltroni2 verità2 Veronesi1 Via Crucis9 Video108 Viganò3 vignette10 virtù1 visto8 vita6 vita eterna3 vita religiosa9 vizi1 vocazioni8 volontariato2 voti1 Zanardi2 Zichichi1 Zingaretti1 Zuppi4
Mostra di più

Archivia

Mostra di più

Post popolari in questo blog

Preghiere per i sacerdoti (di don Tonino Bello e di un anonimo)

Don Tonino Bello, vescovo. Citazioni, preghiere e scritti vari

I racconti di Bruno Ferrero (e non solo)

'Insegnami l'arte dei piccoli passi'. La preghiera di Antoine de Saint-Exupéry

MARIA, Donna dei nostri giorni (don Tonino Bello, testo completo)