Sul capitolo VIII dell'Amoris laetitia (la mia sintesi e quella autorevole del cardinal Coccopalmerio)


Sul divorzio e sul matrimonio di coniugi divorziati
I famosi "dubia" dei quattro cardinali "dissidenti" erano centrati sulla questione spinosa dei divorziati risposati. Il papa Francesco ha stravolto la dottrina ecclesiale? Ha data il via libera a tutti nell'accesso ai sacramenti? Il cardinal Coccopalmerio risponde con un documento dettagliato a queste domande affermando con sicurezza che la dottrina è rispettata.
Una sintesi della riflessione del cardinale è offerta da Aleteia, mentre sul sito "E anche il Papa rema" troviamo il testo (credo) completo e un personale commento:
Colpiscono la profondità, la trasparenza e la mitezza con le quali il cardinale Francesco Coccopalmerio, “Ministro” vaticano della Giustizia, legge ed analizza dall’interno il capitolo ottavo dell’esortazione apostolica Amoris laetitia, quello che sin dal titolo, «Accompagnare, discernere e integrare la fragilità» ‒ e dedicato alle situazioni “cosiddette” irregolari di tante relazioni matrimoniali e di coppia ‒ ha sollevato opposizioni e dure critiche sia all’interno della Chiesa sia fuori, che vanno crescendo e diffondendosi anche sui mass media. 
Proprio per l’acutezza dell’ermeneutica e per la trasparenza dell’analisi filologica utilizzate dal cardinale Coccopalmerio ‒ capace di far dialogare in profondità i passaggi più rilevanti dell’esortazione con i testi di riferimento del Vaticano II e della Familiaris consortio di Giovanni Paolo II da una parte, e con la grande tradizione dall’altra, in primis con i fondamenti delineati da Tommaso d’Aquino ‒ ne consigliamo l’attenta lettura ai tanti che ne hanno frainteso il senso e il significato.
Chiunque abbia una visione disinteressata e pura di cuore, potrà comprendere, leggendo queste pagine del cardinale Coccopalmerio, come la magistrale esortazione di papa Francesco costituisca una chiara, coraggiosa e geniale riaffermazione della purezza della dottrina cattolica in tema di matrimonio e di famiglia (dottrina com’è  noto delineatasi nel corso del secondo millennio cristiano), considerata come parola vivente che tramanda il fuoco della tradizione, e in quanto tale capace di confrontarsi e di illuminare le sfide del tempo presente, illuminando aspetti nuovi dell’ infinita ricchezza contenuta nel Vangelo. «Naturalmente, nella Chiesa è necessaria una unità di dottrina e di prassi ‒ scrive papa Francesco nell’esortazione (n. 3), e ribadisce con forza il Cardinale ‒ ma ciò non impedisce che esistano diversi modi di interpretare alcuni aspetti della dottrina o alcune conseguenze che da essa derivano».
Perla e chiave di lettura dall’Esortazione rimane ‒ osserva il cardinale Coccopalmerio ‒ la considerazione secondo la quale la norma generale non può rendere ragione di tutte le circostanze particolari di vita di una persona, ma che ‒ prosegue citando san Tommaso ‒ «più si scende nel particolare, tanto più aumenta l’indeterminazione» (Amoris laetitia, 304). La stessa Commissione Teologica Internazionale aveva affermato che «La legge naturale non può essere presentata come un insieme costituito di regole che si impongono a priori al soggetto morale, ma è una fonte di ispirazione oggettiva per il suo processo, eminentemente personale, di presa di decisione» (Amoris laetitia, 305).
In termini più laici potremmo dire che la legge non mette mai al riparo dai rischi della realtà, e che per questo bisogna dilatare l’orizzonte dalla giustizia, dal giudizio, alla misericordia, in cui consiste la pienezza della stessa giustizia.
È questo quello che emerge, con trasparenza, dalla riflessione del Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi. Come si fa, allora, a parlare di “confusione” dottrinale da parte di papa Francesco? Certo, il cammino pastorale, teologico e spirituale, intrapreso da Bergoglio è un cammino d’altura, che esige da parte di tutti, e in primis dai Pastori, una radicale conversione pastorale, che è anche conversione spirituale e culturale. E questo non è sempre facile. (Raffaele Luise)
Segue una mia riflessione sull'argomento:
La chiesa ha sempre previsto che, nel matrimonio, possano subentrare difficoltà tali da giustificare e consigliare una separazione temporanea dei coniugi[1], ma non ha mai accettato la possibilità di un divorzio e di un nuovo matrimonio: il patto nuziale è per sempre, “finché morte non ci separi” e il sacramento non può essere cancellato, casomai può essere riconosciuto “nullo”, cioè mai veramente celebrato perché mancavano le condizioni di libertà e consapevolezza che sono essenziali per la validità del sacramento. “Nonostante la Chiesa ritenga che ogni rottura del vincolo matrimoniale è contro la volontà di Dio, è anche consapevole della fragilità di molti suoi figli”[2].
Lo sguardo realista sulle vicende matrimoniali constata come la reciproca indisposizione dei coniugi possa giungere, di fatto, a un punto di irreversibilità, quando, per esempio, le ferite subite durante il matrimonio sconsigliano la ripresa della vita coniugale che, al di là delle buone intenzioni, finirebbe per innescare nuovamente insanabili conflitti, oppure quando, sempre a causa della sofferenza vissuta, sia esaurita ogni capacità di investire nuove energie per ricucire la relazione spezzata con l’altro, senza che per questo vi sia alcun odio nei suoi confronti. La fallibilità di uomini e donne, pur uniti nel sacramento del matrimonio, può giungere sino a costringerli a fare i conti con il fallimento definitivo della loro convivenza coniugale, la cui felice riuscita essi avevano pur desiderato e nella cui durata “per sempre” essi avevano creduto e si erano impegnati. Il crollo definitivo della speranza di riuscita della vita matrimoniale, anche qualora non sia dovuto a mancanze proprie, provoca a livello personale un senso di colpa per il mancato adempimento della promessa d’amore data e ricevuta, e suscita a livello sociale, soprattutto ecclesiale, un senso di esclusione e di proscrizione per aver deluso le aspettative della comunità di appartenenza. A fronte di questo doloroso vissuto, la chiesa è sollecitata ad annunciare che il fallimento, lungi dall’essere alieno all’esperienza cristiana, è un’esperienza decisiva della fede, nella quale uomini e donne sperimentano, come non altrimenti, la misericordia sconfinata di Dio che riapre, inaspettatamente, un nuovo orizzonte di vita[3].
E’ dunque corretto e “misericordioso” escludere i divorziati risposati dai sacramenti? E’ giusto chiedere a chi ha fallito di rinunciare ad una nuova unione, ad un nuovo tentativo? O che questa unione sia vissuta senza intimità sessuale, vivendo come fratello e sorella?
In verità il papa ricorda che la chiesa riconosce situazioni in cui “l’uomo e la donna, per seri motivi - quali, ad esempio, l’educazione dei figli - non possono soddisfare l’obbligo della separazione”[4]. In nota pone una motivazione importante e controversa:
In queste situazioni, molti, conoscendo e accettando la possibilità di convivere “come fratello e sorella” che la Chiesa offre loro, rilevano che, se mancano alcune espressioni di intimità, “non è raro che la fedeltà sia messa in pericolo e possa venir compromesso il bene dei figli”[5].
E’ la prima timida apertura presente nel testo: ci sono casi in cui, per il bene primario dei figli, è forse lecito vivere una intimità “coniugale” per “salvare il salvabile”: la fedeltà del coniuge e quindi la stabilità della nuova relazione. Il papa chiede poi di fare un discernimento su ”quali delle diverse forme di esclusione attualmente praticate in ambito liturgico, pastorale, educativo e istituzionale possano essere superate”[6]. Ma – precisa -
Integrare nella Chiesa non significa “fare la comunione”; perché io conosco cattolici risposati che vanno in chiesa una volta l’anno, due volte: “Ma, io voglio fare la comunione!”, come se la comunione fosse un’onorificenza. E’ un lavoro di integrazione… tutte le porte sono aperte. Ma non si può dire: da ora in poi “possono fare la comunione”. Questo sarebbe una ferita anche ai coniugi, alla coppia, perché non farà compiere loro quella strada di integrazione[7].
Quello che il papa propone è dunque un cammino senza porte chiuse, fatto di accompagnamento, discernimento e integrazione: i divorziati risposati non sono esclusi dalla chiesa, ma invitati a fare questo percorso, a lasciarsi accompagnare e aiutare, con umiltà e verità, a discernere la loro reale situazione.
Da non dimenticare è anche il fatto che a coloro che fallivano il loro matrimonio, la chiesa degli inizi proponeva un cammino penitenziale, normalmente di tre anni, al temine del quale venivano riammessi completamente nella comunione ecclesiale, come fa ancora la chiesa ortodossa[8].
Fra le proposte per superare la “chiusura” ecclesiale nei confronti dei divorziati risposati, vale la pena segnalare quella dei coniugi H. e T. Ruster che suggeriscono di considerare l’idea di matrimoni non sacramentali e tuttavia validi, superando così l’esclusione dai sacramenti: “basterebbe” rimuovere “l’automatismo finora vigente del diritto canonico secondo cui il consenso fa il matrimonio e ogni matrimonio fra battezzati è necessariamente sacramento”[9]. A. Fumagalli propone invece di centrare il discorso sul primato della coscienza: si potrebbe ipotizzare la riammissione ai sacramenti a seguito di un “dialogo pastorale quale luogo di discernimento autenticamente ecclesiale, ove, cioè, i dettami della coscienza personale vengono sottoposti al vaglio e alla conferma della chiesa”[10]. Si potrebbe così riconoscere la serietà del cammino di riconciliazione intrapreso, offrendo alla chiesa il modo di apprezzare la sincerità di chi chiede al Signore il perdono per il legame infranto e la grazia di un nuovo inizio. Infine A. Grillo si chiede se la categoria di “indissolubilità” del matrimonio nella sua attuale concezione giuridico-ontologica non possa essere rielaborata secondo categorie più aderenti al vissuto attuale e parlare non solo della possibile morte di un coniuge – evento che pone fine all’unione sacramentale – ma anche della “morte morale” del vincolo in situazioni divenute irreversibili[11].

Il capitolo ottavo, dedicato in prevalenza alla questione spinosa dei divorziati risposati, propone già dal titolo la soluzione individuata dal papa a partire dalle riflessioni sinodali: “Accompagnare, discernere e integrare la fragilità”, una triade di cui abbiamo già accennato, ma che merita un particolare approfondimento.
Innanzitutto integrare: non sono scomunicati, essi appartengono al corpo della chiesa e in essa devono essere aiutati a trovare il proprio posto e il proprio ambito di servizio (“evitando ogni occasione di scandalo”, n.299). Essi “formano sempre la comunione ecclesiale” (n.243).
La logica dell’integrazione è la chiave del loro accompagnamento pastorale, perché non soltanto sappiano che appartengono al Corpo di Cristo che è la Chiesa, ma ne possano avere una gioiosa e feconda esperienza. Sono battezzati, sono fratelli e sorelle, lo Spirito Santo riversa in loro doni e carismi per il bene di tutti. La loro partecipazione può esprimersi in diversi servizi ecclesiali: occorre perciò discernere quali delle diverse forme di esclusione attualmente praticate in ambito liturgico, pastorale, educativo e istituzionale possano essere superate. Essi non solo non devono sentirsi scomunicati, ma possono vivere e maturare come membra vive della Chiesa, sentendola come una madre che li accoglie sempre, si prende cura di loro con affetto e li incoraggia nel cammino della vita e del Vangelo[16].
L’accompagnamento deve essere positivo, “misericordioso e incoraggiante” (n.293), capace di valorizzare gli “elementi costruttivi” (n.292) ed esprimere l’affetto e la delicatezza della chiesa, chiamata ad
accompagnare con attenzione e premura i suoi figli più fragili, segnati dall’amore ferito e smarrito, ridonando fiducia e speranza, come la luce del faro di un porto o di una fiaccola portata in mezzo alla gente per illuminare coloro che hanno smarrito la rotta o si trovano in mezzo alla tempesta[17].
«senza sminuire il valore dell’ideale evangelico, bisogna accompagnare con misericordia e pazienza le possibili tappe di crescita delle persone che si vanno costruendo giorno per giorno», lasciando spazio alla «misericordia del Signore che ci stimola a fare il bene possibile»[18].
Infine, ma è la nota dominante, l’accompagnamento è finalizzato al discernimento della situazione concreta e particolare vissuta dalla coppia. Sono innanzitutto “da evitare giudizi che non tengono conto della complessità delle diverse situazioni, ed è necessario essere attenti al modo in cui le persone vivono e soffrono a motivo della loro condizione”[19]. Perché è fondamentale il discernimento? Perchè
I divorziati che vivono una nuova unione possono trovarsi in situazioni molto diverse, che non devono essere catalogate o rinchiuse in affermazioni troppo rigide senza lasciare spazio a un adeguato discernimento personale e pastorale. Una cosa è una seconda unione consolidata nel tempo, con nuovi figli, con provata fedeltà, dedizione generosa, impegno cristiano, consapevolezza dell’irregolarità della propria situazione e grande difficoltà a tornare indietro senza sentire in coscienza che si cadrebbe in nuove colpe. (…) C’è anche il caso di quanti hanno fatto grandi sforzi per salvare il primo matrimonio e hanno subito un abbandono ingiusto, o quello di «coloro che hanno contratto una seconda unione in vista dell’educazione dei figli, e talvolta sono soggettivamente certi in coscienza che il precedente matrimonio, irreparabilmente distrutto, non era mai stato valido»[20]. Altra cosa invece è una nuova unione che viene da un recente divorzio, con tutte le conseguenze di sofferenza e di confusione che colpiscono i figli e famiglie intere, o la situazione di qualcuno che ripetutamente ha mancato ai suoi impegni familiari[21].
Discernere non significa approvare o negare gli errori o i fallimenti: “Dev’essere chiaro che questo non è l’ideale che il Vangelo propone per il matrimonio e la famiglia” (n.299), ma deve essere altrettanto chiaro anche la necessità di distinguere adeguatamente le diverse situazioni, nella consapevolezza che non esistono “semplici ricette”[22], e che “non è più possibile dire che tutti coloro che si trovano in qualche situazione cosiddetta “irregolare” vivano in stato di peccato mortale, privi della grazia santificante”[23].
Ne consegue che non ci si può aspettare una “nuova normativa generale di tipo canonico, applicabile a tutti i casi”[24], ne tantomeno che dei casi particolari diventino norma generale: “poiché «il grado di responsabilità non è uguale in tutti i casi», le conseguenze o gli effetti di una norma non necessariamente devono essere sempre gli stessi”[25]. “Nemmeno – aggiunge il papa in una nota importantissima – per quanto riguarda la disciplina sacramentale, dal momento che il discernimento può riconoscere che in una situazione particolare non c’è colpa grave”[26]. Questa affermazione apre, con cautela, la possibilità concreta che, in casi specifici e debitamente accompagnati e come frutto del discernimento e dell’integrazione, i divorziati in nuova unione possano accedere ai sacramenti della confessione e della comunione da cui erano esclusi[27].
In certi casi, potrebbe essere anche l’aiuto dei Sacramenti. Per questo, «ai sacerdoti ricordo che il confessionale non dev’essere una sala di tortura bensì il luogo della misericordia del Signore»[28]. Ugualmente segnalo che l’Eucaristia «non è un premio per i perfetti, ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli»[29].
Per poter fare tale cammino di integrazione e discernimento è fondamentale che ci sia la richiesta e la disponibilità da parte del divorziato risposato di affidarsi ad un sacerdote che lo accompagni in un percorso dal tempo imprecisato e con modalità da stabilire caso per caso. Inoltre:
Perché questo avvenga, vanno garantite le necessarie condizioni di umiltà, riservatezza, amore alla Chiesa e al suo insegnamento, nella ricerca sincera della volontà di Dio e nel desiderio di giungere ad una risposta più perfetta ad essa[30].
E’ anche necessario che il divorziato risposato faccia (o inizi a fare) un cammino di fede impegnato, costante e coerente e che sia consapevole che il suo vissuto matrimoniale è, e rimarrà, in contrasto con l’ideale cristiano.
I presbiteri hanno il compito di «accompagnare le persone interessate sulla via del discernimento secondo l’insegnamento della Chiesa e gli orientamenti del Vescovo. In questo processo sarà utile fare un esame di coscienza, tramite momenti di riflessione e di pentimento. I divorziati risposati dovrebbero chiedersi come si sono comportati verso i loro figli quando l’unione coniugale è entrata in crisi; se ci sono stati tentativi di riconciliazione; come è la situazione del partner abbandonato; quali conseguenze ha la nuova relazione sul resto della famiglia e la comunità dei fedeli; quale esempio essa offre ai giovani che si devono preparare al matrimonio. Una sincera riflessione può rafforzare la fiducia nella misericordia di Dio che non viene negata a nessuno»[31].
I presbiteri devono evitare “eccezioni o privilegi”: il percorso va fatto seriamente, altrimenti si fa un cattivo servizio alla chiesa e alle persone stesse che vengono private di questa occasione per fare un percorso di vera e profonda conversione. Allo stesso tempo va evitato anche il rischio opposto: quello di chi si sente a posto applicando rigidamente la legge morale nei confronti di chi vive situazioni “irregolari”, “come se fossero pietre che si lanciano contro la vita delle persone”[32].
“Comprendo – scrive sempre il papa tendendo una piccola mano a coloro che dissentono dalla sua impostazione “troppo aperta” – coloro che preferiscono una pastorale più rigida che non dia luogo ad alcuna confusione”, perché è indubbia la confusione tra i fedeli, confusione amplificata e generata soprattutto dai principali mezzi di comunicazione che, all’uscita del documento, hanno ad esempio titolato: «Sinodo, le aperture di papa Francesco: "Comunione possibile per i divorziati risposati"» (Repubblica.it); «Sacramenti ai risposati, il Papa apre» (Corriere.it).
Il papa comprende il rischio, ma afferma:
Credo sinceramente che Gesù vuole una Chiesa attenta al bene che lo Spirito sparge in mezzo alla fragilità: una Madre che, nel momento stesso in cui esprime chiaramente il suo insegnamento obiettivo, «non rinuncia al bene possibile, benché corra il rischio di sporcarsi con il fango della strada». I Pastori che propongono ai fedeli l’ideale pieno del Vangelo e la dottrina della Chiesa devono aiutarli anche ad assumere la logica della compassione verso le persone fragili e ad evitare persecuzioni o giudizi troppo duri e impazienti. Il Vangelo stesso ci richiede di non giudicare e di non condannare. Gesù «aspetta che rinunciamo a cercare quei ripari personali o comunitari che ci permettono di mantenerci a distanza dal nodo del dramma umano, affinché accettiamo veramente di entrare in contatto con l’esistenza concreta degli altri e conosciamo la forza della tenerezza. Quando lo facciamo, la vita ci si complica sempre meravigliosamente»[33].




[1]ci sono casi in cui la separazione è inevitabile. A volte può diventare persino moralmente necessaria, quando appunto si tratta di sottrarre il coniuge più debole, o i figli piccoli, alle ferite più gravi causate dalla prepotenza e dalla violenza, dall’avvilimento e dallo sfruttamento, dall’estraneità e dall’indifferenza”. (Papa Francesco, Catechesi del 24 giugno 2015) Comunque “deve essere considerata come estremo rimedio, dopo che ogni altro ragionevole tentativo si sia dimostrato vano”. (Giovanni Paolo II, Familiaris consortio, 83). Le citazioni sono in Papa Francesco, Amoris laetitia, 241.
[2] Papa Francesco, Amoris laetitia, 291.
[3] A. Fumagalli, Il tesoro e la creta, p.109
[4] Giovanni Paolo II, Familiaris consortio, n.84.
[5] Papa Francesco, Amoris laetitia, nota n.329. Con scaltrezza il papa cita la Gaudium et spes, n.51 (tra virgolette) applicando anche per i divorziati risposati una riflessione rivolta agli sposi “regolari”.
[6] Id., 299
[7] Conferenza stampa durante il viaggio di ritorno dal Messico, 17 febbraio 2016.
[8] La chiesa ortodossa “tollera” un nuovo matrimonio che viene celebrato in uno stile penitenziale e ammette così i nuovi coniugi alla comunione ecclesiale.
[9] H. e T. Ruster, Finché morte non vi separi? L’indissolubilità del matrimonio e i divorziati risposati. Una proposta, LDC 2014, p.181.
[10] A. Fumagalli, Il tesoro e la creta. La sfida sul matrimonio dei cristiani, Queriniana 2014.
[11] A. Grillo, Indissolubile? Contributo al dibattito sui divorziati risposati, Cittadella, 2014.
[12] Le sfide pastorali della famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”: 5-19.10.2014.
[14] Dal 17 dicembre 2014 al 18 novembre 2015.
[16] AL n.299
[17] Relatio Synodi 2014, n.28, cit. in AL, n.291
[18] Id, 26, cit in AL,, 308
[19] Relatio finalis 2015, n.51
[20] Giovanni Paolo II, Familiaris consortio, n.84.
[21] Papa Francesco, AL, n.299
[22] Benedetto XVI, Discorso al VII Incontro Mondiale delle Famiglie, Milano (2 giugno 2012), risposta 5.
[23] Papa Francesco, AL,, 301
[24] Papa Francesco, AL,, 300
[25] Idem
[26] Id., nota n.336
[27] Sembra andare in questa direzione anche la lettera “privata” inviata dal papa all’episcopato argentino che ha prodotto un documento per i loro sacerdoti per l'applicazione di "Amoris laetitia" sul punto cruciale della comunione ai divorziati risposati. Secondo papa Francesco tali indicazioni "spiegano esaurientemente il senso del capitolo VIII di 'Amoris laetitia'" e che "non ci sono altre interpretazioni" che tengano. Cfr. www.osservatoreromano.va/it/news/discernimento-e-carita-pastorale del 12.09.16
[28] Papa Francesco, Evangelii gaudium, 44.
[29] Id, 47 in AL 305
[30] Papa Francesco, AL, 300
[31] Relatio finalis 2015, 85
[32] Papa Francesco, AL, n.305
[33] Id, 308

Etichette

Abbè Pierre1 abitudine1 aborto17 Abramo1 Accattoli2 accidia1 accoglienza8 adolescenti44 adozioni gay1 adulazione1 Aforismi17 agire1 aiutare1 Al centro l'amore35 Albini1 alfabeto1 Alfie2 allegria1 altruismo1 Amazzonia3 amicizia11 Amirante4 Ammaniti1 Amore71 Amoris laetitia6 Andreoli2 angelo custode3 anima2 animazione5 Anniversari27 Anno liturgico1 anziani4 apologetica3 app3 apparizioni3 Arcabas1 arcangeli2 archeologia1 Argentina1 arte22 Articoli19 Ascensione4 Assisi1 Assunta2 ateismo3 Atenagora1 attesa1 audio2 Augias1 autorità1 avarizia1 Avvento15 azioni1 baby gang1 baciamano1 Baggio1 bambini16 Bannon1 Baricco1 Bassetti4 Battesimo3 Battesimo di Gesù3 Bauman3 beatitudini9 Becciu2 Beltrame1 Benedetto XVI20 benedizione2 Benigni8 Bianchi50 Bibbia39 Bibbiano2 Biffi1 Bignardi1 Bignoli1 Blade Runner1 blasfemia2 blog22 Bloom1 Bocelli2 Bonhoeffer1 Bose1 Botta9 Brown1 Brunelli1 bullismo2 buon ladrone1 Busca1 Buttiglione1 caccia1 Cacciari2 Caffarra1 Calcio sociale1 Camilleri3 Camisasca1 cammini1 campi estivi5 Cana1 Candelora1 Cannes1 Canopi3 Cantalamessa8 Canti religiosi29 Cardenal1 carismi1 Caritas2 Carlo Acutis14 Carrere1 cartine1 Castellucci1 castità6 catacombe1 Catechesi74 Caterina1 cattonerd7 Caviezel1 Cazzullo1 CEI4 Celentano1 celibato6 Ceneri3 censura1 Cevoli1 Chapman1 Che Guevara1 Cheaib7 Chiara Corbella3 Chiara Lubich10 Chiara Luce Badano1 chierichetti1 Chiesa16 Chiesa e società25 Chittister1 Christus vivit1 Ciardi2 Cinema74 Cirinnà1 citazioni74 clausura1 Coccopalmerio1 Coco1 collaboratori1 Comastri3 comunicazione2 comunità1 Comunità Giovanni XXIII1 conferenze3 Confessione10 consacrati1 conversione1 convivenza2 cooperazione1 coronavirus34 Corpus Domini4 Corviale1 Corvo1 Cosentino4 covid191 creazione1 Credo3 cremazione3 Crepaldi1 Cresima4 CRIC2 crisi5 cristianofobia6 Cristicchi3 Cristo Re1 croce3 Crocefisso3 crociate2 Cultura10 cuore1 curia2 Curtaz2 D'Avenia14 Dalla1 David Buggi3 De Donatis9 de Foucauld4 De Whol1 Debora Vezzani1 Debrel1 decalogo7 defunti7 degrado1 Delpini10 demografia1 denaro1 denatalità2 depressione1 desideri1 devianze3 devozioni1 dialogo2 dibattiti33 dicembre 20181 digiuno2 Dio4 Diocesi1 diritti umani1 disagio2 discernimento5 dissenso26 divorziati5 dj Fabo2 Doglio1 Dom Gréa2 domande1 domenica3 don Benzi1 don Bosco2 Don Camillo1 don Ciotti1 don Leonardi13 don Luigi Verdi1 don Marco Pozza3 don Milani5 don Peppe Diana1 don Probo1 don Zeno1 donne e Chiesa6 Dossetti1 Dostoevskij1 down1 Draghi1 Dreher3 droga4 dvd1 e-book1 ecclesiologia di comunione1 ecologia4 economia6 ecumenismo5 edicola1 editoria1 educare16 Einstein1 Eli1 Emmaus2 emozioni1 Epicoco9 Epifania6 Ermes Ronchi6 esame di coscienza2 escatologia4 esegesi1 esercizi2 esorcismo1 estate3 Etty Hillesum2 Eucarestia5 Europa2 eutanasia16 evangelizzare3 Fabrizio Moro1 facebook2 fake11 famiglia35 Fano1 Farina1 Fatima5 Fazi2 Fazio1 fede14 felicità10 Fellini1 femminicidio2 femminismo1 Ferrero2 Fini1 Fittipaldi1 Fo1 Focolarini3 Follereau1 Fontana1 Fontanelle1 formazione1 foto1 Francesco195 Fratelli tutti1 fraternità6 Frisina1 Fromm1 Fumagalli1 fumetti3 Galantino1 Galileo1 Galimberti1 Galli della Loggia5 Gandhi2 Garelli2 Gargiulo1 Gasparino2 Gaudete2 Gen Rosso1 gender10 genitori6 Gerusalemme1 Gesù22 Gesù Re1 Giaccardi1 Gianluca Firetti3 Gibran1 Gibson2 Giotto1 giovani61 Giovanni Battista1 Giovanni Paolo II10 Giovanni XXIII3 Gironda1 giubileo1 Giuda2 giudizio1 GMG7 gnosticismo1 Gramellini2 grest9 Greta1 Grillo1 Grossman1 Grun1 Guareschi1 Gutierrez1 Guzzo1 Hadjadi3 Halloween4 Hargot3 Harry Potter1 Hexameron1 hikikomori2 Hong kong1 Humanae vitae1 icone1 Il Regno1 Immacolata5 immagini50 immigrazione21 individualismo2 infedeltà1 inferno3 ingiustizia3 inquisizione1 interiorità1 internet9 Introvigne1 Isacco1 Islam1 Jean Venier1 Kasper1 Kilgour1 Koder2 Koll2 Konrad1 Kuby1 Ladaria1 laicismo4 Lambert1 Lambiasi1 lamentele1 Lasconi1 Law1 Le pen1 Leopardi1 letteratura4 letto12 Lewis2 liberazione2 libertà4 Libri129 Ligabue1 Lind1 Link2 liturgia40 Lonardo16 Loppiano1 Loreto1 Lorizio3 Lutero1 Luxuria1 M.L.King1 Madonna5 Madre Teresa7 mafia4 Maggi20 Magi1 Magister2 Magnificat1 Magris2 malattia7 malattie spirituali3 male1 male innocente4 Mancuso4 Manicardi2 Mannoia1 Manzoni1 Maraini1 Marazziti1 Marco Gallo1 Maria40 Mariani1 MariaVoce1 Marta e Maria1 Martin1 Martinelli1 Martini7 martiri3 Marzano3 mass media6 Mastracola1 maternità3 maternità surrogata2 Matino1 matrimonio24 Matteo A.6 Mazzolari7 media2 meditazioni1 Medjugorje9 Melloni1 Mencarelli1 Mentana1 Mercier1 Merini1 Messa13 Messale1 Messiah1 Messori3 miracoli3 Miriano13 Mirilli1 misericordia7 Missione7 MMSOTT20191 Monda5 Monica Mondo1 morale6 Muller2 Musica31 Nadia Toffa1 Natale43 Natuzza1 Negri1 Nembrini4 Neocatecumenali1 Newman2 Noa1 non ti arrendere1 Normadelfia1 Notre Dame1 Novena3 Nuzzi3 Oceania1 Odifreddi1 odio2 Olmi2 olocausto1 omelie148 omosessualità28 opzione Benedetto3 oratorio6 Ordine di Malta1 Oriente1 oroscopo1 Oscar5 Oxfam1 p.Livio Falzaga2 pace3 Padre Livio2 padre Michal1 Padre nostro5 Padre Pino Puglisi1 Padre Pio1 Pagano1 Pagazzi1 Paglia3 Palme3 Palumbo2 pandemia1 Pannella1 Paolo VI2 papà2 paradiso1 Parigi1 Parola di vita30 parrocchia3 Pasqua27 passione6 pastorale26 paternità3 Pati Trigo1 patria1 Patriciello10 paura1 peccato originale2 pedofilia16 pelagianesimo1 Pelati1 Pell1 Pellai1 pellegrinaggi3 Pelligra1 pena di morte2 Pentecoste5 perdono4 Personaggi41 pettegolezzo1 Piccolo1 Pietro e Paolo1 Pinocchio1 Pio XII1 podcast2 poesia3 polemiche74 Poli1 politica51 Polonia1 Poretti7 pornografia2 povertà3 prediche1 preghiera25 preghiere89 pregiudizi1 presepe7 Pro Vita4 profeti1 profezie1 Pronzato1 psicologia8 pubblicazioni37 Quaresima38 racconti5 radio2 Raggi1 Ravagnani2 Ravasi17 razzismo2 reali1 Recalcati8 relativismo2 religione8 religioni4 report1 Riace1 Riccardi6 ricchezza10 Ricci1 Rivi1 RnS1 Rom2 Roma15 Romero2 Ronaldo1 rosario7 Rosini24 Ruini1 Rumiz1 Rupnik7 Sabattini1 sacerdoti26 sacramenti4 Sacro Cuore1 Saint-Exupery1 Salmi1 salvezza1 Salvini15 samaritana1 San Filippo Neri1 San Francesco8 San Francesco di Sales1 San Giovanni Crisostomo1 San Giovanni Evangelista1 San Giuseppe5 San Leone Magno1 San Paolo2 san Tommaso dìAquino1 Sanremo6 Sant'Agostino9 Sant'Egidio1 Santa Bernardette1 Santi21 santità10 Santo Sepolcro1 Santoro1 santuari3 Sarah2 sardine1 Satana3 Saviano2 sballo1 Scalfari4 scandali7 Scaraffia4 Schmitt2 scienza e fede8 Scifoni6 scisma1 Scola1 Scorsese3 scuola5 Scurati2 secolarizzazione2 Secondin1 segreti1 Semeraro1 sentenze1 Sequeri1 serie TV16 Serra2 sessualità63 Sesta3 sette1 Settimana santa3 sexting1 Silence2 Silone1 Silvia Romano3 simonia1 Sindone2 single1 Sinodo11 Siti cattolici25 smartphone2 Snoopy1 Socci3 social2 società41 sociologia3 sondaggi1 Sorrentino1 Sosa1 Spadaro5 speranza5 Spidlik1 spiritismo1 Spirito Santo17 Spiritualità67 Spoleto2 sport2 Springsteen1 Staglianò4 Staino2 Star wars1 Stark1 statistiche8 storia7 storicità2 streaming5 strumenti1 studente1 suicidio2 suor Faustina1 suore1 sussidi33 Tagle1 Tamaro3 Taylor1 teatro1 tentazioni6 teologia12 terremoto3 terrorismo3 Testimoni di Geova1 testimonianze15 Theobald1 Tolentino2 Tolkien1 Tonino Bello16 Tornatore1 Tornielli1 Tosatti2 Totti1 tradizione1 transessuali4 trasfigurazione4 trash1 trekking1 Triduo pasquale12 Trinità7 Trisulti1 Trump1 Turoldo2 TV21 Twenge1 twitter1 UCCR1 udienze1 unioni civili1 utero in affitto3 vacanze1 Valli4 Vallini1 Vanier1 Vanni1 Vaticano5 Veltroni2 verità2 Veronesi1 Via Crucis9 Video111 Viganò3 vignette10 virtù1 visto8 vita6 vita eterna3 vita religiosa9 vizi1 vocazioni8 volontariato2 voti1 Zanardi2 Zichichi1 Zingaretti1 Zuppi4
Mostra di più

Archivia

Mostra di più

Post popolari in questo blog

Schede, video e altro materiale per presentare la Bibbia ai bambini del catechismo

I racconti di Bruno Ferrero (e non solo)

Personaggi cattolici emergenti: don Fabio Rosini (pronto a ricominciare?)

Preghiere per i sacerdoti (di don Tonino Bello e di un anonimo)

Don Tonino Bello, vescovo. Citazioni, preghiere e scritti vari