Il Triduo Pasquale secondo Mons. Marco Busca (e il centro Aletti di Rupnik)



Mons. Marco Busca è il vescovo di Mantova e, fra l'altro, collabora con il centro Aletti di Rupnik che ci offre una serie di video in cui, in pochi minuti, Busca parla del Triduo Pasquale. 
A questi video aggiungo la lettera pasquale che il vescovo rivolge alla Diocesi: "Dove vuoi che celebriamo la Pasqua?". La preghiera al Padre per riparare le crepe causate dalla paura e dalla morte.





Dove vuoi che prepariamo per celebrare la Pasqua? 

Cari fratelli e sorelle,
abbiamo tanto desiderato, in queste settimane, di superare presto la crisi che affligge il mondo e speravamo che il compimento della Quaresima coincidesse con il termine della quarantena. È stato un tempo di assenza di riti, di chiese vuote, ma non è stato un tempo senza preghiera, senza fede, senza rapporti. Anzi, è cresciuto un desiderio di Eucaristia, di fraternità, di ritrovarci nelle nostre assemblee. Desideriamo “fare” la Pasqua. È il medesimo desiderio di Gesù, che ripete a noi le stesse parole rivolte ai discepoli: “Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi”. Quel giorno diede a Pietro e Giovanni l’incarico: “Andate a preparare per noi, perché possiamo mangiare la Pasqua”. Gli chiesero: “Dove vuoi che prepariamo?” (Lc 22, 7-13). Gesù indicò loro una sala, grande e arredata, in cui radunare la famiglia dei suoi discepoli per la Pasqua. Da quella sera, la Chiesa ha sempre fatto memoria di Gesù, anche se non sempre il luogo del “Cenacolo” sono state le chiese.

Sappiamo dalla testimonianza di Dionigi, vescovo di Alessandria intorno alla metà del terzo secolo, che sotto la persecuzione di Decio (249-251) i cristiani non poterono radunarsi nei luoghi di culto in occasione della Pasqua, ma non per questo rinunciarono a celebrarla. Ascoltiamo le sue parole:

Dapprima siamo stati esiliati e da tutti perseguitati e caricati a morte; tuttavia abbiamo celebrato anche allora la festa pasquale. Ogni luogo, dove si soffriva, fosse esso un campo, un deserto, una nave, una locanda, un carcere, diveniva come un tempio per le assemblee sacre; i martiri perfetti celebravano una festa più perfetta di tutte, partecipi del convito celeste (Eusebio, Storia ecclesiastica VII, 22, 4).

Quell’anno la Pasqua venne celebrata non in luoghi di culto, ma in ogni luogo dove si soffriva. La potenza pasquale di Gesù non passò attraverso i riti, ma direttamente agì nella carne tribolata degli uomini e delle donne che invocavano il suo nome. Penso ai tanti luoghi di tribolazione in cui quest’anno si celebra la Pasqua. Una grande croce collettiva abbraccia l’umanità da un capo all’altro della terra e tutti i sofferenti “fanno pasqua”, non solo chi crede in Cristo o comunque è religioso, perché “dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire associati, nel modo che Dio conosce, al mistero pasquale” (Concilio Vaticano II, Gaudium et spes n. 22).

La liturgia domestica della Pasqua 

Come i discepoli potremmo chiedere a Gesù: “Dove vuoi che prepariamo la Pasqua…se non abbiamo chiese, preghiere, canti, sacramenti, sacerdoti?”. Quello che ci manca per celebrare la Pasqua è evidente, però questa situazione che mette in crisi i modi abituali di vivere la nostra fede può rappresentare un’opportunità nella misura in cui ci aiuta a scoprire quello che abbiamo per celebrare la Pasqua e di cui spesso non siamo consapevoli. Abbiamo una chiesa, è la nostra casa. Le prime generazioni cristiane hanno applicato alla famiglia il versetto in cui Gesù dice: “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20). Giovanni Crisostomo insegnava che “la casa è una piccola Chiesa” (Commento alla lettera agli Efesini 20,6). La famiglia abbraccia tipologie assai diverse: genitori e figli, ma penso agli anziani che pur avendo figli e nipoti non condivideranno con loro la Pasqua; penso alle famiglie che a motivo delle attuali circostanze sono impossibilitate a riunirsi, vivono una separazione a causa della quarantena, del ricovero di qualche membro o per motivi di emergenza lavorativa; più ampiamente, penso ai vedovi, a parenti che vivono insieme, alle comunità religiose. Anche chi vive da solo, e ha ritmi diversi rispetto a quelli di una famiglia, troverà aiuto nei testi per la preghiera personale, ma non si senta escluso da una rete di contatti che deve alimentare, cercando, ad esempio, di unirsi alla voce e al volto di un amico spirituale per recitare una preghiera e sentirsi così parte di una famiglia spirituale allargata.
Abbiamo dei sacerdoti in casa. Tutti i cristiani, in forza del Battesimo, sono rivestiti di quella dignità sacerdotale che li rende capaci di un rapporto con il Padre fatto di adorazione, lode, intercessione e offerta della vita come sacrificio vivente e spirituale (cf 1Pt 2,5).
Abbiamo in casa, la maggior parte delle volte, anche un altro “sacramento permanente” della Pasqua. Nella liturgia nuziale, infatti, si chiede al Signore che i novelli sposi siano “sacramento del tuo amore, perché la grazia di questo giorno si estenda a tutta la loro vita”. Anche in famiglie ferite o incomplete i membri possono essere gli uni per gli altri segni di benedizione.
Abbiamo pertanto anche la possibilità di una liturgia domestica, che non è un doppione di ciò che si fa in chiesa, ma un modo di celebrare il Signore con gesti, parole, preghiere che sono proprie della famiglia. Quest’anno la Pasqua la celebriamo soprattutto così. Le nostre voci che risuonano in casa riusciranno a riempire le nostre chiese, così da non lasciarle vuote e mute. Pregando nelle case creeremo dei ponti tra noi e le nostre comunità parrocchiali.
Certamente ci si potrà collegare alle celebrazioni di Papa Francesco, del vescovo Marco e dei nostri sacerdoti. Il consiglio, tuttavia, è di non “assistere” a una Pasqua mediatica e via social, quanto piuttosto di non lasciarvi “scappare la grazia” di celebrarla tra le mura di casa. Nessuna diretta streaming sarà tanto efficace quanto i momenti di preghiera in cui è la famiglia che prega, canta, legge il Vangelo, lo commenta. Già sento l’obiezione di qualcuno: ne saremo capaci? Ne sono certo, anzitutto perché il Signore è in mezzo a voi e vi guiderà Lui stesso. Il Sussidio che trovate sul sito della diocesi è un prezioso strumento per la liturgia domestica come pure il video Voi x Noi e Noi con Voi preparato dai nostri seminaristi.

Consigli pratici per la liturgia domestica 

Come a Natale predisponete in casa il luogo dei segni (il presepe, l’albero, le decorazioni) così preparate il luogo dei segni pasquali. Lo potete personalizzare in base ai gusti e alla storia di famiglia: mettete il Crocifisso, un’immagine sacra, la Bibbia aperta, un cero, del profumo, un fiore. Sarebbe importante poter mettere anche un segno religioso appartenuto ai vostri cari defunti (il rosario, la catenina…) insieme alle loro fotografie. Sarà l’“Angolo bello” della vostra casa che, durante i giorni della Settimana Santa, vi ricorderà che siete una “piccola chiesa”. Per celebrare abbiamo bisogno anche di “staccare” dalle azioni che compiamo per abitudine e escludere fonti di possibile disturbo come guardare il cellulare, tenere in sottofondo la musica e la TV. Ricordiamoci, anche, di interrompere in anticipo le altre attività per avere il tempo di prepararsi alla preghiera. L’attenzione non si improvvisa. Anche il corpo prega e le sue posture composte e raccolte aiutano la preghiera. Se seguiamo la celebrazione trasmessa in TV o in diretta streaming non possiamo farlo come fosse un qualunque altro programma: vestiti come capita, facendo contemporaneamente altre cose, commentando questo e quello. Vogliamo partecipare e non semplicemente guardare la Messa e questo comporta di rispondere ad alta voce alle preghiere, anche se si è soli, e unirsi ai canti e ai gesti liturgici.
Un rito familiare è fatto di parole (non troppe), di azioni (chiare) e di emozioni (profonde). È importante dare un ritmo al tempo della preghiera. Anche la scelta di un orario abituale per pregare in famiglia sarà di aiuto. Il sussidio propone che l’appuntamento quotidiano sia prima del pranzo, ogni famiglia sceglierà il momento migliore per riunirsi in preghiera. I genitori, come sacerdoti della casa, preparano e guidano la preghiera distribuendo in anticipo alcune parti ai figli perché siano coinvolti a leggere, ma anche possano intervenire spontaneamente, commentando i brani biblici attraverso disegni, poesie, drammatizzazioni, canti. I genitori introducono e concludono la preghiera, che ha il momento più forte nella benedizione dei figli. Nel sussidio trovate indicazioni su come compiere questo gesto che è veicolo di grazia, di protezione, di consolazione, di fortezza. Ciascun nucleo familiare troverà il modo per benedire i suoi membri presenti, ma anche quelli fisicamente distanti.

Ogni giorno della Settimana Santa celebra un aspetto dei “misteri” della nostra salvezza 

La domenica delle Palme ci è cara per il ramoscello di ulivo benedetto che portiamo a casa come segno di benedizione. Quest’anno non è possibile vivere insieme la processione con le palme e i rami d’ulivo benedetti, imitando le folle di Gerusalemme che accolsero Gesù e lo acclamarono Re e Signore. Tuttavia, è proprio nella nostra casa che vogliamo acclamare Cristo in questo giorno e accoglierlo come nostro Signore. Possiamo porre nell’Angolo bello un vaso con i rami d’ulivo, di palma o di altra pianta verde e chiedere al Padre di benedire il nostro desiderio di accogliere con fede il Salvatore e concederci di seguirlo fino alla croce. Questo giorno liturgico, in verità, ha due nomi: domenica delle Palme e della Passione del Signore. Quest’anno diamo risalto particolarmente al secondo nome della festa. Gesù è acclamato dagli Osanna della folla che da lì a poco grida a Pilato: “Sia crocifisso”. È il chiaroscuro della Pasqua in un intreccio di acclamazioni e di rifiuto, di festa e di lutto, tanto vicino ai giorni che stiamo vivendo tra mestizia e speranza.

Da lunedì a mercoledì santo possiamo chiedere al Signore la grazia di pentirci dei nostri peccati ed essere perdonati. “Quest’anno non ci confessiamo per Pasqua?”, mi ha detto più di una persona. Anche se non sarà possibile confessarsi è possibile essere perdonati. Non per una sorta di “auto-assoluzione”. Il perdono è sempre un dono che viene a noi dal Padre attraverso il ministero dei sacerdoti. Il male fa sentire il suo gusto amaro e ottiene la sua vittoria se riesce a trasformare il patire in rabbia, disperazione, depressione e ci convince a dubitare di Dio, della sua bontà e provvidenza. Per questo è importante pulire il cuore dai virus del male perché non si radichino nei nostri cuori provati. Può darsi anche che la convivenza in casa 24 ore al giorno abbia ingenerato tensioni, incomprensioni, stanchezze, rimproveri. Raccogliamoci intorno al Crocifisso e chiediamoci perdono l’un l’altro, riallacciamo le relazioni e promettiamoci di saperci comprendere e sopportare. E il perdono di Dio, come lo riceviamo? Prendiamo il Vangelo e leggiamo un brano che annuncia il perdono (ad esempio: Lc 15 1-7; Mt 18,21-22; Ef 4,31-32; Col 3,12-13); apriamo il cuore al Signore, confessiamo a lui i peccati nel segreto del nostro intimo, esprimiamo il desiderio di convertirci, recitiamo alcune preghiere che esprimono il pentimento (Confesso a Dio onnipotente, Signore pietà, Agnello di Dio, Salmo 50), facciamo il gesto di batterci il petto, decidiamo un atto di generosità o di riconciliazione che esprimerà anche agli altri il nostro rinnovamento. Il perdono dei peccati, anche gravi, viene donato con certezza e sarà confermato quando, terminata l’emergenza, potremo incontrare il sacerdote per celebrare con lui la confessione sacramentale.

Il Giovedì Santo ricordiamo i segni che Gesù ci ha lasciato in sua memoria 
Gesù consegna sé stesso per noi e consegna a noi i segni del suo donarsi chiedendoci di “fare memoria”. Non si tratta del ricordo del passato, nemmeno della ripetizione di ciò che Gesù ha fatto l’ultima cena e sulla Croce. È, invece, il memoriale che ci rende contemporanei alla Pasqua di Gesù. Un canto dice: “C’eri tu alla Croce di Gesù?”. La risposta è: sì, c’ero. Non quel giorno, ma ogni volta che celebriamo la Messa noi annunciamo e riviviamo la Pasqua di Gesù. I segni che Gesù ci ha consegnato per mantenere viva la sua memoria sono più di uno; anzitutto i segni del pane e del vino eucaristici che, tuttavia, sono inseparabili dal segno della lavanda dei piedi. Il sussidio e il video propongono un modo semplice per riprendere nella liturgia domestica i gesti del pane spezzato e della lavanda; ad essi sarà bello aggiungere un segno concreto di fraternità facendo una “colletta familiare” per i bisognosi. Questo tempo ci sta educando a vivere per intero il mistero dell’Eucaristia: il sacramento dell’altare è inseparabile dal sacramento del fratello.
Legato all’Eucaristia è il sacerdozio che riguarda il popolo sacerdotale nel suo insieme e, in un modo singolare, alcuni fratelli che sono il segno della presenza viva di Gesù nella sua qualità di unico mediatore che mette in comunione gli uomini con il Padre, ci guida come Pastore, ci istruisce come Maestro. In questo giorno tutti avremo un ricordo speciale per i sacerdoti delle nostre comunità, con una preghiera e possibilmente con un saluto personale.

Il Venerdì Santo è il giorno della Croce 
Il segno della Croce è il distintivo dei cristiani. Gesù Crocifisso ha gli occhi aperti, è vivo. La Croce è il trono regale di Gesù. Sulla Croce l’amore vince perché è più forte della morte. Gesù non ci ha salvato con il dolore, ma con la sua fiducia assoluta nel Padre a cui ha affidato i modi e i tempi della sua risurrezione. Dio non fabbrica le croci, le condivide con noi e trasforma la maledizione in benedizione. Questa fede è espressa nel bacio che oggi i cristiani danno a Gesù in croce. Penso al contenuto di fede e di speranza che questo bacio riesce a comunicare a quanti stringeranno il Crocifisso per trovare conforto e ritrovare in quell’abbraccio i loro morti che sono vivi in Dio.
Il Venerdì Santo è giorno dedicato anche alla compassione per tutti i crocifissi della storia e i tribolati per i quali vogliamo offrire la nostra preghiera di intercessione. Il segno della nostra identificazione con il dolore del mondo lo esprimiamo con il digiuno: anzitutto osservando una certa sobrietà del cibo (almeno per i giovani e gli adulti), ma anche con il “digiuno delle parole” scegliendo di tacere per un tempo abbastanza lungo prima delle tre del pomeriggio quando ricorderemo l’ora in cui Gesù muore consegnandosi al Padre.

Il Sabato Santo è il giorno in cui Gesù riposa nel sepolcro e la Chiesa tace 
Il silenzio è parte essenziale della nostra vita di credenti, non solo perché ci fa essere più riflessivi, più attenti, più profondi, ma anzitutto perché fa tacere in noi l’uomo carnale che vuole salvare la sua vita seguendo le logiche dell’avere, del potere, dell’apparire piuttosto che lasciarsi salvare da Cristo. Come ha detto papa Francesco in Piazza San Pietro nella benedizione Urbi et Orbi: “Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è” (27 marzo 2020). Gesù agisce profondamente negli inferi della terra, scende a liberare Adamo ed Eva dal potere della morte. Anche noi dobbiamo lasciare entrare Gesù nei sepolcri interiori che ci rendono prigionieri e lasciarlo agire misteriosamente nelle profondità del cuore per salvarci. Alcuni segni accompagnano questo Sabato di silenzio, come velare la croce, tenere la candela spenta e la Scrittura chiusa.

Veglia Pasquale nella notte santa 
Con il tramonto del sabato si entra nel “terzo giorno” del Triduo. Pasqua significa che il Signore passa nelle nostre vite. È la risurrezione della Chiesa che si unisce a quella del suo Signore. Ogni casa attende il suo passaggio. Il sussidio ci suggerisce i modi per ascoltare il racconto biblico della storia della salvezza e compiere il segno del lucernario e il gesto battesimale di bagnare gli occhi con l’acqua. Accendendo la luce pasquale possiamo pronunciare il nome delle persone che si vorrebbero raggiungere per consegnare loro la stessa luce. La nostra liturgia domestica, però, resterà “aperta” perché il gesto tipicamente pasquale dell’abbracciarci gli uni gli altri e scambiarci il gesto di pace è rinviato e tiene viva la speranza e l’attesa del giorno in cui potremo di nuovo radunarci gioiosamente in assemblea. Accogliere il passaggio di Dio nella nostra vita significa la venuta del Regno il cui simbolo è il banchetto. Finiamo la veglia con i segni conviviali della festa: un brindisi, un dolce, un gesto di tenerezza. Anche i nostri sensi, provati dal dolore e dalle fatiche di questo tempo, possano gustare e vedere come è buono il Signore.

Domenica di Pasqua 
La tomba è vuota e il Risorto ci precede in Galilea. Dopo i grandi eventi consumati nella città santa di Gerusalemme, Gesù, il Vivente, ci dà appuntamento in Galilea, nella regione in cui si vive la vita quotidiana. Scoprirlo presente è questione di vista spirituale. Gli occhi bagnati e puliti dalle lacrime del dolore e dall’acqua del Battesimo sanno scorgerlo. Non manchi la gioia pasquale nelle case, vestendosi a festa, profumando la casa, benedicendo la mensa con il canto dell’Alleluia, contattando per telefono o con i social media parenti e amici per annunciare che il Signore è veramente risorto.

Cari fratelli e sorelle, la Pasqua non è una cosa da fare, è una persona: “Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Celebriamo, dunque, la festa” (1Cor 5,7-8). Il Cristo pasquale, infatti, è ovunque si soffre, si crede, si prega, si invoca il suo Nome. “Signore, dove vuoi che facciamo la Pasqua?”. Quest’anno, più di altre volte, è vera per noi la parola di Gesù: “Devo fermarmi a casa tua” (Lc 19,5). Prego per tutti, in modo particolare per le case che più hanno subito i colpi del male. Possa il Padre riparare le crepe causate dalla paura, dalla sofferenza e dalla morte versandovi l’oro dello Spirito che Gesù ha donato morendo per noi.

Vi abbraccio nel Signore e vi benedico
vostro vescovo Marco



Venerdì Santo: "Re(g)ale abbandono" (Briciole 49)

Sabato Santo: "Grande silenzio" (Briciole 50)

Etichette

Abbè Pierre1 abitudine1 aborto17 Abramo1 Accattoli2 accidia1 accoglienza8 adolescenti43 adozioni gay1 adulazione1 Aforismi17 agire1 aiutare1 Al centro l'amore35 Albini1 alfabeto1 Alfie2 allegria1 altruismo1 Amazzonia3 amicizia11 Amirante4 Ammaniti1 Amore70 Amoris laetitia6 Andreoli2 angelo custode3 anima1 animazione4 Anniversari27 Anno liturgico1 anziani4 apologetica3 app3 apparizioni3 Arcabas1 arcangeli2 archeologia1 Argentina1 arte21 Articoli19 Ascensione4 Assunta1 ateismo3 Atenagora1 attesa1 audio2 Augias1 autorità1 avarizia1 Avvento15 azioni1 baby gang1 baciamano1 Baggio1 bambini16 Bannon1 Baricco1 Bassetti4 Battesimo3 Battesimo di Gesù3 Bauman3 beatitudini9 Beltrame1 Benedetto XVI20 benedizione2 Benigni8 Bianchi50 Bibbia38 Bibbiano2 Biffi1 Bignardi1 Bignoli1 Blade Runner1 blasfemia2 blog22 Bloom1 Bocelli2 Bonhoeffer1 Bose1 Botta9 Brown1 Brunelli1 bullismo1 buon ladrone1 Busca1 Buttiglione1 caccia1 Cacciari2 Caffarra1 Calcio sociale1 Camilleri3 Camisasca1 cammini1 campi estivi5 Cana1 Candelora1 Cannes1 Canopi3 Cantalamessa8 Canti religiosi29 Cardenal1 carismi1 Caritas2 Carlo Acutis11 Carrere1 cartine1 Castellucci1 castità6 catacombe1 Catechesi71 Caterina1 cattonerd7 Caviezel1 Cazzullo1 CEI4 Celentano1 celibato6 Ceneri3 censura1 Cevoli1 Chapman1 Che Guevara1 Cheaib7 Chiara Corbella3 Chiara Lubich8 Chiara Luce Badano1 chierichetti1 Chiesa14 Chiesa e società25 Chittister1 Christus vivit1 Ciardi2 Cinema74 Cirinnà1 citazioni71 clausura1 Coccopalmerio1 Coco1 collaboratori1 Comastri3 comunicazione2 comunità1 Comunità Giovanni XXIII1 conferenze3 Confessione10 consacrati1 conversione1 convivenza2 cooperazione1 coronavirus31 Corpus Domini4 Corviale1 Corvo1 Cosentino4 creazione1 Credo3 cremazione3 Crepaldi1 Cresima4 CRIC2 crisi5 cristianofobia6 Cristicchi3 Cristo Re1 croce3 Crocefisso3 crociate2 Cultura10 cuore1 curia2 Curtaz2 D'Avenia14 Dalla1 David Buggi3 De Donatis9 de Foucauld4 De Whol1 Debora Vezzani1 Debrel1 decalogo7 defunti7 degrado1 Delpini10 demografia1 denaro1 denatalità2 depressione1 desideri1 devianze3 devozioni1 dialogo2 dibattiti31 dicembre 20181 digiuno2 Dio4 Diocesi1 diritti umani1 disagio2 discernimento5 dissenso26 divorziati5 dj Fabo2 Doglio1 Dom Gréa2 domande1 domenica3 don Benzi1 don Bosco2 Don Camillo1 don Ciotti1 don Leonardi13 don Luigi Verdi1 don Marco Pozza3 don Milani5 don Peppe Diana1 don Probo1 don Zeno1 donne e Chiesa6 Dossetti1 Dostoevskij1 down1 Dreher3 droga4 dvd1 e-book1 ecclesiologia di comunione1 ecologia4 economia4 ecumenismo5 edicola1 editoria1 educare16 Einstein1 Eli1 Emmaus2 emozioni1 Epicoco9 Epifania6 Ermes Ronchi6 esame di coscienza2 escatologia4 esegesi1 esercizi2 esorcismo1 estate3 Etty Hillesum2 Eucarestia5 Europa2 eutanasia16 evangelizzare3 Fabrizio Moro1 facebook2 fake11 famiglia35 Fano1 Farina1 Fatima5 Fazi2 Fazio1 fede14 felicità9 Fellini1 femminicidio2 femminismo1 Ferrero2 Fini1 Fittipaldi1 Fo1 Focolarini3 Follereau1 Fontana1 Fontanelle1 formazione1 foto1 Francesco188 fraternità5 Frisina1 Fromm1 Fumagalli1 fumetti3 Galantino1 Galileo1 Galimberti1 Galli della Loggia4 Gandhi2 Garelli2 Gargiulo1 Gasparino2 Gaudete2 Gen Rosso1 gender10 genitori6 Gerusalemme1 Gesù22 Gesù Re1 Giaccardi1 Gianluca Firetti3 Gibran1 Gibson2 Giotto1 giovani59 Giovanni Battista1 Giovanni Paolo II10 Giovanni XXIII3 Gironda1 giubileo1 Giuda2 giudizio1 GMG7 gnosticismo1 Gramellini2 grest9 Greta1 Grillo1 Grossman1 Grun1 Guareschi1 Gutierrez1 Guzzo1 Hadjadi3 Halloween4 Hargot3 Harry Potter1 Hexameron1 hikikomori2 Hong kong1 Humanae vitae1 icone1 Il Regno1 Immacolata5 immagini49 immigrazione21 individualismo2 infedeltà1 inferno3 ingiustizia3 inquisizione1 interiorità1 internet9 Introvigne1 Islam1 Jean Venier1 Kasper1 Kilgour1 Koder2 Koll2 Konrad1 Kuby1 Ladaria1 laicismo4 Lambert1 Lambiasi1 lamentele1 Lasconi1 Law1 Le pen1 Leopardi1 letteratura4 letto11 Lewis2 liberazione2 libertà4 Libri127 Ligabue1 Lind1 Link2 liturgia39 Lonardo16 Loppiano1 Loreto1 Lorizio3 Lutero1 Luxuria1 M.L.King1 Madonna5 Madre Teresa7 mafia4 Maggi18 Magi1 Magister2 Magnificat1 Magris2 malattia7 malattie spirituali3 male1 male innocente4 Mancuso4 Manicardi2 Mannoia1 Manzoni1 Maraini1 Marazziti1 Marco Gallo1 Maria39 Mariani1 MariaVoce1 Marta e Maria1 Martin1 Martinelli1 Martini7 martiri3 Marzano3 mass media6 Mastracola1 maternità3 maternità surrogata2 Matino1 matrimonio24 Matteo A.6 Mazzolari7 media2 meditazioni1 Medjugorje9 Melloni1 Mentana1 Mercier1 Merini1 Messa13 Messale1 Messiah1 Messori3 miracoli3 Miriano12 Mirilli1 misericordia7 Missione6 MMSOTT20191 Monda5 Monica Mondo1 morale6 Muller2 Musica31 Nadia Toffa1 Natale43 Natuzza1 Negri1 Nembrini4 Neocatecumenali1 Newman2 Noa1 non ti arrendere1 Normadelfia1 Notre Dame1 Novena3 Nuzzi3 Oceania1 Odifreddi1 odio2 Olmi2 olocausto1 omelie146 omosessualità26 opzione Benedetto3 oratorio6 Ordine di Malta1 Oriente1 oroscopo1 Oscar5 Oxfam1 p.Livio Falzaga2 pace3 Padre Livio2 padre Michal1 Padre nostro5 Padre Pino Puglisi1 Padre Pio1 Pagano1 Pagazzi1 Paglia3 Palme3 Palumbo2 Pannella1 Paolo VI2 papà2 paradiso1 Parigi1 Parola di vita28 parrocchia3 Pasqua27 passione6 pastorale26 paternità3 Pati Trigo1 patria1 Patriciello10 paura1 peccato originale2 pedofilia16 pelagianesimo1 Pelati1 Pell1 Pellai1 pellegrinaggi3 Pelligra1 pena di morte2 Pentecoste5 perdono4 Personaggi41 pettegolezzo1 Piccolo1 Pietro e Paolo1 Pinocchio1 Pio XII1 podcast2 poesia3 polemiche74 Poli1 politica50 Polonia1 Poretti7 pornografia2 povertà3 prediche1 preghiera25 preghiere85 pregiudizi1 presepe7 Pro Vita4 profeti1 profezie1 Pronzato1 psicologia8 pubblicazioni36 Quaresima38 racconti5 radio2 Raggi1 Ravagnani1 Ravasi17 razzismo2 reali1 Recalcati8 relativismo2 religione8 religioni4 report1 Riace1 Riccardi6 ricchezza10 Ricci1 Rivi1 RnS1 Rom2 Roma14 Romero2 Ronaldo1 rosario7 Rosini23 Ruini1 Rumiz1 Rupnik7 Sabattini1 sacerdoti26 sacramenti4 Sacro Cuore1 Saint-Exupery1 Salmi1 salvezza1 Salvini15 samaritana1 San Filippo Neri1 San Francesco6 San Francesco di Sales1 San Giovanni Crisostomo1 San Giovanni Evangelista1 San Giuseppe5 San Leone Magno1 San Paolo2 san Tommaso dìAquino1 Sanremo6 Sant'Agostino9 Sant'Egidio1 Santa Bernardette1 Santi20 santità9 Santo Sepolcro1 Santoro1 santuari3 Sarah2 sardine1 Satana3 Saviano2 sballo1 Scalfari4 scandali6 Scaraffia4 Schmitt2 scienza e fede7 Scifoni6 scisma1 Scola1 Scorsese3 scuola4 Scurati2 secolarizzazione2 Secondin1 segreti1 Semeraro1 sentenze1 Sequeri1 serie TV15 Serra2 sessualità63 Sesta3 sette1 Settimana santa3 sexting1 Silence2 Silone1 Silvia Romano3 simonia1 Sindone2 single1 Sinodo11 Siti cattolici25 smartphone2 Snoopy1 Socci3 social1 società41 sociologia3 sondaggi1 Sorrentino1 Sosa1 Spadaro5 speranza5 Spidlik1 spiritismo1 Spirito Santo16 Spiritualità64 Spoleto2 sport1 Springsteen1 Staglianò4 Staino2 Star wars1 Stark1 statistiche8 storia6 storicità2 streaming5 strumenti1 studente1 suicidio2 suor Faustina1 suore1 sussidi33 Tagle1 Tamaro3 Taylor1 teatro1 tentazioni6 teologia12 terremoto3 terrorismo3 Testimoni di Geova1 testimonianze15 Theobald1 Tolentino1 Tolkien1 Tonino Bello16 Tornatore1 Tornielli1 Tosatti2 Totti1 tradizione1 transessuali4 trasfigurazione4 trash1 trekking1 Triduo pasquale12 Trinità7 Trisulti1 Trump1 Turoldo2 TV20 Twenge1 twitter1 UCCR1 udienze1 unioni civili1 utero in affitto3 vacanze1 Valli4 Vallini1 Vanier1 Vanni1 Vaticano3 Veltroni2 verità2 Veronesi1 Via Crucis9 Video107 Viganò3 vignette10 virtù1 visto8 vita6 vita eterna3 vita religiosa9 vizi1 vocazioni8 volontariato2 voti1 Zanardi1 Zichichi1 Zingaretti1 Zuppi3
Mostra di più

Archivia

Mostra di più

Post popolari in questo blog

Preghiere per i sacerdoti (di don Tonino Bello e di un anonimo)

Don Tonino Bello, vescovo. Citazioni, preghiere e scritti vari

'Insegnami l'arte dei piccoli passi'. La preghiera di Antoine de Saint-Exupéry

Canti di adorazione e canti religiosi (dicembre 2017)

Personaggi cattolici emergenti: don Fabio Rosini (pronto a ricominciare?)