Star wars (Gli ultimi Jedi): commenti cattolici


Non ho ancora visto il film, ma sono tanti i commenti provenienti dal mondo cattolico che, nonostante siano discordanti, mi stimolano a vederlo presto.
Il primo commento "pastorale" è di un giovane frate francescano, che ho l'onore di conoscere e stimare: "Star wars: lo scandalo della luce" (Acec):
“Dove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la Grazia” (Rm 5,20), così scriveva San Paolo ai romani comunicando la novità strabiliante del Vangelo di Gesù. Notte e giorno, buio e luce, peccato e Grazia, la vita del cristiano non è quella di un perfezionista che non sbaglia mai; paradossalmente è proprio nel lato oscuro di una vita che gioca al ribasso, votata al compromesso e non libera, che si manifesta la strada della pienezza in Cristo Gesù. Questa è la condizione di noi tutti. “L’oscurità cresce e la luce con essa”, da quale pulpito! E’ proprio il male incarnato, il signore dell’oscurità, il leader supremo Snoke, il più cruento villain della saga di Star Wars a comunicare inconsapevolmente, che il male non è mai l’ultima parola. Anche il più recente episodio, The Last Jedi, si presenta come qualcosa di più che un film da citazioni per nerd, anzi, come tutta la saga, ci fa riflettere sulla vita e il senso ultimo del nostro esistere. A volte, infatti, basta lasciarsi andare alla visione di un film che ci appassioni per aprire il vaso di Pandora di mille domande che ci interrogano, anche se siamo felici o almeno diciamo di esserlo. La sete di vita, la sete di Dio che ci contraddistingue come suoi figli, ci fa commuovere di fronte a una scena che parla di eternità, probabilmente perché quell’eternità è anche casa nostra. Cosa ci facciamo su questo pianeta? Perché abbiamo questo corpo e non un altro? E così le domande corrono veloci, coinvolgendo affetti, relazioni, passioni e aspettative. Luke Skywalker, finalmente rintracciato da un’entusiasta Rey, pone la stessa domanda alla ragazza, la quale, imbarazzata e commossa per una richiesta che spesso ha risuonato dentro di lei, confessa “sono qui per qualcosa che c’è sempre stato e mi fa paura”. Dio convive con tutto questo, con le cose più intime che magari non raccontiamo a nessuno, ci conosce nel segreto di tutto il bello e il brutto che ci appartiene. Non si vergogna di noi e non ci accusa, ma vuole che di tutto questo non facciamo un terreno sterile. Come possiamo d’altronde tenere per noi il bene che abbiamo ricevuto, i doni, i talenti, le passioni e infine la Grazia che ogni giorno accogliamo? Se veramente le domande bruciano nel cuore, allora è arrivato il momento di cercare qualcuno che ci mostri il nostro posto. Rey è l’icona della ricerca della verità: corre, si arrampica, scala e grida per invocare un aiuto da Luke, l’unico che poteva risolvere la domanda che le bruciava dentro, cioè come vivere in pienezza per non cadere nelle trame della tenebra. Questa scalata verso la verità non esime nessuno dalla fatica, d’altro canto è molto più facile e confortevole vivere senza un ideale, credere che la vita sia una semplice successione di istanti senza senso. Chi ha visto il film si sarà senz’altro stupito dell’innesto del curioso hacker balbuziente DJ, interpretato da Benicio del Toro che, con un’occupazione che di certo non brilla per iniziativa, invita a vivere una libertà falsa, una menzogna: “vivi libero, non schierarti!”. La libertà è invece prendere parte, schierarsi, metterci la faccia e correre per far emergere le proprie domande. Significa cioè desumere dagli insegnamenti di Luke che “nessuno è mai davvero perduto”, a patto di realizzare che non siamo noi a darci la felicità, essa è una vocazione donata, è chiamata alla libertà. E’, in ultima analisi, accettare e vivere quella Grazia di vita che riceviamo con predilezione. Gesù nel Vangelo dice “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi” (Gv 15,16), d’altronde quale libertà cercheremmo al di qua delle nostre aspirazioni? Siamo chiamati a una vocazione alta, che parla dentro di noi, ma non siamo noi a parlare. La Forza dell’universo Star Wars è la Grazia dei figli di Dio, l’azione dello Spirito dentro ogni uomo “che intercede per noi con gemiti inesprimibili”(Rm 8,26), è lo Spirito a portare la vita e a renderci testimoni di Gesù. “Avrete Forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra” (At 1,8), il Signore ci invita a seguirlo con tutto noi stessi, senza risparmiarci, consapevoli che non siamo soli. La stessa Rey ha bisogno dell’aiuto di Luke per vedere dentro di sé la vera natura della Forza, che non è coercitiva, non impone rigidi dettami, ma solo a uno sguardo finalmente profondo si rivela come “equilibrio e vita”. Vivere nella Forza dello Spirito è dunque la vocazione di ogni cristiano, per guardare con sincerità alla propria vita e anche al proprio passato che può essere ferito da peccati altrui, macchiato dal lato oscuro di scelte sbagliate. Tuttavia Colui che è venuto per i peccatori ci viene a incontrare proprio in questo fondo oscuro dove invece il tentatore, come Kylo Ren, invita Rey a distruggere il suo passato per diventare ciò che vuole. “Tu vieni da niente, sei niente!”, bella tentazione! Davvero acuta, effettivamente cosa potrebbe guastare maggiormente una così alta speranza che abbiamo per essere figli di Dio, se non la negazione della nostra trascendenza? Viviamo dunque da figli di Dio quali siamo! Kylo Ren è esattamente la personificazione di questo rifiuto della Grazia. Non un cattivo deciso, spietato, il classico villain, ma al contrario: un indeciso, un ignavo, incapace di prendere parte, di schierarsi. E infatti il lato oscuro prende parte al suo posto, lo indirizza, lo giudica (“Sei solo un ragazzino con una maschera!”), e infine lo governa. La forza della vocazione cristiana, che è vocazione alla santità e alla vita, è quindi dentro di noi, è una proposta che attende solo la nostra fiducia oltre ogni caduta o debolezza. Sarà l’apparizione chiave del mitico maestro Yoda a incoraggiarci su questo – “il più grande maestro, il fallimento è!” – ovvero come direbbe ancora Paolo “quando sono debole allora sono forte” (2Cor 12,10) grazie a Gesù che ha già vinto per noi la morte, la disperazione, il vuoto, la depressione, l’oscurità. Cos’è dunque la fede? E’ accettare questa proposta di salvezza in libertà e fiducia, è gettare le armi con cui ci siamo difesi da sempre, è comunicare a chi ci è accanto il senso più profondo della vita. Allora la conversione, la testimonianza, la fede, tematiche che, in un’ottica cristiana, ritroviamo in questo episodio come in tutta la saga di Star Wars, sono chiamate a rapporto in quella che forse è la scena più significativa del film. Mentre Kylo Ren si lascia possedere dal lato oscuro, e continua a usare la Forza per costringere ed opprimere gli altri, Rey con la stessa Forza, solleva le pietre di un tumulo di morte per liberare i suoi amici. Il tutto è rappresentato in un’affascinante simbologia pasquale in cui Cristo, Colui che ha vinto la morte e ci dona la Forza, continua a risorgere in ogni nostro gesto di sacrificio, di amore e di fraternità.
 Il secondo contributo è titolato: "Perchè "Gli ultimi Jedi" è una perfetta meditazione per l'Avvento" (Aleteia): 

Nessun'anticipazione, solo qualche osservazione da tenere a mente mentre si guarda il film

L’oscurità avanza,
e la luce la incontrerà
(Star Wars: Gli Ultimi Jedi, tagline promozionale)
Ho visto sabato l’ultimo capitolo della serie di Star Wars (VIII Episodio: Gli Ultimi Jedi). Questa non è una recensione (anche se mi piacerebbe farla), e prometto che non ci saranno anticipazioni. Non sono interessata a soppesare le argomentazioni che alcuni canonici di Guerre Stellari – che possono battere i canonici ecclesiali nel gridare all’eresia – hanno sollevato sul fatto che Gli Ultimi Jedi abbia o meno dei meriti.
Vorrei solo esortarvi a vedere il film prima che termini l’Avvento, se potete, perché quando l’ho visto ho cominciato a pensare che potrebbe essere un’ottima meditazione su questo periodo. Anche se non andrete al cinema fino a dopo Natale o Capodanno, ci sono comunque molte fonti di ispirazione per riflettere sul nostro stato perpetuo – e su quello del mondo intero – di anelito all’Avvento della salvezza.
La mia sensazione sull’esistenza di un legame tra i temi dell’Avvento e quelli de Gli Ultimi Jedi è stata solo confermata dalla Messa Gaudete di questa domenica, in cui nella nostra parrocchia si è cantato l’inno d’Avvento “Creatore delle stelle del cielo”. Mentre cantavamo, nella mente mi scorrevano le scene del film.
Creatore delle stelle del cielo,
luce eterna del tuo popolo,
o Cristo, redentore di tutti noi,
ti preghiamo di ascoltarci quando ti invochiamo.
Addolorato all’idea che l’antica maledizione
destinasse alla morte l’universo,
tu sei venuto, o Salvatore, a liberare
i tuoi nella libertà gloriosa.
Ti preghiamo, vieni nella tua santa forza,
redimici per sempre,
quando cadiamo difendici
da tutti gli assalti del nostro terribile nemico.
Non dovete essere canonici di Guerre Stellari per sapere che la trama sottostante a questi film – come per tutte le grandi saghe – è la lotta contro il male. Non è un’anticipazione notare che questa lotta continua ne Gli Ultimi Jedi. E anche se direi di essere certa che il regista/sceneggiatore Rian Johnson non intendesse Guerre Stellari VIII come una parabola di salvezza – dico solo “direi di essere certa” perché anche il suo film del 2012 Looper parlava della redenzione, e quindi l’intento potrebbe essere appena sotto la superficie –, si può leggere difficilmente in altro modo da quanti di noi sono impegnati nella lotta quotidiana in quello che sembra essere il più oscuro dei periodi.
 Ecco allora qualcosa sul nostro viaggio d’Avvento – in questo periodo e ogni giorno – che risuona ne Gli Ultimi Jedi. Spero che queste riflessioni possano arricchire il vostro punto di vista e la vostra preghiera.
L’attesa è dura.
E l’attesa della salvezza è la più dura di tutte. Alcuni di noi gettano la spugna. Alcuni arrancano, magari nel dolore e nel terrore. Alcuni vogliono esagerare, pensando di poter raggiungere il lieto fine con i propri progetti audaci – solo per scoprire poi che c’è una Volontà superiore all’opera. A volte attendere può sembrare un fallimento.
Quanto seriamente sto aspettando la Venuta del Signore? Cosa sto facendo per allinearmi al progetto e all’obiettivo di Dio, non solo ai miei desideri?
Serve disciplina.
Non importa quale forza spirituale o quanto zelo abbiamo, resistere al male non viene naturale. È per questo che l’Avvento, come la Quaresima – e in realtà come ogni giorno di questo pellegrinaggio, della nostra vita –, è un periodo di allenamento. “Gioia, preghiera e gratitudine”. Sono queste le cose che abbiamo bisogno di imparare e di mettere in pratica secondo Papa Francesco e il Vangelo. E in questo periodo dell’anno abbiamo bisogno più che mai di disciplina.
Quanto siamo pronti a resistere il male e a sostenere il regno di Cristo? Cos’altro possiamo fare per allenarci? Chi sono i maestri e i mentori a cui ci dovremmo rivolgere?
Il male è attraente.
La bugia del potere illimitato. La tentazione di vincere tutte le nostre scommesse. L’esaltazione che deriva dall’usare gli altri come oggetti, schiavi del nostro desiderio o della nostra avidità, o del nostro bisogno di essere migliori di loro. L’odio che ci viene presentato come positivo, come se fosse amore. L’oscurità riluce, e circuisce la parte migliore di noi.
Dove brilla maggiormente l’oscurità per quanto mi riguarda? Cosa mi tenta di più? Cosa sto facendo per far sì che la mia prospettiva sia chiara e il mio cuore libero? Per cosa ho bisogno della confessione e dell’assoluzione prima che passi un’altra settimana?
Il Messia non è il Messia che cercate.
Questo era vero all’epoca della prima venuta di Gesù nella carne – un bambino? Il figlio del falegname? Un uomo che usciva con i peccatori? Un blasfemo? – ed è vero oggi. Vogliamo che il nostro Salvatore si conformi alle nostre aspettative: che sia della stirpe giusta, che assomigli a noi (e non a loro), che realizzi la giusta serie di profezie. Ma il nostro Dio è un Dio delle sorprese, e Cristo tornerà in modo così inatteso da sembrare un ladro nella notte. Gli anticristi si nutrono di aspettative errate. La chiave è, oggi come allora, vegliare.
Quanto ho pensato davvero alla Seconda Venuta di Gesù? Cosa vorrei che facesse o che fosse? Quali aspettative dovrei accantonare?
Scegliete in modo saggio i vostri compagni.
Il punto del fatto di non sapere quando arriverà la fine è che potrebbe arrivare in qualsiasi momento. Dobbiamo pensare davvero ad essere sicuri di viaggiare in buona compagnia (il che è un altro elemento tipico della nostra storia). Resistere al male non diventerà mai una questione di maggioranze. Dobbiamo ascoltare la voce piccola e flebile, non il rumore della folla. Dobbiamo trovare i cuori sinceri, quelli a cui possiamo dire, come ha detto Frodo a Sam, “Sono felice di essere con te, Samwise Gamgee, qui alla fine di ogni cosa”.
Chi sono i compagni che mi aiutano di pù nel mio viaggio d’Avvento? Se sapessi che oggi sarà “la fine di ogni cosa”, con chi vorrei essere?
Tenete viva la speranza.
Paolo ci dice che non sarà una virtù di cui avremo bisogno quando arriverà il Regno di Dio, ma fino ad allora è la forza più potente e sottovalutata dell’universo. In questo Avvento, in particolare – anche se ogni anno diciamo “Questo Avvento” -, resistere al male significa resistere al cinismo, all’indifferenza e alla derisione dell’innocenza. Sono cose che usiamo per farci scudo dopo che abbiamo lasciato morire la scintilla della speranza. Le vecchie storie in sé non sono la fonte della nostra speranza, ma raccontarle ravviva la piccola fiamma. Se non ci crediamo in questo periodo dell’anno quando possiamo farlo?
Come sto resistendo attivamente alle minacce alla speranza? Da quali fonti viene nutrita la mia speranza? In che modo sono un segno di speranza nel mondo?
Andate davvero a vedere Gli Ultimi Jedi. Forse stimolerà la vostra meditazione. Nel frattempo, mentre l’oscurità avanza, dobbiamo essere la luce che la incontra. Cantiamo e preghiamo:

Ti preghiamo, vieni nella tua santa forza,

redimici per sempre,
quando cadiamo difendici
da tutti gli assalti del nostro terribile nemico.
Inoltre: 
Bene o male, la guerra (stellare) va avanti
«Star Wars VIII: Gli ultimi Jedi». La rinuncia dei maestri
Ancora sui giovani, attraverso Star Wars
Star Wars, storia di donne e libero arbitrio
Cattonerd su Star Wars

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