"Messiah" (serie tv Netflix) e le questione escatologiche


Ho visto con piacere e molto interesse la serie tv "Messiah" prodotta da Netflix. Cosa può succedere se il Messia tornasse nei nostri tempi? Quale accoglienza e reazioni potrebbe suscitare? Domande importanti a cui questa serie, mai banale, cerca di dare risposta (con una prima serie di 10 puntate). E il fatto che sia stata prodotta e scritta dal produttore e dallo sceneggiatore de “Le Cronache di Narnia” (dall’omonimo libro del cristiano C.S. Lewis), Michael Petroni, ne aggiunge valore e credibilità.

La questione "fede" rimane aperta: è un terrorista (tesi della CIA)? E' un truffatore? E' il Profeta di Dio (secondo i musulmani che non tollerano il fatto che citi testi non sacri) o il Cristo? Chi lo segue con entusiasmo non è immune da crisi e delusioni (come lo fu per Gesù stesso). Ma cosa cercano in lui?

Ecco alcuni articoli per approfondire la questione, a partire da un recentissimo articolo apparso su Avvenire: "La serie tv "Messiah" e la domanda: se Gesù tornasse io dove sarei?"
In una Damasco assediata dal Daesh e prossima alla caduta, un uomo non si stanca di predicare di non aver paura, ma di seguire la volontà di Dio, abbandonandosi a Lui. È Isa – Gesù in arabo – o meglio al-Masih, il Messia? O si tratta solo di un altro falso profeta, peggio di un piccolo illusionista con turbe mentali, che dalla Terra Santa agli Stati Uniti intende sovvertire il mondo intero, creando un caos globale?
La serie di Netflix 'Messiah', disponibile da inizio anno, non è solo avvincente e spettacolare, ma per l’argomento trattato è in grado di suscitare riflessioni profonde sul piano umano e, per un credente, rimandare alle domande ultime. Riaccendendole nelle nostre coscienze, spesso sopite tra formalismi, ipocrisie e lotte persino tra fratelli nella fede. L’intera serie – 10 episodi questa prima stagione (ne ha parlato su Avvenire Andrea Fagioli) – si snoda infatti lungo l’interrogativo su chi sia questo personaggio apparso all’improvviso: il Messia tornato sulla Terra a predicare la conversione prima della fine dei tempi, appunto, o un pericoloso imbroglione amico di terroristi? E le sue manifestazioni sono trucchi assai ben realizzati o veri miracoli, epifanie affinché tutti possano riconoscere il suo essere figlio di Dio? Del Dio unico, senza distinzioni tra ebrei, musulmani e cristiani, quello che ha mandato suo figlio non per insegnarci a pregare in un modo o nell’altro, ma per «camminare a fianco di tutti gli uomini», figli di un unico Padre e perciò fratelli.
Così sono molte le questioni che la serie, letta in filigrana, finisce per smuovere nella coscienza di uno spettatore credente. A cominciare da alcuni interrogativi chiave: 'Se oggi Cristo tornasse in mezzo a noi, lo riconosceremmo? E da che cosa: da parole di pace e comportamenti improntati all’amore o avremmo ancora bisogno di segni forti, di miracoli eclatanti, spettacolari? Ancora, quale fede il Messia ritornato troverebbe non solo sulla Terra in generale, tra guerre fratricide e iniquità mondiali, ma dentro ciascuno di noi? E avremmo alla fine il coraggio di abbandonare i nostri culti («oggi ognuno ne ha uno: il denaro, il potere, anche solo il lavoro…», dice al-Masih, dimostrandosi capace di leggere dentro il cuore delle persone che via via incontra, come Gesù con la Samaritana al pozzo). Senza svelare troppo della trama, va detto che la serie ha per co-protagonisti agenti della Cia, dello Shin Bet, giudici americani, politici sinceri e corrotti, un Presidente Usa che appartiene alla Chiesa dei Santi degli ultimi giorni (i mormoni) e coinvolge via via imam devoti e terroristi, assieme a un pastore evangelico in piena crisi di identità, fedeli di diverse confessioni e, solo sullo sfondo, una tiepida Chiesa cattolica romana (un cardinale annuncia in San Pietro che «Papa Alessandro riunirà una commissione per valutare i fatti»…).
Più ancora che il Messia, in verità di non molte parole, almeno non quante ne vorremmo sentire, sono proprio questi personaggi – a partire da alcuni ragazzi che via via al-Masiah chiama sostanzialmente come discepoli – a intessere l’ordito della vicenda e a rappresentare il riflesso della nostra condizione di credenti imperfetti o di vuoti devoti, di scettici in ricerca o di delusi incattiviti. Tutte queste persone, nella serie, vengono 'toccate' o anche solo 'avvicinate' da Dio. Si trovano faccia a faccia con Chi è capace di leggere il dolore e la finitezza nel profondo del loro cuore e, tendendogli la mano, chiede solo un atto di fede per lenire le sofferenze e dare un senso a tutto. Già, ma perché questo si realizzi occorre credere davvero e per farlo abbandonare se stessi e affidarsi completamente. È ciò che, alla fine, al di là di ogni convinzione e pratica di fede, rimane l’atto per noi più difficile da compiere eppure fondamentale per chi voglia realmente incontrare Dio.
Leggendo il Vangelo, capita a tanti di chiedersi 'dove sarei stato io?', duemila anni fa: fra i discepoli di Gesù o nella folla a gridare 'Barabba'; tra i delusi per un Messia poco combattivo che non rovescia i potenti dai troni o colmo della fede dell’emorroissa; incapace di abbandonare le certezze come il giovane ricco o fedele nella sequela fino a dare la vita quanto Stefano e i martiri?
Una serie tv come Messiah ovviamente non rappresenta il Vangelo, è certamente eterodossa e anche un po’ ingenuamente (o volutamente?) sincretista. Però ha un grande pregio, al di là di quelli artistici: suscita in chi la guarda domande fondamentali che nella frenesia quotidiana dei nostri 'piccoli culti' tendiamo a non farci più o a relegare ai momenti critici della nostra vita. Chi è il Messia per noi? Come lo stiamo aspettando? Come lo riconosceremmo, se tornasse? E dove lo incontriamo già oggi, quanto tendiamo la nostra mano per dirgli il nostro sì? Perché «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».
Sempre su Avvenire anche un altro intervento: Messiah” di Netflix Serie non banale":
Dice di andare dove Dio lo conduce. Si definisce “la Parola”. Gli altri dicono che è «un attivista islamico che la gente chiama Messia». Lui è Al-Masih, un giovane di origini mediorientali, capace con le sue prediche di trascinare dietro di sé migliaia di adepti. Al-Masih, alias Mehdi Dehbi trentaquattrenne attore belga dalla pelle olivastra, è il protagonista di Messiah, la nuova serie in dieci episodi, creata da Michael Petroni, interamente disponibile su Netflix, ambientata ai giorni nostri tra la Siria, la Terra Santa (con una ricostruita Spianata delle Moschee che sembra vera) e gli Stati Uniti. Una storia che inizia con l'apparizione a Damasco di questo profeta dai lunghi capelli che nell'aspetto assomiglia all'immagine di Gesù che ci è stata tramandata. Anche la predicazione è simile. Per di più sembra avere poteri soprannaturali tra cui quello di resuscitare i morti. Però, a scanso di equivoci, diciamo subito che in tutto questo non si avverte niente di offensivo nei confronti della religione cristiana, se si esclude qualche affermazione un po' forte da parte di alcuni personaggi nel contestare il presunto Messia. C'è semmai la provocazione, questa sì, al fine di proporre il dualismo tra fede e ragione. Inoltre, intorno alla storia del protagonista se ne intrecciano altre, in un clima da thriller, a partire da quella dell'agente della Cia Eva Geller (Michelle Monaghan), chiamata a scoprire l'identità del personaggio misterioso che sta attirando l'attenzione dei media internazionali per le sue gesta sensazionali. C'è poi la prospettiva di un ufficiale dell'intelligence israeliana, di un pastore protestante del Texas e di altri. Quello che accomuna molti di loro è una sorta di male di vivere. Un po' tutti sembrano avere degli scheletri negli armadi e Al-Masih si dimostra l'unico in grado di leggere nel loro animo, di conoscerne il passato e di dare risposte ai loro turbamenti. In questo senso, più che la figura del Messia, interessa agli autori la condizione umana e le possibili conseguenze (in questo caso anche politiche, sociali e religiose) di un evento come quello immaginato. In ultima analisi, Messiah è una serie con diversi punti deboli, ma sicuramente originale e ben diretta.
Anche su Aleteia sono intervenuti per parlare della serie: 

È un Gesù dei tempi moderni?

Il trailer, accattivante, ci mostra un uomo che trascina le folle fino a provocare un’ondata di partigiani al suo seguito, uomini che vedono in lui il Messia. Compie miracoli e dice di essere stato «inviato da suo padre». Ma d’altro canto i servizi segreti della CIA si allarmano e lo interrogano: è un uomo inviato da Dio o un ciarlatano pericoloso che minaccerebbe l’ordine geopolitico mondiale? I differenti protagonisti incarnano diversi punti di vista, con un agente della CIA, un ufficiale israeliano del Shin Bet (Tomer Sisley), un predicatore latino-americano e un rifugiato palestinese. Senza contare la voce dei media che si aggiunge all’intreccio dallo sfondo geopolitico intricato.
Il nome della serie evoca il termine “messia” in una versione aramaica, il che richiama le origini di Gesù di Nazaret, figlio di Dio, e il personaggio principale si chiama Al-Mahssi (Mehdi Dehbi), in versione araba. Al-Mahssi è presentato come un enigma. Viso dolce e misterioso, un tantino selvaggio e libero, le sue origini sono un mistero, come pure le sue esternazioni e le sue azioni. Quando senza alcuna spiegazione scompare dalla cellula dove degli israeliani lo stanno interrogando, il dubbio non fa che crescere. «Guida gente disperata! Allora è una setta?», si dice: «Non sappiamo con chi sia alleato, potrebbe raccogliere un esercito!». E quando gli si chiede che cosa sia andato a fare in Siria, risponde:
Sono andato a consegnare un messaggio di mio padre. È l’opera di Dio.
Passa poi dalla Siria al Texas in men che non si dica – cosa che rimanda ben poco al Cristo che conosciamo (perlomeno a quello pre-pasquale, perché già nel trailer si evoca invece “il secondo avvento” [dell’unico Gesù Cristo]).

«Lei è uno che crede a ciò che vede o che vede ciò che crede?»

In un contesto di catastrofi naturali e di tensioni politiche, le scene possono evocare l’avvento della fine dei tempi. Si vede su un muro la scritta “Il falso Dio”, il che potrebbe far pensare a colui che si fa passare per il Cristo prima dell’episodio biblico. La suspence sta dunque nel capire se si tratta dell’impostore o di un Gesù dei tempi moderni. L’intenzione della serie, da parte sua, si fonda su un’attualità in cui l’azione pericolosa di alcuni uomini è fatta in nome di Dio, così come le guerre. Sapendo che la serie è scritta da uno scenografo aduso a temi spirituali cristiani – che siano fantastici o nell’ordine del soprannaturale –, l’intreccio non dovrebbe mancare di mordente e, se non potrà indurre ad aderire al messaggio, in ogni caso introdurrà la domanda su cosa faremmo se ci trovassimo ai nostri giorni ad avere a che fare con una figura messianica.
Il creatore della serie afferma, comunque, che la serie sarebbe “provocatoria” – il che, precisa, non sta per “offensiva”. Quel che egli si augura invece è «che ci sia molto rumore attorno alla serie, e numerosi dibattiti». Da parte sua afferma in un’intervista a 20 Minutes l’attore Tomer Sisley:
La scenografia è di gran lunga la meglio scritta che mi sia capitato di leggere in questi ultimi anni: fine, profonda, intelligente e interessante.
Lei è uno che crede a ciò che vede o che vede ciò che crede? Questo e simili temi sono trattati sublimemente e portano acqua al mulino di ogni spettatore senza cercare di fargli mutare parere. Trovo che questo sia magnificamente ben fatto.
Insomma, la serie merita ogni attenzione, all’inizio del 2020, visto che mescola tutti gli ingredienti necessari per tenerci col fiato sospeso: thriller, geopolitica e religione. Anche l’invito al viaggio non manca, perché le riprese si sono svolte tra Giordania e Stati Uniti.
Infine un articolo del Corriere:  "Arriva il «Messiah» in Terra, i credenti diventano follower":
Cammina sulle acque, fa resuscitare un bambino, salva una chiesa da un tornado. Ricorda qualcuno? Sulla Terra è arrivato un nuovo Messiah (è il titolo della nuova serie di Netflix). Dieci puntate che si snodano sul filo del dubbio: quest’uomo dall’aria mistica è un predicatore che fa miracoli o un impostore che promette illusioni? Un profeta o un manipolatore? Il carismatico Al-Massih (interpretato dall’attore belga Mehdi Dehbi, il ruolo gli impone una sola espressione ieratica) compare alle porte di una Damasco pronta a cadere nelle mani dell’Isis. Ma appena Lui assicura che la città sarà salva, una tempesta di sabbia arriva come la provvidenza ad annientare le truppe del Califfato: è la prima prova della sua «divinità». Duemila seguaci — profughi palestinesi — attraverseranno il deserto fino al confine con Israele convinti che Lui saprà riportarli nella loro terra. Quindi «apparirà» in Texas dove salverà una piccola chiesa da un violento tornado. I seguaci — pure i follower, siamo ai tempi del Dio Instagram — aumentano, mentre il Mossad e la Cia (l’agente Eva Geller è interpretata da Michelle Monaghan) pensano si tratti di un terrorista. Chi ha ragione?La propaganda anti-islamicaAlla serie è già stata appiccicata l’etichetta di essere uno strumento di propaganda anti-islamica, perché Al-Masih ad-Dajjal (che tradotto risulterebbe come «falso messia») è una figura paragonabile all’Anticristo su cui aleggia lo spettro del terrorismo. «Sì, la serie è provocatoria — spiega il suo creatore, Michael Petroni —. Ma provocatorio non significa offensivo». Il punto non è nemmeno questo. Perché Messiah è un nuovo Profeta di Dio che sembra fatto su misura per le tre religioni monoteistiche, tutti possono credergli senza sembrare blasfemi. La vicenda si presta a essere sfumata nei toni soffusi dell’ambiguo, i confini della certezza spariscono nel buio delle ipotesi, tutto è giocato sul dubbio: il dubbio della serie (sarà un vero Messia o no?) e il dubbio della fede (cosa succederebbe se un «uomo divino» arrivasse in mezzo a noi?). La risposta non può che essere polarizzata come qualunque discussione si accenda in questi tempi in cui ognuno ha la (sua) verità in tasca: chi ci crede e chi no. Il meccanismo di un giallo applicato alla spiritualità funziona, tanto più in un periodo in cui il Medio Oriente è centro del mondo, sia per millenarie questioni spirituali (Gerusalemme da cui tutto ha origine) sia per questioni geo-politiche.

Etichette

Abbè Pierre1 abitudine1 aborto17 Abramo1 Accattoli2 accidia1 accoglienza8 adolescenti44 adozioni gay1 adulazione1 Aforismi17 agire1 aiutare1 Al centro l'amore35 Albini1 alfabeto1 Alfie2 allegria1 altruismo1 Amazzonia3 amicizia11 Amirante4 Ammaniti1 Amore71 Amoris laetitia6 Andreoli2 angelo custode3 anima2 animazione4 Anniversari27 Anno liturgico1 anziani4 apologetica3 app3 apparizioni3 Arcabas1 arcangeli2 archeologia1 Argentina1 arte22 Articoli19 Ascensione4 Assisi1 Assunta2 ateismo3 Atenagora1 attesa1 audio2 Augias1 autorità1 avarizia1 Avvento15 azioni1 baby gang1 baciamano1 Baggio1 bambini16 Bannon1 Baricco1 Bassetti4 Battesimo3 Battesimo di Gesù3 Bauman3 beatitudini9 Becciu1 Beltrame1 Benedetto XVI20 benedizione2 Benigni8 Bianchi50 Bibbia38 Bibbiano2 Biffi1 Bignardi1 Bignoli1 Blade Runner1 blasfemia2 blog22 Bloom1 Bocelli2 Bonhoeffer1 Bose1 Botta9 Brown1 Brunelli1 bullismo2 buon ladrone1 Busca1 Buttiglione1 caccia1 Cacciari2 Caffarra1 Calcio sociale1 Camilleri3 Camisasca1 cammini1 campi estivi5 Cana1 Candelora1 Cannes1 Canopi3 Cantalamessa8 Canti religiosi29 Cardenal1 carismi1 Caritas2 Carlo Acutis12 Carrere1 cartine1 Castellucci1 castità6 catacombe1 Catechesi72 Caterina1 cattonerd7 Caviezel1 Cazzullo1 CEI4 Celentano1 celibato6 Ceneri3 censura1 Cevoli1 Chapman1 Che Guevara1 Cheaib7 Chiara Corbella3 Chiara Lubich9 Chiara Luce Badano1 chierichetti1 Chiesa16 Chiesa e società25 Chittister1 Christus vivit1 Ciardi2 Cinema74 Cirinnà1 citazioni73 clausura1 Coccopalmerio1 Coco1 collaboratori1 Comastri3 comunicazione2 comunità1 Comunità Giovanni XXIII1 conferenze3 Confessione10 consacrati1 conversione1 convivenza2 cooperazione1 coronavirus33 Corpus Domini4 Corviale1 Corvo1 Cosentino4 creazione1 Credo3 cremazione3 Crepaldi1 Cresima4 CRIC2 crisi5 cristianofobia6 Cristicchi3 Cristo Re1 croce3 Crocefisso3 crociate2 Cultura10 cuore1 curia2 Curtaz2 D'Avenia14 Dalla1 David Buggi3 De Donatis9 de Foucauld4 De Whol1 Debora Vezzani1 Debrel1 decalogo7 defunti7 degrado1 Delpini10 demografia1 denaro1 denatalità2 depressione1 desideri1 devianze3 devozioni1 dialogo2 dibattiti32 dicembre 20181 digiuno2 Dio4 Diocesi1 diritti umani1 disagio2 discernimento5 dissenso26 divorziati5 dj Fabo2 Doglio1 Dom Gréa2 domande1 domenica3 don Benzi1 don Bosco2 Don Camillo1 don Ciotti1 don Leonardi13 don Luigi Verdi1 don Marco Pozza3 don Milani5 don Peppe Diana1 don Probo1 don Zeno1 donne e Chiesa6 Dossetti1 Dostoevskij1 down1 Draghi1 Dreher3 droga4 dvd1 e-book1 ecclesiologia di comunione1 ecologia4 economia5 ecumenismo5 edicola1 editoria1 educare16 Einstein1 Eli1 Emmaus2 emozioni1 Epicoco9 Epifania6 Ermes Ronchi6 esame di coscienza2 escatologia4 esegesi1 esercizi2 esorcismo1 estate3 Etty Hillesum2 Eucarestia5 Europa2 eutanasia16 evangelizzare3 Fabrizio Moro1 facebook2 fake11 famiglia35 Fano1 Farina1 Fatima5 Fazi2 Fazio1 fede14 felicità10 Fellini1 femminicidio2 femminismo1 Ferrero2 Fini1 Fittipaldi1 Fo1 Focolarini3 Follereau1 Fontana1 Fontanelle1 formazione1 foto1 Francesco192 fraternità5 Frisina1 Fromm1 Fumagalli1 fumetti3 Galantino1 Galileo1 Galimberti1 Galli della Loggia4 Gandhi2 Garelli2 Gargiulo1 Gasparino2 Gaudete2 Gen Rosso1 gender10 genitori6 Gerusalemme1 Gesù22 Gesù Re1 Giaccardi1 Gianluca Firetti3 Gibran1 Gibson2 Giotto1 giovani61 Giovanni Battista1 Giovanni Paolo II10 Giovanni XXIII3 Gironda1 giubileo1 Giuda2 giudizio1 GMG7 gnosticismo1 Gramellini2 grest9 Greta1 Grillo1 Grossman1 Grun1 Guareschi1 Gutierrez1 Guzzo1 Hadjadi3 Halloween4 Hargot3 Harry Potter1 Hexameron1 hikikomori2 Hong kong1 Humanae vitae1 icone1 Il Regno1 Immacolata5 immagini49 immigrazione21 individualismo2 infedeltà1 inferno3 ingiustizia3 inquisizione1 interiorità1 internet9 Introvigne1 Islam1 Jean Venier1 Kasper1 Kilgour1 Koder2 Koll2 Konrad1 Kuby1 Ladaria1 laicismo4 Lambert1 Lambiasi1 lamentele1 Lasconi1 Law1 Le pen1 Leopardi1 letteratura4 letto11 Lewis2 liberazione2 libertà4 Libri127 Ligabue1 Lind1 Link2 liturgia40 Lonardo16 Loppiano1 Loreto1 Lorizio3 Lutero1 Luxuria1 M.L.King1 Madonna5 Madre Teresa7 mafia4 Maggi19 Magi1 Magister2 Magnificat1 Magris2 malattia7 malattie spirituali3 male1 male innocente4 Mancuso4 Manicardi2 Mannoia1 Manzoni1 Maraini1 Marazziti1 Marco Gallo1 Maria40 Mariani1 MariaVoce1 Marta e Maria1 Martin1 Martinelli1 Martini7 martiri3 Marzano3 mass media6 Mastracola1 maternità3 maternità surrogata2 Matino1 matrimonio24 Matteo A.6 Mazzolari7 media2 meditazioni1 Medjugorje9 Melloni1 Mencarelli1 Mentana1 Mercier1 Merini1 Messa13 Messale1 Messiah1 Messori3 miracoli3 Miriano12 Mirilli1 misericordia7 Missione6 MMSOTT20191 Monda5 Monica Mondo1 morale6 Muller2 Musica31 Nadia Toffa1 Natale43 Natuzza1 Negri1 Nembrini4 Neocatecumenali1 Newman2 Noa1 non ti arrendere1 Normadelfia1 Notre Dame1 Novena3 Nuzzi3 Oceania1 Odifreddi1 odio2 Olmi2 olocausto1 omelie148 omosessualità26 opzione Benedetto3 oratorio6 Ordine di Malta1 Oriente1 oroscopo1 Oscar5 Oxfam1 p.Livio Falzaga2 pace3 Padre Livio2 padre Michal1 Padre nostro5 Padre Pino Puglisi1 Padre Pio1 Pagano1 Pagazzi1 Paglia3 Palme3 Palumbo2 Pannella1 Paolo VI2 papà2 paradiso1 Parigi1 Parola di vita29 parrocchia3 Pasqua27 passione6 pastorale26 paternità3 Pati Trigo1 patria1 Patriciello10 paura1 peccato originale2 pedofilia16 pelagianesimo1 Pelati1 Pell1 Pellai1 pellegrinaggi3 Pelligra1 pena di morte2 Pentecoste5 perdono4 Personaggi41 pettegolezzo1 Piccolo1 Pietro e Paolo1 Pinocchio1 Pio XII1 podcast2 poesia3 polemiche74 Poli1 politica50 Polonia1 Poretti7 pornografia2 povertà3 prediche1 preghiera25 preghiere86 pregiudizi1 presepe7 Pro Vita4 profeti1 profezie1 Pronzato1 psicologia8 pubblicazioni37 Quaresima38 racconti5 radio2 Raggi1 Ravagnani1 Ravasi17 razzismo2 reali1 Recalcati8 relativismo2 religione8 religioni4 report1 Riace1 Riccardi6 ricchezza10 Ricci1 Rivi1 RnS1 Rom2 Roma15 Romero2 Ronaldo1 rosario7 Rosini24 Ruini1 Rumiz1 Rupnik7 Sabattini1 sacerdoti26 sacramenti4 Sacro Cuore1 Saint-Exupery1 Salmi1 salvezza1 Salvini15 samaritana1 San Filippo Neri1 San Francesco7 San Francesco di Sales1 San Giovanni Crisostomo1 San Giovanni Evangelista1 San Giuseppe5 San Leone Magno1 San Paolo2 san Tommaso dìAquino1 Sanremo6 Sant'Agostino9 Sant'Egidio1 Santa Bernardette1 Santi20 santità9 Santo Sepolcro1 Santoro1 santuari3 Sarah2 sardine1 Satana3 Saviano2 sballo1 Scalfari4 scandali7 Scaraffia4 Schmitt2 scienza e fede8 Scifoni6 scisma1 Scola1 Scorsese3 scuola4 Scurati2 secolarizzazione2 Secondin1 segreti1 Semeraro1 sentenze1 Sequeri1 serie TV16 Serra2 sessualità63 Sesta3 sette1 Settimana santa3 sexting1 Silence2 Silone1 Silvia Romano3 simonia1 Sindone2 single1 Sinodo11 Siti cattolici25 smartphone2 Snoopy1 Socci3 social1 società41 sociologia3 sondaggi1 Sorrentino1 Sosa1 Spadaro5 speranza5 Spidlik1 spiritismo1 Spirito Santo17 Spiritualità66 Spoleto2 sport2 Springsteen1 Staglianò4 Staino2 Star wars1 Stark1 statistiche8 storia7 storicità2 streaming5 strumenti1 studente1 suicidio2 suor Faustina1 suore1 sussidi33 Tagle1 Tamaro3 Taylor1 teatro1 tentazioni6 teologia12 terremoto3 terrorismo3 Testimoni di Geova1 testimonianze15 Theobald1 Tolentino1 Tolkien1 Tonino Bello16 Tornatore1 Tornielli1 Tosatti2 Totti1 tradizione1 transessuali4 trasfigurazione4 trash1 trekking1 Triduo pasquale12 Trinità7 Trisulti1 Trump1 Turoldo2 TV21 Twenge1 twitter1 UCCR1 udienze1 unioni civili1 utero in affitto3 vacanze1 Valli4 Vallini1 Vanier1 Vanni1 Vaticano4 Veltroni2 verità2 Veronesi1 Via Crucis9 Video109 Viganò3 vignette10 virtù1 visto8 vita6 vita eterna3 vita religiosa9 vizi1 vocazioni8 volontariato2 voti1 Zanardi2 Zichichi1 Zingaretti1 Zuppi4
Mostra di più

Archivia

Mostra di più

Post popolari in questo blog

Preghiere per i sacerdoti (di don Tonino Bello e di un anonimo)

Don Tonino Bello, vescovo. Citazioni, preghiere e scritti vari

I racconti di Bruno Ferrero (e non solo)

Schede, video e altro materiale per presentare la Bibbia ai bambini del catechismo

Personaggi cattolici emergenti: don Fabio Rosini (pronto a ricominciare?)