Alfie Evans, il bambino che non tutti vogliono che viva (tra cui la Marzano e altri)


Ho già scritto sulla storia di questo bambino inglese condannato a morire perchè la sua qualità di vita non sarebbe, per i giudici, soddisfacente. Si è mobilitata l'Italia, a fianco del Vaticano, per salvare questo bambino che il Bambin Gesù di Roma vorrebbe prendere in carico. E intanto il piccolo Alfie mostra, con i suoi giovani e caparbi genitori, di avere una gran voglia di vivere: tolti il respiratore e la sonda per alimentarsi, continua a sopravvivere e a far discutere.

In queste ore febbrili drammatiche mi è capitato di leggere, oltre a tante riflessioni pro-Alfie, il dissenso di alcuni "pensatori" italiani. Così la Michela Marzano che su La Repubblica parla di "strumentalizzazione della sofferenza" e non ha dubbi che si tratti di "accanimento terapeutico":
E ora che c’entra l’Italia? Cos’è mai potuto passare per la testa dei ministri Alfano e Minniti quando hanno deciso di concedere la cittadinanza italiana al piccolo Alfie Evans?
Comunque si giri e si rigiri la questione, il risultato è sempre lo stesso: la decisione di Alfano e di Minniti è incomprensibile. Lo è da un punto vista metodologico e politico: è assurdo che un Governo in carica per l’ordinaria amministrazione “auspichi”, come si legge in una nota della Farnesina, “l’immediato trasferimento in Italia” di un bimbo di 23 mesi tenuto in vita solo dalle macchine – a questo punto perché non occuparsi anche dello ius soli, visto che è sempre di nazionalità che si parla? Ma lo è anche da un punto di vista etico e giuridico: è incomprensibile che, a pochi mesi dall’approvazione di una legge che anche in Italia chiede al personale medico di somministrare “cure inutili o sproporzionate” ai propri pazienti, si pensi di far venire in Italia un bambino la cui vita dipende ormai solo dall’accanimento terapeutico. Non è un caso che anche la Corte Europea dei Diritti Umani abbia respinto il ricorso dei genitori di Alfie, rifiutandosi di interferire con quanto più volte ribadito dalle Corti britanniche: non c’è ragione di opporsi al parere medico in base al quale tenere in vita Alfie significa infliggergli ulteriore dolore.
E quindi? Quindi nasce il sospetto che, in tempi di ormai facile populismo, anche questo Governo si sia lasciato influenzare dalla propaganda di chi, strumentalizzando la sofferenza, tira fuori appena può l’arma della morale: quel “difendiamo la vita” che sta portando in alcuni paesi a rimettere in discussione il diritto di accesso all’IVG, in altri a non avere il coraggio di affrontare il tema dell’eutanasia o del suicidio assistito, in altri ancora ad avallare i pregiudizi di chi ancora immagina che sospendere l’alimentazione artificiale di un paziente significhi farlo morire di fame. Intendiamoci: non sto dicendo che la sofferenza dei genitori di Alfie non debba essere presa in considerazione. Al contrario. Il dolore, ogni dolore, merita il rispetto più assoluto, tanto più quando si tratta della sofferenza più grande che possa capitare a ciascuno di noi, visto che nulla è più drammatico della perdita di un figlio. Sto solo dicendo che la decisione del nostro Governo, con il dolore dei genitori di Alfie, c’entra poco, anzi, rischia solo di banalizzarlo. Ora Alfie è italiano, e allora? Ora Alfie potrà essere forse trasferito all’ospedale Bambin Gesù di Roma, e allora? A parte la gioia di Giorgia Meloni che parla di “spiraglio” – quale? perché? in che senso? – quali conseguenze può mai avere quest’attribuzione di cittadinanza italiana a un bimbo inglese in fin di vita? A meno che l’onorevole Meloni non parli di uno “spiraglio” per l’attribuzione della nazionalità italiana
anche a tutti quei ragazzi e quelle ragazze nati in Italia e che, ancora oggi, sono considerati stranieri. O dello “spiraglio” che permetterebbe a questo Governo di passare dall’ordinaria amministrazione ad un’amministrazione piena. Chiarendo magari, una volta per tutte, in base a quali criteri si ha o meno il diritto di essere Italiani.
Tra le repliche ecco quanto scrive Tempi
Michela Marzano, laureata alla Normale di Pisa, docente di filosofia all’Université Paris Descartes, già parlamentare del Partito democratico, poi abbandonato in polemica con la mancata inclusione della stepchild adoption alle coppie dello stesso sesso civilunite, non ha mancato di fare conoscere al mondo il suo pensiero sulla vicenda del piccolo Alfie Evans, il piccolo paziente inglese a cui tutti i tribunali della terra (e se ce ne fosse uno anche quello del pianeta di Goldrake) hanno decretato che è il suo interesse morire.
Contro questo piano un popolo si è alzato in piedi, alcuni per mettersi in ginocchio e pregare con l’intenzione di sfondare il Cielo, altri mettendo a disposizione quello che sapevano fare, la penna, il diritto, l’organizzazione. Questo movimento ha alla fine mosso i ministri del governo italiano il quale ha deciso in extremis di conferire la cittadinanza italiana al piccolo bambino di 23 mesi.
Sulle colonne del quotidiano La Repubblica la filosofa Marzano ha bollato come «incomprensibile» la cittadinanza ad Alfie. Per la docente di filosofia la vita di quel piccolo paziente «dipende solo dall’accanimento terapeutico», essendo «tenuto in vita solo dalle macchine». Come fa una filosofa ad ostentare una tale certezza? Semplice, «non c’è ragione di opporsi al parere medico in base al quale tenere in vita Alfie significa infliggergli ulteriore dolore», dice. La filosofa che insegna a Parigi dà vita nel suo intervento ad un mappazzone dove mescola «ius soli», «populismo», «diritto di accesso all’Ivg» e diagnosi su Alfie (per la Marzano è un bimbo in fin di vita).
Leggendo che la Marzano discetta di clinica neonatologica, da medico e bioeticista mi sento autorizzato ad un piccolo sconfinamento in agro alieno e citare un filosofo che può prestarsi ad una varietà di contesti: «Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere». È la settima ed ultima proposizione del Tractatus logico-philosophicus di Ludwig Wittgenstein, volutamente lasciata dall’autore senza commento. Ero un giovane medico, una paziente di mio padre fu ricoverata nel mio reparto, la diagnosi era tremenda: metastasi pleuriche di recidiva di carcinoma mammario. La figlia mi domandò cosa ci si poteva aspettare ed io, molto incautamente, le risposi che ci si doveva attendere la morte entro qualche mese. Ero giovane ed inesperto. Quella donna, la cui diagnosi era certa e che sarebbe dovuta passare a miglior vita così velocemente, visse ancora 12 anni. Quel caso mi insegnò quanto possa essere incerta la prognosi.
Ma ad Alfie i medici inglesi non hanno mai posto una diagnosi, in sua assenza fare previsioni e spacciarle per certezze è indice di inadeguatezza o presunzione stupefacenti, che stupiscono ancor più se a promuoverle è chi del rigore metodologico dovrebbe essere conoscitore e custode. Se, come dice la Marzano, Alfie è vivo solo grazie alle macchine, se è in fin di vita, se sopravvive solo attraverso l’accanimento terapeutico, com’è che ora che nessuna macchina lo sostiene più da oltre 16 ore, egli continua ad essere vivo? Se non c’è ragione di dubitare dei medici inglesi, com’è che Alfie riesce a respirare nonostante sia stato staccato dal ventilatore senza alcun tentativo di svezzamento? Com’è che le previsioni di una morte rapida non si sono verificate? Hanno raccontato che morire era il best interest di Alfie, e l’unica sofferenza gliel’hanno procurata i medici rimuovendogli il sostegno ventilatorio. Hanno raccontato che trasportarlo avrebbe potuto peggiorare la sua situazione, ma se lo avessero lasciato andare a quest’ora Alfie sarebbe già da un pezzo in un lettino del Bambin Gesù. O i medici che hanno gestito Alfie hanno detto una colossale piramide di fregnacce, oppure in queste ore si è svolto davanti ai nostri occhi qualcosa di miracoloso. O forse ancora si sono verificate entrambe le cose. Se c’è qualcosa per me d’incomprensibile, è l’ostinata e ideologica negazione della realtà quando questa dimostra la fallacia e la mendacia della teoria.
Se la Marzano vuole sostenere che ha ragione il giudice Hayden a dire che la vita di Alfie è futile, lo dica chiaramente e con convinzione, difendendo filosoficamente l’esistenza l’esistenza della categoria di vite immeritevoli di vita. Abbia il coraggio di affermare che sì, seppure con i mezzi limitati allora a disposizione e per fini forse non sempre condivisibili, il programma eutanasico nazista ha comunque evidenziato la qualità di vita come indicatore del migliore interesse. Si dimostri filosoficamente virile e disponibile alla disputa da cui non ci sottraiamo.
L’esercito di Alfie ha certezza che la vita di quel bambino, così come quella di ogni essere umano, non è futile. Sostenuto da suo padre e sua madre è da milioni di persone nel mondo, questo piccolo bambino ha svelato i pensieri di molti cuori in una maniera così evidente che né io né la Marzano potremo mai sognare di emulare e con la sua enorme fragilità ha tirato fuori la nostra parte migliore, la nostra umanità. Contra factum non valet argumentum.
Tra le voci contrarie al sostegno ad Alfie c'è anche quella molto ideologica di Maiurana, ospitata nel blog degli "ateisti" dell'UAAR: "Alfie Evans, nuovo inconsapevole simbolo nella difesa della non-vita":
Il terreno su cui ci si confronta, riguardo alla vicenda del piccolo Alfie, è ancora una volta quello del significato da attribuire alla vita. Cosa è vita? Uno stato di morte sospesa, in cui le funzioni biologiche di base vengono gestite da macchine e assistite da terapie farmacologiche, è vita? Da un punto di vista biologico forse sì, ma non essendo autonoma non può essere definita realmente tale. Perfino un simbionte dipende solo in parte da un altro organismo. Da un punto di vista etico potrebbe esserlo purché vi siano sufficienti probabilità di ritornare a uno stato di vita vera, con un minimo di possibilità di relazione. E pur sempre nei limiti di quanto disposto da chi di quella vita è il titolare.
Stato di sospensione della morte senza che vi siano concrete possibilità di uscirne
Nel caso di Alfie, così come in quello di Charlie Gard di quasi un anno prima, si parla però di bambini piccolissimi che non hanno facoltà di esprimersi e per i quali, quindi, spetta ai genitori decidere. Ma fino a che punto? Certo non senza alcun limite, infatti in genere nei sistemi legislativi è prevista la possibilità che la magistratura intervenga a tutela dei minori e possa perfino privare i genitori, o chi per loro, della potestà legale se necessario. Il criterio attraverso cui i giudici decidono è naturalmente quello dell’interesse del minore, che è esattamente quello tenuto in conto dai giudici inglesi contro i genitori di Charlie prima e di Alfie adesso: hanno stabilito che quanto da loro richiesto è contrario all’interesse del minore. Che non può essere quello di essere mantenuto in uno stato di sospensione della morte senza che vi siano concrete possibilità di uscirne, prima o poi. Tutti i medici interpellati sono stati unanimi a riguardo: non esistono cure per Alfie.
Naturalmente anche per Alfie, così come per Charlie, è andata in scena la stessa commedia con il medesimo copione. Il papa interviene, il Vaticano si dice pronto ad accogliere il piccolo ricoverandolo al Bambin Gesù, il ministro Alfano, peraltro non facente più parte di un esecutivo nel pieno delle funzioni, veste i panni del ministro degli esteri della Santa Sede ingerendo, di fatto, negli affari interni di un Paese straniero qual è il Regno Unito. Perfino Salvini dice la sua, mettendo per un attimo da parte il suo nazionalismo, e rilancia l’hashtag #SaveAlfieEvans.

Nel caso di Alfie però l’armata clericale si è spinta ancora più in là. Sempre Alfano, di concerto con il suo collega agli interni Minniti, hanno deciso di concedere la cittadinanza italiana al piccolo pensando che ciò potesse facilitare l’eventuale trasferimento a Roma. O pensando che, pur dando per certo che sarebbe stato inutile come effettivamente è stato, ne valeva comunque la pena dal punto di vista mediatico. Trattandosi poi dello stesso Alfano che quando i bambini in questione erano quelli delle famiglie omogenitoriali si rifiutava di riconoscere loro perfino il diritto di avere due genitori, verrebbe quasi da ridere se non ci fosse di che piangere. Inoltre Tom Evans, il papà del piccolo, ha ottenuto di essere ricevuto a Roma da Bergoglio. Al termine dell’incontro lo stesso Evans ha detto, tra le altre cose: «Alfie è un figlio di Dio, e come tutti i figli di Dio, se deve morire, morirà nei tempi che Dio ha previsto per lui».
Parlare di volere di Dio appel­lan­dosi allo stesso tempo ai pro­gressi della scienza
Il punto è che certamente non è stato Dio a prescrivere il respiratore senza il quale Alfie morirebbe di asfissia. Quella macchina non è stata messa sulla Terra nei sei giorni della creazione biblica, la ventilazione artificiale è stata messa a punto meno di un secolo fa e prima di allora qualunque persona incapace di respirare autonomamente moriva. Si fa presto a parlare di volere di Dio appel­lan­dosi allo stesso tempo ai pro­gressi della scienza, ma non bisogna dimenticare che sono persone di scienza anche quelle ascoltate dai giudici. E che sono state determinanti sull’esito del loro pronunciamento. Così come è scienza quella a cui si chiede aiuto per guarire.
Si è sempre in una posizione scomoda a criticare dei genitori che vorrebbero avere più tempo per il loro amato figlio; qualunque genitore, compreso il sottoscritto, non potrebbe che essere loro umanamente vicino. Vi sono in gioco affetti ed emozioni fortissime. Ma è proprio per questa ragione che determinate decisioni andrebbero prese seguendo i pareri non solo di chi è competente in materia, e che quindi ha maggior titolo per valutare cosa è meglio fare, ma anche di chi non è emotivamente coinvolto.
Massimo Maiurana
Ancora una voce critica-polemica è quella di Italialaica (un nome, un programma): "DA CHARLIE AD ALFIE: MIRACOLI ZERO, IPOCRITI TANTI".

Infine segnalo le riflessioni pro-vita della Corradi e di don Lonardo pubblicate sul sito "Gli Scritti". Così don Lonardo:
A nessuno in terra è dato il potere di non far morire Alfie Evans. A nessun medico è data la possibilità di eliminare la morte. Alfie Evans morirà prima o poi. Questo non è in discussione: il suo disturbo neurodegenerativo probabilmente lo condurrà in breve alla morte.
Non si tratta, quindi, di salvarlo. A nessuno è dato oggi tale potere.
Si tratta, invece, di non anticiparne la morte, dando ai genitori tempo perché accompagnino fino a quel momento il bambino che amano, come è sempre avvenuto, nei secoli dei secoli.
L’apparato legislativo è stato, invece, piegato negli anni fino all’assurdo di permettere che sia lo Stato, contro il consenso dei genitori, a decidereil momento della morte: ogni uomo, invece, deve morire per la sua malattia e non perché gli vengono sottratti l'acqua, il cibo o l'ossigeno, facendolo morire di sete o di fame o soffocato. 
E che tale distacco, e peggio ancora un’eventuale somministrazione di farmaci eutanasiaci, siano un’anticipazione assurda appare evidente dal fatto che, una volta distaccate le macchine, il bambino sia sopravvissuto per diverse ore. Come può un tribunale arrogarsi il diritto di anticipare la morte, sostituendosi ai genitori?
Anche solo l’ipotesi che sia “moderno” e “democratico” sostituirsi a loro, che sia “umano” decidere contro la loro volontà, dice la disumanità dei meccanismi giuridici che sono stati introdotti.
Pazzesco è questa pretesa di sostituirsi ai genitori e ai tempi del morire che non spetta a noi decidere.
Pazzesco è altresì il fatto che i giudici dichiarino “futile” la richiesta dei genitori di trasferire il bambino altrove (come ha dichiarato la BBC, citando la sentenza del giudice che ne vietava il trasferimento http://www.bbc.com/news/uk-england-merseyside-43302765).
Il caso di Alfie Evans mostra ancora una volta che esiste una visione del mondo e del diritto che pretende di estraniare i genitori dalla cura e di imporre la propria prospettiva eutanasica: i suoi promotori sono intolleranti, come la vicenda sta rivelando, e solo chi lotta con i denti riesce a strappare loro momenti di vita.
Una determinata visione dello Stato, espressa da quella che è stata giustamente chiamata “neolingua” (termine che si è fatto strada già nei grandi romanzi distopici dei primi del novecento fino a Maalouf e Wijkmark) cercano di rovesciare il tragitto elementare della vita, nascondendo il loro tratto disumano dietro parole come “alleviare le sofferenze” e “non provocare sofferenze inutili e futili”.
Per approfondire i rischi della neo-lingua promossa dalle lobby eutanasiache, vale la pena leggere il romanzo La morte moderna di Carl-Henning Wijkmark (qui una breve recensione E se giungesse il giorno nel quale vite diverse hanno diverso valore? Una recensione di Tommaso Spinelli a La morte moderna di Carl-Henning Wijkmark) e il racconto Le Pre-Persone, di Philip K. Dick.

Etichette

Abbè Pierre1 abitudine1 aborto17 Abramo1 Accattoli2 accidia1 accoglienza8 adolescenti43 adozioni gay1 adulazione1 Aforismi17 agire1 aiutare1 Al centro l'amore35 Albini1 alfabeto1 Alfie2 allegria1 altruismo1 Amazzonia3 amicizia11 Amirante4 Ammaniti1 Amore70 Amoris laetitia6 Andreoli2 angelo custode3 anima1 animazione4 Anniversari27 Anno liturgico1 anziani4 apologetica3 app3 apparizioni3 Arcabas1 arcangeli2 archeologia1 Argentina1 arte21 Articoli19 Ascensione4 Assunta1 ateismo3 Atenagora1 attesa1 audio2 Augias1 autorità1 avarizia1 Avvento15 azioni1 baby gang1 baciamano1 Baggio1 bambini16 Bannon1 Baricco1 Bassetti4 Battesimo3 Battesimo di Gesù3 Bauman3 beatitudini9 Beltrame1 Benedetto XVI20 benedizione2 Benigni8 Bianchi50 Bibbia38 Bibbiano2 Biffi1 Bignardi1 Bignoli1 Blade Runner1 blasfemia2 blog22 Bloom1 Bocelli2 Bonhoeffer1 Bose1 Botta9 Brown1 Brunelli1 bullismo1 buon ladrone1 Busca1 Buttiglione1 caccia1 Cacciari2 Caffarra1 Calcio sociale1 Camilleri3 Camisasca1 cammini1 campi estivi5 Cana1 Candelora1 Cannes1 Canopi3 Cantalamessa8 Canti religiosi29 Cardenal1 carismi1 Caritas2 Carlo Acutis11 Carrere1 cartine1 Castellucci1 castità6 catacombe1 Catechesi71 Caterina1 cattonerd7 Caviezel1 Cazzullo1 CEI4 Celentano1 celibato6 Ceneri3 censura1 Cevoli1 Chapman1 Che Guevara1 Cheaib7 Chiara Corbella3 Chiara Lubich8 Chiara Luce Badano1 chierichetti1 Chiesa14 Chiesa e società25 Chittister1 Christus vivit1 Ciardi2 Cinema74 Cirinnà1 citazioni71 clausura1 Coccopalmerio1 Coco1 collaboratori1 Comastri3 comunicazione2 comunità1 Comunità Giovanni XXIII1 conferenze3 Confessione10 consacrati1 conversione1 convivenza2 cooperazione1 coronavirus31 Corpus Domini4 Corviale1 Corvo1 Cosentino4 creazione1 Credo3 cremazione3 Crepaldi1 Cresima4 CRIC2 crisi5 cristianofobia6 Cristicchi3 Cristo Re1 croce3 Crocefisso3 crociate2 Cultura10 cuore1 curia2 Curtaz2 D'Avenia14 Dalla1 David Buggi3 De Donatis9 de Foucauld4 De Whol1 Debora Vezzani1 Debrel1 decalogo7 defunti7 degrado1 Delpini10 demografia1 denaro1 denatalità2 depressione1 desideri1 devianze3 devozioni1 dialogo2 dibattiti31 dicembre 20181 digiuno2 Dio4 Diocesi1 diritti umani1 disagio2 discernimento5 dissenso26 divorziati5 dj Fabo2 Doglio1 Dom Gréa2 domande1 domenica3 don Benzi1 don Bosco2 Don Camillo1 don Ciotti1 don Leonardi13 don Luigi Verdi1 don Marco Pozza3 don Milani5 don Peppe Diana1 don Probo1 don Zeno1 donne e Chiesa6 Dossetti1 Dostoevskij1 down1 Dreher3 droga4 dvd1 e-book1 ecclesiologia di comunione1 ecologia4 economia4 ecumenismo5 edicola1 editoria1 educare16 Einstein1 Eli1 Emmaus2 emozioni1 Epicoco9 Epifania6 Ermes Ronchi6 esame di coscienza2 escatologia4 esegesi1 esercizi2 esorcismo1 estate3 Etty Hillesum2 Eucarestia5 Europa2 eutanasia16 evangelizzare3 Fabrizio Moro1 facebook2 fake11 famiglia35 Fano1 Farina1 Fatima5 Fazi2 Fazio1 fede14 felicità9 Fellini1 femminicidio2 femminismo1 Ferrero2 Fini1 Fittipaldi1 Fo1 Focolarini3 Follereau1 Fontana1 Fontanelle1 formazione1 foto1 Francesco188 fraternità5 Frisina1 Fromm1 Fumagalli1 fumetti3 Galantino1 Galileo1 Galimberti1 Galli della Loggia4 Gandhi2 Garelli2 Gargiulo1 Gasparino2 Gaudete2 Gen Rosso1 gender10 genitori6 Gerusalemme1 Gesù22 Gesù Re1 Giaccardi1 Gianluca Firetti3 Gibran1 Gibson2 Giotto1 giovani59 Giovanni Battista1 Giovanni Paolo II10 Giovanni XXIII3 Gironda1 giubileo1 Giuda2 giudizio1 GMG7 gnosticismo1 Gramellini2 grest9 Greta1 Grillo1 Grossman1 Grun1 Guareschi1 Gutierrez1 Guzzo1 Hadjadi3 Halloween4 Hargot3 Harry Potter1 Hexameron1 hikikomori2 Hong kong1 Humanae vitae1 icone1 Il Regno1 Immacolata5 immagini49 immigrazione21 individualismo2 infedeltà1 inferno3 ingiustizia3 inquisizione1 interiorità1 internet9 Introvigne1 Islam1 Jean Venier1 Kasper1 Kilgour1 Koder2 Koll2 Konrad1 Kuby1 Ladaria1 laicismo4 Lambert1 Lambiasi1 lamentele1 Lasconi1 Law1 Le pen1 Leopardi1 letteratura4 letto11 Lewis2 liberazione2 libertà4 Libri127 Ligabue1 Lind1 Link2 liturgia39 Lonardo16 Loppiano1 Loreto1 Lorizio3 Lutero1 Luxuria1 M.L.King1 Madonna5 Madre Teresa7 mafia4 Maggi18 Magi1 Magister2 Magnificat1 Magris2 malattia7 malattie spirituali3 male1 male innocente4 Mancuso4 Manicardi2 Mannoia1 Manzoni1 Maraini1 Marazziti1 Marco Gallo1 Maria39 Mariani1 MariaVoce1 Marta e Maria1 Martin1 Martinelli1 Martini7 martiri3 Marzano3 mass media6 Mastracola1 maternità3 maternità surrogata2 Matino1 matrimonio24 Matteo A.6 Mazzolari7 media2 meditazioni1 Medjugorje9 Melloni1 Mentana1 Mercier1 Merini1 Messa13 Messale1 Messiah1 Messori3 miracoli3 Miriano12 Mirilli1 misericordia7 Missione6 MMSOTT20191 Monda5 Monica Mondo1 morale6 Muller2 Musica31 Nadia Toffa1 Natale43 Natuzza1 Negri1 Nembrini4 Neocatecumenali1 Newman2 Noa1 non ti arrendere1 Normadelfia1 Notre Dame1 Novena3 Nuzzi3 Oceania1 Odifreddi1 odio2 Olmi2 olocausto1 omelie146 omosessualità26 opzione Benedetto3 oratorio6 Ordine di Malta1 Oriente1 oroscopo1 Oscar5 Oxfam1 p.Livio Falzaga2 pace3 Padre Livio2 padre Michal1 Padre nostro5 Padre Pino Puglisi1 Padre Pio1 Pagano1 Pagazzi1 Paglia3 Palme3 Palumbo2 Pannella1 Paolo VI2 papà2 paradiso1 Parigi1 Parola di vita28 parrocchia3 Pasqua27 passione6 pastorale26 paternità3 Pati Trigo1 patria1 Patriciello10 paura1 peccato originale2 pedofilia16 pelagianesimo1 Pelati1 Pell1 Pellai1 pellegrinaggi3 Pelligra1 pena di morte2 Pentecoste5 perdono4 Personaggi41 pettegolezzo1 Piccolo1 Pietro e Paolo1 Pinocchio1 Pio XII1 podcast2 poesia3 polemiche74 Poli1 politica50 Polonia1 Poretti7 pornografia2 povertà3 prediche1 preghiera25 preghiere85 pregiudizi1 presepe7 Pro Vita4 profeti1 profezie1 Pronzato1 psicologia8 pubblicazioni36 Quaresima38 racconti5 radio2 Raggi1 Ravagnani1 Ravasi17 razzismo2 reali1 Recalcati8 relativismo2 religione8 religioni4 report1 Riace1 Riccardi6 ricchezza10 Ricci1 Rivi1 RnS1 Rom2 Roma14 Romero2 Ronaldo1 rosario7 Rosini23 Ruini1 Rumiz1 Rupnik7 Sabattini1 sacerdoti26 sacramenti4 Sacro Cuore1 Saint-Exupery1 Salmi1 salvezza1 Salvini15 samaritana1 San Filippo Neri1 San Francesco6 San Francesco di Sales1 San Giovanni Crisostomo1 San Giovanni Evangelista1 San Giuseppe5 San Leone Magno1 San Paolo2 san Tommaso dìAquino1 Sanremo6 Sant'Agostino9 Sant'Egidio1 Santa Bernardette1 Santi20 santità9 Santo Sepolcro1 Santoro1 santuari3 Sarah2 sardine1 Satana3 Saviano2 sballo1 Scalfari4 scandali6 Scaraffia4 Schmitt2 scienza e fede7 Scifoni6 scisma1 Scola1 Scorsese3 scuola4 Scurati2 secolarizzazione2 Secondin1 segreti1 Semeraro1 sentenze1 Sequeri1 serie TV15 Serra2 sessualità63 Sesta3 sette1 Settimana santa3 sexting1 Silence2 Silone1 Silvia Romano3 simonia1 Sindone2 single1 Sinodo11 Siti cattolici25 smartphone2 Snoopy1 Socci3 social1 società41 sociologia3 sondaggi1 Sorrentino1 Sosa1 Spadaro5 speranza5 Spidlik1 spiritismo1 Spirito Santo16 Spiritualità64 Spoleto2 sport1 Springsteen1 Staglianò4 Staino2 Star wars1 Stark1 statistiche8 storia6 storicità2 streaming5 strumenti1 studente1 suicidio2 suor Faustina1 suore1 sussidi33 Tagle1 Tamaro3 Taylor1 teatro1 tentazioni6 teologia12 terremoto3 terrorismo3 Testimoni di Geova1 testimonianze15 Theobald1 Tolentino1 Tolkien1 Tonino Bello16 Tornatore1 Tornielli1 Tosatti2 Totti1 tradizione1 transessuali4 trasfigurazione4 trash1 trekking1 Triduo pasquale12 Trinità7 Trisulti1 Trump1 Turoldo2 TV20 Twenge1 twitter1 UCCR1 udienze1 unioni civili1 utero in affitto3 vacanze1 Valli4 Vallini1 Vanier1 Vanni1 Vaticano3 Veltroni2 verità2 Veronesi1 Via Crucis9 Video107 Viganò3 vignette10 virtù1 visto8 vita6 vita eterna3 vita religiosa9 vizi1 vocazioni8 volontariato2 voti1 Zanardi1 Zichichi1 Zingaretti1 Zuppi3
Mostra di più

Archivia

Mostra di più

Post popolari in questo blog

Preghiere per i sacerdoti (di don Tonino Bello e di un anonimo)

Don Tonino Bello, vescovo. Citazioni, preghiere e scritti vari

'Insegnami l'arte dei piccoli passi'. La preghiera di Antoine de Saint-Exupéry

Canti di adorazione e canti religiosi (dicembre 2017)

Personaggi cattolici emergenti: don Fabio Rosini (pronto a ricominciare?)