Meditazioni natalizie di Martini, Patriciello e Maggi


Sul web sono presenti altre meditazioni natalizie interessanti: quella (datata, ma ripubblicata ieri su Vatican news) del cardinal Martini, quelle di don Maurizio Patriciello (su Avvenire e sulla sua pagina facebook) e quella del biblista Alberto Maggi su Illibbraio. Buona lettura!
Il presepio e la semplicità del Natale: una meditazione del cardinale Martini
Le riflessioni del cardinale Carlo Maria Martini sulla nascita di Gesù scritte a Gerusalemme e pubblicate su 30Giorni nel dicembre 2006Carlo Maria MartiniIl presepio è qualcosa di molto semplice, che tutti i bambini capiscono. È composto magari di molte figurine disparate, di diversa grandezza e misura: ma l’essenziale è che tutti in qualche modo tendono e guardano allo stesso punto, alla capanna dove Maria e Giuseppe, con il bue e l’asino, attendono la nascita di Gesù o lo adorano nei primi momenti dopo la sua nascita. Come il presepio, tutto il mistero del Natale, della nascita di Gesù a Betlemme, è estremamente semplice, e per questo è accompagnato dalla povertà e dalla gioia. Non è facile spiegare razionalmente come le tre cose stiano insieme. Ma cerchiamo di provarci.Natale, mistero di povertàIl mistero del Natale è certamente un mistero di povertà e di impoverimento: Cristo, da ricco che era, si fece povero per noi, per farsi simile a noi, per amore nostro e soprattutto per amore dei più poveri. Tutto qui è povero, semplice e umile, e per questo non è difficile da comprendere per chi ha l’occhio della fede: la fede del bambino, a cui appartiene il Regno dei cieli. Come ha detto Gesù: «Se il tuo occhio è semplice anche il tuo corpo è tutto nella luce» (Mt 6, 22). La semplicità della fede illumina tutta la vita e ci fa accettare con docilità le grandi cose di Dio. La fede nasce dall’amore, è la nuova capacità di sguardo che viene dal sentirsi molto amati da Dio.La gioia pienaIl frutto di tutto ciò si ha nella parola dell’evangelista Giovanni nella sua prima lettera, quando descrive quella che è stata l’esperienza di Maria e di Giuseppe nel presepio: «Abbiamo veduto con i nostri occhi, abbiamo contemplato, toccato con le nostre mani il Verbo della vita, perché la vita si è fatta visibile». E tutto questo è avvenuto perché la nostra gioia sia perfetta. Tutto è dunque per la nostra gioia, per una gioia piena (cfr. 1Gv 1, 1-3). Questa gioia non era solo dei contemporanei di Gesù, ma è anche nostra: anche oggi questo Verbo della vita si rende visibile e tangibile nella nostra vita quotidiana, nel prossimo da amare, nella via della Croce, nella preghiera e nell’Eucaristia, in particolare nell’Eucaristia di Natale, e ci riempie di gioia.SemplicitàPovertà, semplicità, gioia: sono parole semplicissime, elementari, ma di cui abbiamo paura e quasi vergogna. Ci sembra che la gioia perfetta non vada bene, perché sono sempre tante le cose per cui preoccuparsi, sono tante le situazioni sbagliate, ingiuste. Come potremmo di fronte a ciò godere di vera gioia? Ma anche la semplicità non va bene, perché sono anche tante le cose di cui diffidare, le cose complicate, difficili da capire, sono tanti gli enigmi della vita: come potremmo di fronte a tutto ciò godere del dono della semplicità? E la povertà non è forse una condizione da combattere e da estirpare dalla terra?Lo spirito di povertàMa gioia profonda non vuol dire non condividere il dolore per l’ingiustizia, per la fame del mondo, per le tante sofferenze delle persone. Vuol dire semplicemente fidarsi di Dio, sapere che Dio sa tutte queste cose, che ha cura di noi e che susciterà in noi e negli altri quei doni che la storia richiede. Ed è così che nasce lo spirito di povertà: nel fidarsi in tutto di Dio. In Lui noi possiamo godere di una gioia piena, perché abbiamo toccato il Verbo della vita che risana da ogni malattia, povertà, ingiustizia, morte. Se tutto è in qualche modo così semplice, deve poter essere semplice anche il crederci.Per credere basta il cuoreSentiamo spesso dire oggi che credere è difficile in un mondo così, che la fede rischia di naufragare nel mare dell’indifferenza e del relativismo odierno o di essere emarginata dai grandi discorsi scientifici sull’uomo e sul cosmo. Non si può negare che può essere oggi più laborioso mostrare con argomenti razionali la possibilità di credere, in un mondo così. Ma dobbiamo ricordare la parola di san Paolo: per credere bastano il cuore e la bocca. Quando il cuore, mosso dal tocco dello Spirito datoci in abbondanza (cfr. Rm 5, 5; Gv 3, 34), crede che Dio ha risuscitato dai morti Gesù e la bocca lo proclama, siamo salvi (cfr. Rm 10, 8-12).Il Signore è di tuttiTutte le complicazioni, tutti gli approfondimenti che talora ci confondono, tutto ciò che è stato sovrimposto attraverso il pensiero orientale e occidentale, attraverso la teologia e la filosofia, sono riflessioni buone, ma non ci devono far dimenticare che credere è in fondo un gesto semplice, un gesto del cuore che si butta e una parola che proclama: Gesù è risorto, Gesù è Signore! È un atto talmente semplice che non distingue fra dotti e ignoranti, tra persone che hanno compiuto un cammino di purificazione o che devono ancora compierlo. Il Signore è di tutti, è ricco di amore verso tutti coloro che lo invocano.La fede è abbandono e fiduciaGiustamente noi cerchiamo di approfondire il mistero della fede, cerchiamo di leggerlo in tutte le pagine della Scrittura, lo abbiamo declinato lungo vie talora tortuose. Ma la fede, ripeto, è semplice, è un atto di abbandono, di fiducia, e dobbiamo ritrovare questa semplicità. Essa illumina tutte le cose e permette di affrontare la complessità della vita senza troppe preoccupazioni o paure. Per credere non si richiede molto. Ci vuole il dono dello Spirito Santo che egli non fa mancare ai nostri cuori e da parte nostra occorre fare attenzione a pochi segni ben collocati.Piccoli segniGuardiamo a ciò che successe accanto al sepolcro vuoto di Gesù: Maria Maddalena diceva con affanno e pianto: «Hanno portato via il Signore e non sappiamo dove l’hanno posto». Pietro entra nel sepolcro, vede le bende e il sudario piegato in un luogo a parte e ancora non capisce. Capisce però l’altro discepolo, più intuitivo e semplice, quello che Gesù amava. Egli «vide e credette», riferisce il Vangelo, perché i piccoli segni presenti nel sepolcro fecero nascere in lui la certezza che il Signore era risorto. Non ha avuto bisogno di un trattato di teologia, non ha scritto migliaia di pagine sull’evento. Ha visto piccoli segni, piccoli come quelli del presepio, ma è stato sufficiente perché il suo cuore era già preparato a comprendere il mistero dell’amore infinito di Dio.Un cuore pronto a credereTalora noi siamo alla ricerca di segni complicati, e va anche bene. Ma può bastare poco per credere se il cuore è disponibile e se si dà ascolto allo Spirito che infonde fiducia e gioia nel credere, senso di soddisfazione e di pienezza. Se siamo così semplici e disponibili alla grazia, entriamo nel numero di coloro cui è donato di proclamare quelle verità essenziali che illuminano l’esistenza e ci permettono di toccare con mano il mistero manifestato dal Verbo fatto carne. Sperimentiamo come la gioia perfetta è possibile anche in questo mondo, nonostante le sofferenze e i dolori di ogni giorno. 

Davanti al Mistero. Attorno al presepe c'è spazio per tutti, accogliamo il Dio-bambino

Ancora poche ore e sarà Natale. Un neonato piange nella notte. Quel neonato è il Dio con noi. Mistero di fede e di ragione. Il Bambinello nel presepe ci costringe ad arrenderci. Capiamo e non capiamo. Il mistero è questo, una realtà che supera ma non cotraddice la ragione.
Ogni anno in questi giorni c’è chi si lamenta del costo eccessivo delle luminarie e chi, invece, ne gode e ne gioisce. C’è chi si ferma a contare il numero dei credenti che vanno a Messa e chi, invece, guarda ai bambini del terzo mondo. Chi si sente in diritto di rimproverare le mamme per aver ceduto alla tentazione di arricchire la tavola e chi ha bisogno di quel poco di superfluo per continuare il viaggio faticoso della vita.
In quanto a me, sono contento di vedere la gente contenta. C’è nell’aria, in questi giorni benedetti, un non so che di speciale, qualcosa cui tanti non sanno dare un nome che ti invita a riprendere le forze, a guardare avanti, ad andare oltre. A non arrenderti. A condividere il poco che hai con chi ha meno di te.
Da dove viene questa gioia immotivata? Che cos’è? Una grazia particolare? Un dono inaspettato del Dio bambino? Non lo so; so solo che ho imparato ad andarci piano nel giudicare. La grazia non sempre avanza per le vie collaudate e sicure, a volte riesce a scovare sentieri sconosciuti e impervi che arrivano diritti al cuore.
«Chi sono io per giudicare?» ha detto un giorno papa Francesco. Già, chi sono io? “ E’ vero, a Natale si è tutti un po’ più buoni, ma poi passa” dice qualcuno. Può darsi che sia vero, ma intanto è già un fatto che a Natale, chissà perché, avvertiamo una spinta ad essere più buoni.
Approfittiamone. Questa bontà potrebbe aprire la porta a non poche sorprese. Immergiamoci in questo giorno di Natale. Senza la paura di essere iprocriti, di non sapere poi perseverare. Fidiamoci. Viviamo questo giorno con lo stupore dei bambini. Lasciamoci condurre per mano da un angelo sconosciuto. Un angelo che potrebbe avere il volto di un amico, della mamma, di un sacerdote o di un senzatetto.
Guardiamo con occhi nuovi, innocenti, complici il mondo dei giovani. Non è vero che sono tutti uguali, egoisti, superficiali.
Da Napoli centro, lunedì 23 dicembre, una trentina di giovani sono arrivati in parrocchia. Gioiosi, sorridenti, chiassosi, spigliati. Hanno le macchine zeppe di alimenti per le famiglie più povere. Non ci conosciamo di persona, non ci siamo mai visti prima, evidentemente, hanno saputo che nel nostro quartiere tante famiglie sono veramente povere e si sono dati da fare.
Avrebbero voluto consegnare di persona i pacchi doni, ma hanno capito che con i poveri occorre essere discreti. La nostra generosità non deve offuscare la loro dignità. Hanno portato inoltre centinaia di libri per aiutarci ad allestire una biblioteca. I nostri ragazzi hanno bisogno di leggere, studiare, confrontarsi per poter mettere le ali.
Siamo stati bene insieme; abbiamo scherzato e riso; abbiamo scattato foto davanti al presepe e ci siamo scambiati gli auguri. Poi hanno ripreso la strada per Napoli.
Di gesti belli come questi, in Italia e nel mondo, in questi giorni ce ne sono stati a migliaia. Quanta carità è passata per le nostre chiese, quanti sorrisi sono stati accesi su volti sconosciuti da persone sconosciute. Per amore di Dio, per amore dell’uomo o solo perché costretti da una forza misteriosa.
Come un fiume carsico tanto bene è scivolato per le nostre mani per finire nelle mani dei poveri. Questa notte le chiese si riempiranno di persone. Tante sono credenti osservanti, altre credenti occasionali, altre ancora non credenti col cuore aperto e pieno di nostalgia.
Attorno al presepe c’è spazio per tutti. Nessuno si permetta di sentirsi il proprietario della mangiatoia. Nessuno ha il diritto di sentirsi migliore; a nesssuno è dato di poter giudicare coloro che durante l’anno non si sono visti a Messa o sono stati incoerenti con la fede. No, ciò che accade nel cuore di tanta gente in questa notte benedetta è un miracolo che nemmeno il diretto interessato riesce a decifrare. Facciamo silenzio. Inginocchiamoci. Adoriamo il Dio- bambino.
DI LUCE IN LUCE
Eppure, a ben pensarci, la bramosia di possesso, di potere, di piaceri che tanto ci attanaglia, potrebbe essere una prova dell’esistenza di Dio. Di certo sta a dimostrare che l’uomo non si accontenta di ciò che mangia. Che ha dentro una voragine che lo attrae e gli fa male e che tenta di colmare in tutti i modi. Che gli fa guardare al futuro con una sorta di paura e di apprensione. E poi quella domanda che ci martella in testa e ci sveglia nel cuore della notte: ma davvero, poi, finisce tutto? E se ci fosse un Oltre? Che so, una sorte di secondo parto? E la mente che si arrovella a pensare all’origine della vita. Tutti, credenti, agnostici, atei, non possono non avvertire le vertigini quando si mettono a indagare. Ma da dove è sbucato il sole? E quell’ immenso oceano di stelle? E la vita umana? Da impazzire. La nostra mente non regge. Tutto è così folle. Tutto così vero. Tutto così strano. Tutto così bello. Siamo avvolti nel mistero. Questa vita, bella o brutta, ricca o povera, ci appartiene. E noi la stiamo attraversando. Questo è il nostro tempo. Un altro non ci sarà dato. Lo dobbiamo assaporare a piccoli sorsi, come si fa col vino buono. La vita è nostra ma non ne siamo i padroni. Dio, poi. Nessuno lo ha mai visto. C’era il rischio che gli uomini si sbagliassero su di lui. Che lo immaginassero collerico e dispotico, prepotente e vendicativo. Non doveva accadere. Assolutamente. Sbagliandosi su Dio, l’uomo avrebbe sbagliato su tutto. Perciò venne in mezzo a noi, si fece uomo come noi. L’Incarnazione è la prova che l’uomo non ha prezzo. Non potrà essere comprato o venduto; ingannato o barattato. Vale più di tutto l’universo messo insieme. Nel bimbo di nome Gesù, Dio annulla le distanze tra il cielo e la terra. Ci dice chi siamo. Di che cosa abbiamo bisogno. Ci fa la diagnosi e ci indica la terapia. Dal giorno in cui venne ad abitare in mezzo a noi chiunque può gustare la felicità. Chiunque può raggiungere la vetta della sua umanità. Gesù di Nazaret ci mette in guardia da noi stessi. Dai rischi e dai pericoli che ci insidiano. Non solo ci indica la via, ma Egli stesso si fa via. “ Per questo t’amo. Altri mi additavano mete. Tu mi hai rifatto la strada sotto i passi…” canta don Giuseppe Centore, prete campano. Ci fa toccar con mano la bellezza e la fragilità della nostra vita e ci invita a dissetarci alla pienezza della Sua. Ci implora: « Venite alla sorgente. Non si paga niente. Venite a dissetarvi…». Tutto è dono. Tutto è grazia. Suo Padre è anche nostro padre. Dal giorno in cui l’ Emmanuele fece il suo ingresso nella storia. il mondo non è più lo stesso. Dio ama abitare e riposare in mezzo a noi. Da quando il vagito di Gesù Bambino rallegrò la gelida notte di Betlemme, la speranza non è più una semplice parola. Dio si è fatto uomo per stare accanto all’uomo. Meglio, per fondersi con l’uomo. Incredibile. Stupendo. Gesù, vero Dio e vero uomo, ci dice che ogni uomo gli appartiene. Uomo,per te Dio è nato, per te Dio è morto. A te Dio si dona. E riterrà fatto a sé tutto il bene che avrai fatto a tuo fratello. Asciuga, dunque, le sue lacrime. Dagli da mangiare. Stagli accanto quando vacilla. Niente andrà perduto. Anzi, per l’eternità – ritornano le vertigini! – sarai ricompensato. Punta al Verità. Bussa. Cerca. Indaga. Ne hai il diritto. Fallo, prima che questo breve giorno ti consegni all’ombra della sera. Fidati delle istanze più profonde del tuo cuore. In questo dolcissimo e misterioso giorno di Natale, arrenditi. Inginocchiati davanti alla Grotta e, se ne hai voglia, piangi. Non ne provar vergogna. Getta sul Bambinello il peso che ti opprime e lasciati cullare. Non resterai deluso. Passerai di luce in luce. Di gloria in gloria. Buon Natale. 
Padre Maurizio Patriciello
Sul senso più profondo del Natale, oltre folklore e retorica
di Alberto Maggi*

Quale verità intendono trasmettere gli evangelisti con la nascita di Gesù che si celebra con il Natale? Su ilLibraio.it la riflessione del biblista Alberto Maggi



IL SALVATORE

Con la Lettera apostolica Admirabile signum, Papa Francesco incoraggia a realizzare, in ogni forma possibile, “la bella tradizione delle nostre famiglie, che nei giorni precedenti il Natale preparano il presepe. Come pure la consuetudine di allestirlo nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri, nelle piazze…”. Il Papa afferma inoltre che il presepe “manifesta la tenerezza di Dio”, che in Gesù “si abbassa alla nostra piccolezza”.

Indubbiamente il presepio può aiutare a riflettere e attualizzare, nella realtà quotidiana, l’evento della nascita del Bambino, per essere poi capaci di incontrarlo “nei fratelli e nelle sorelle più bisognose”. Ma perché questo sia possibile, è importante conoscere il significato dell’episodio evangelico che con il presepio si intende raffigurare, altrimenti si rischia di ridurre il tutto a sola tradizione o a puro folklore. Quando infatti si fa prevalere il sentimento sul significato, si corre il rischio di considerare il Natale alla stregua di una leggenda o di una bella favola, come quella di Babbo Natale, che fa certamente vibrare per qualche giorno le emozioni, ma poco o nulla incide nella vita degli uomini, e poi, passato il Natale, si ripone via, come le luci e gli addobbi natalizi.

Quale verità intendono trasmettere gli evangelisti con la nascita di Gesù che si celebra con il Natale? La buona notizia che essi annunciano è che il progetto, che da sempre Dio aveva sull’umanità, prima ancora della creazione del mondo, che ogni uomo potesse diventare suo figlio, e avere così la sua stessa vita divina (Ef 1,4-6), una vita indistruttibile, eterna, si è realizzato storicamente in Gesù di Nazareth (“Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”, Gv 1,14) e, attraverso di lui, incessantemente proposto a tutti: “A quanti l’hanno accolto ha dato la capacità di divenire Figli di Dio” (Gv 1,12).

Il Natale che viene presentato dagli evangelisti è una lettura, o interpretazione teologica della nascita di Gesù alla luce della sua morte e risurrezione e, per questo, quelle della natività e prima infanzia di Gesù, sono pagine altamente significative e ricche di verità teologiche. Per scoprirle occorre procedere a un’operazione di pulizia togliendo quelle sovrastrutture, anche belle, che hanno finito per soffocare e nascondere il significato profondo della narrazione evangelica, attirando l’attenzione su dettagli inesistenti o secondari a scapito delle verità trasmesse. L’evangelista più antico, Marco, non accenna minimamente alla nascita di Gesù, e presenta il Cristo già adulto, al momento del battesimo nel fiume Giordano da parte di Giovanni il Battista (Mc 1,9-11), deciso a iniziare la sua missione di presentare agli uomini il vero volto di Dio, un Padre amante di ogni creatura. L’evangelista considerato più recente, Giovanni, offre della venuta del Figlio di Dio una ricca interpretazione teologica, senza però dare alcuna indicazione sulle sue origini (Gv 1,14). Solo Matteo e Luca narrano la nascita del Cristo, ma la loro intenzione non è quella di descrivere minuziosamente la cronaca del giorno, mese e anno, completamente sconosciuti, in cui a Betlemme, da Giuseppe e Maria è nato un maschietto al quale hanno posto di nome Jeshu’a, “Il Signore salva” (l’equivalente di “Salvatore”). Negli evangelisti non si trova nulla della retorica della data, il venticinque dicembre, del freddo e del gelo, dell’ora tanto mistica (mezzanotte), dell’angosciante disperata ricerca di Giuseppe di un luogo dove far partorire la moglie, ormai prossima a dare alla luce Gesù, della nascita del bambino in una grotta o stalla, della presenza dell’asino e del bue, della cometa, di tre re venuti per adorare il Bambino…

Quel che gli evangelisti intendono trasmettere, è che con Gesù “venne nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo” (Gv 1,9), ma se ne sono accorti quanti vivevano nelle tenebre. La nascita del Salvatore è stata recepita solo da quelli che sentivano la necessità della salvezza. In Luca sono i pastori (“È nato per voi un Salvatore”, Lc 2,11) considerati appartenenti alle categorie più disprezzate ed emarginate, e in Matteo sono i magi (Mt 2,1-12), abominevoli persone non solo perché pagane, quanto perché dedite a un’attività severamente proibita dalla Bibbia (Lv 19,26; At 8,9-24) e vietata ai Giudei: “Chi impara qualcosa da un mago merita la morte” (Shab. b. 75a). La buona notizia del Natale è per questi. Dio in Gesù si manifesta come un Signore che non è buono, ma esclusivamente buono, un Padre che ama i suoi figli non perché questi lo meritino, ma perché Lui è buono. L’amore del Padre non è concesso come un premio per i meritevoli, ma come un dono per i bisognosi. Il Dio che in Gesù si manifesta, è come il medico che non è venuto per i sani ma per i malati, non per i giusti ma per i peccatori (Mt 9,13). Un Dio che in Gesù “non spezza la canna incrinata”, e neanche spegne “una fiamma smorta” (Mt 12,10), che non taglia e getta nel fuoco l’albero che non porta frutto (Mt 3,10), ma cerca di rianimarlo, zappando attorno alle radici e mettendo il concime per vivificarlo (Lc 13,8).

La buona notizia del Natale è che Dio non sta dalla parte dei potenti, che è venuto a rovesciare dai loro troni, né dalla parte dei ricchi, che rimanda a mani vuote, ma è venuto a innalzare gli umiliati e a ricolmare di beni gli affamati (Lc 1,52-53), perché “quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto… (1 Cor 1,28), e come una pietra, che gli uomini scartano perché giudicano non adatta alla costruzione, proprio quella Dio usa come la più importante (Mt 21,42). Per questo, nel vangelo di Giovanni, saranno i samaritani, il popolo disprezzato dai Giudei, e ritenuto una razza bastarda (2 Re 17,6.24), tanto da essere trattati peggio dei pagani, e considerati nemici di Dio, quelli che riconosceranno e accoglieranno Gesù, quale “salvatore del mondo” (Gv 4,42).

*Alberto Maggi, frate dell’Ordine dei Servi di Maria, ha studiato nelle Pontificie Facoltà Teologiche Marianum e Gregoriana di Roma e all’École Biblique et Archéologique française di Gerusalemme. Fondatore del Centro Studi Biblici «G. Vannucci» a Montefano (Macerata), cura la divulgazione delle sacre scritture interpretandole sempre al servizio della giustizia, mai del potere.
Maggi ha pubblicato diversi libri, tra cui: Chi non muore si rivede – Il mio viaggio di fede e allegria tra il dolore e la vita, Roba da preti; Nostra Signora degli eretici; Come leggere il Vangelo (e non perdere la fede); Parabole come pietre; La follia di Dio e Versetti pericolosi, L’ultima beatitudine – La morte come pienezza di vita, Di questi tempi e Due in condotta.

Etichette

Abbè Pierre1 abitudine1 aborto17 Abramo1 Accattoli2 accidia1 accoglienza8 adolescenti44 adozioni gay1 adulazione1 Aforismi17 agire1 aiutare1 Al centro l'amore35 Albini1 alfabeto1 Alfie2 allegria1 altruismo1 Amazzonia3 amicizia11 Amirante4 Ammaniti1 Amore71 Amoris laetitia6 Andreoli2 angelo custode3 anima2 animazione4 Anniversari27 Anno liturgico1 anziani4 apologetica3 app3 apparizioni3 Arcabas1 arcangeli2 archeologia1 Argentina1 arte22 Articoli19 Ascensione4 Assisi1 Assunta2 ateismo3 Atenagora1 attesa1 audio2 Augias1 autorità1 avarizia1 Avvento15 azioni1 baby gang1 baciamano1 Baggio1 bambini16 Bannon1 Baricco1 Bassetti4 Battesimo3 Battesimo di Gesù3 Bauman3 beatitudini9 Becciu1 Beltrame1 Benedetto XVI20 benedizione2 Benigni8 Bianchi50 Bibbia38 Bibbiano2 Biffi1 Bignardi1 Bignoli1 Blade Runner1 blasfemia2 blog22 Bloom1 Bocelli2 Bonhoeffer1 Bose1 Botta9 Brown1 Brunelli1 bullismo2 buon ladrone1 Busca1 Buttiglione1 caccia1 Cacciari2 Caffarra1 Calcio sociale1 Camilleri3 Camisasca1 cammini1 campi estivi5 Cana1 Candelora1 Cannes1 Canopi3 Cantalamessa8 Canti religiosi29 Cardenal1 carismi1 Caritas2 Carlo Acutis12 Carrere1 cartine1 Castellucci1 castità6 catacombe1 Catechesi72 Caterina1 cattonerd7 Caviezel1 Cazzullo1 CEI4 Celentano1 celibato6 Ceneri3 censura1 Cevoli1 Chapman1 Che Guevara1 Cheaib7 Chiara Corbella3 Chiara Lubich9 Chiara Luce Badano1 chierichetti1 Chiesa16 Chiesa e società25 Chittister1 Christus vivit1 Ciardi2 Cinema74 Cirinnà1 citazioni73 clausura1 Coccopalmerio1 Coco1 collaboratori1 Comastri3 comunicazione2 comunità1 Comunità Giovanni XXIII1 conferenze3 Confessione10 consacrati1 conversione1 convivenza2 cooperazione1 coronavirus33 Corpus Domini4 Corviale1 Corvo1 Cosentino4 creazione1 Credo3 cremazione3 Crepaldi1 Cresima4 CRIC2 crisi5 cristianofobia6 Cristicchi3 Cristo Re1 croce3 Crocefisso3 crociate2 Cultura10 cuore1 curia2 Curtaz2 D'Avenia14 Dalla1 David Buggi3 De Donatis9 de Foucauld4 De Whol1 Debora Vezzani1 Debrel1 decalogo7 defunti7 degrado1 Delpini10 demografia1 denaro1 denatalità2 depressione1 desideri1 devianze3 devozioni1 dialogo2 dibattiti32 dicembre 20181 digiuno2 Dio4 Diocesi1 diritti umani1 disagio2 discernimento5 dissenso26 divorziati5 dj Fabo2 Doglio1 Dom Gréa2 domande1 domenica3 don Benzi1 don Bosco2 Don Camillo1 don Ciotti1 don Leonardi13 don Luigi Verdi1 don Marco Pozza3 don Milani5 don Peppe Diana1 don Probo1 don Zeno1 donne e Chiesa6 Dossetti1 Dostoevskij1 down1 Draghi1 Dreher3 droga4 dvd1 e-book1 ecclesiologia di comunione1 ecologia4 economia5 ecumenismo5 edicola1 editoria1 educare16 Einstein1 Eli1 Emmaus2 emozioni1 Epicoco9 Epifania6 Ermes Ronchi6 esame di coscienza2 escatologia4 esegesi1 esercizi2 esorcismo1 estate3 Etty Hillesum2 Eucarestia5 Europa2 eutanasia16 evangelizzare3 Fabrizio Moro1 facebook2 fake11 famiglia35 Fano1 Farina1 Fatima5 Fazi2 Fazio1 fede14 felicità10 Fellini1 femminicidio2 femminismo1 Ferrero2 Fini1 Fittipaldi1 Fo1 Focolarini3 Follereau1 Fontana1 Fontanelle1 formazione1 foto1 Francesco192 fraternità5 Frisina1 Fromm1 Fumagalli1 fumetti3 Galantino1 Galileo1 Galimberti1 Galli della Loggia4 Gandhi2 Garelli2 Gargiulo1 Gasparino2 Gaudete2 Gen Rosso1 gender10 genitori6 Gerusalemme1 Gesù22 Gesù Re1 Giaccardi1 Gianluca Firetti3 Gibran1 Gibson2 Giotto1 giovani61 Giovanni Battista1 Giovanni Paolo II10 Giovanni XXIII3 Gironda1 giubileo1 Giuda2 giudizio1 GMG7 gnosticismo1 Gramellini2 grest9 Greta1 Grillo1 Grossman1 Grun1 Guareschi1 Gutierrez1 Guzzo1 Hadjadi3 Halloween4 Hargot3 Harry Potter1 Hexameron1 hikikomori2 Hong kong1 Humanae vitae1 icone1 Il Regno1 Immacolata5 immagini49 immigrazione21 individualismo2 infedeltà1 inferno3 ingiustizia3 inquisizione1 interiorità1 internet9 Introvigne1 Islam1 Jean Venier1 Kasper1 Kilgour1 Koder2 Koll2 Konrad1 Kuby1 Ladaria1 laicismo4 Lambert1 Lambiasi1 lamentele1 Lasconi1 Law1 Le pen1 Leopardi1 letteratura4 letto11 Lewis2 liberazione2 libertà4 Libri127 Ligabue1 Lind1 Link2 liturgia40 Lonardo16 Loppiano1 Loreto1 Lorizio3 Lutero1 Luxuria1 M.L.King1 Madonna5 Madre Teresa7 mafia4 Maggi19 Magi1 Magister2 Magnificat1 Magris2 malattia7 malattie spirituali3 male1 male innocente4 Mancuso4 Manicardi2 Mannoia1 Manzoni1 Maraini1 Marazziti1 Marco Gallo1 Maria40 Mariani1 MariaVoce1 Marta e Maria1 Martin1 Martinelli1 Martini7 martiri3 Marzano3 mass media6 Mastracola1 maternità3 maternità surrogata2 Matino1 matrimonio24 Matteo A.6 Mazzolari7 media2 meditazioni1 Medjugorje9 Melloni1 Mencarelli1 Mentana1 Mercier1 Merini1 Messa13 Messale1 Messiah1 Messori3 miracoli3 Miriano12 Mirilli1 misericordia7 Missione6 MMSOTT20191 Monda5 Monica Mondo1 morale6 Muller2 Musica31 Nadia Toffa1 Natale43 Natuzza1 Negri1 Nembrini4 Neocatecumenali1 Newman2 Noa1 non ti arrendere1 Normadelfia1 Notre Dame1 Novena3 Nuzzi3 Oceania1 Odifreddi1 odio2 Olmi2 olocausto1 omelie148 omosessualità26 opzione Benedetto3 oratorio6 Ordine di Malta1 Oriente1 oroscopo1 Oscar5 Oxfam1 p.Livio Falzaga2 pace3 Padre Livio2 padre Michal1 Padre nostro5 Padre Pino Puglisi1 Padre Pio1 Pagano1 Pagazzi1 Paglia3 Palme3 Palumbo2 Pannella1 Paolo VI2 papà2 paradiso1 Parigi1 Parola di vita29 parrocchia3 Pasqua27 passione6 pastorale26 paternità3 Pati Trigo1 patria1 Patriciello10 paura1 peccato originale2 pedofilia16 pelagianesimo1 Pelati1 Pell1 Pellai1 pellegrinaggi3 Pelligra1 pena di morte2 Pentecoste5 perdono4 Personaggi41 pettegolezzo1 Piccolo1 Pietro e Paolo1 Pinocchio1 Pio XII1 podcast2 poesia3 polemiche74 Poli1 politica50 Polonia1 Poretti7 pornografia2 povertà3 prediche1 preghiera25 preghiere86 pregiudizi1 presepe7 Pro Vita4 profeti1 profezie1 Pronzato1 psicologia8 pubblicazioni37 Quaresima38 racconti5 radio2 Raggi1 Ravagnani1 Ravasi17 razzismo2 reali1 Recalcati8 relativismo2 religione8 religioni4 report1 Riace1 Riccardi6 ricchezza10 Ricci1 Rivi1 RnS1 Rom2 Roma15 Romero2 Ronaldo1 rosario7 Rosini24 Ruini1 Rumiz1 Rupnik7 Sabattini1 sacerdoti26 sacramenti4 Sacro Cuore1 Saint-Exupery1 Salmi1 salvezza1 Salvini15 samaritana1 San Filippo Neri1 San Francesco7 San Francesco di Sales1 San Giovanni Crisostomo1 San Giovanni Evangelista1 San Giuseppe5 San Leone Magno1 San Paolo2 san Tommaso dìAquino1 Sanremo6 Sant'Agostino9 Sant'Egidio1 Santa Bernardette1 Santi20 santità9 Santo Sepolcro1 Santoro1 santuari3 Sarah2 sardine1 Satana3 Saviano2 sballo1 Scalfari4 scandali7 Scaraffia4 Schmitt2 scienza e fede8 Scifoni6 scisma1 Scola1 Scorsese3 scuola4 Scurati2 secolarizzazione2 Secondin1 segreti1 Semeraro1 sentenze1 Sequeri1 serie TV16 Serra2 sessualità63 Sesta3 sette1 Settimana santa3 sexting1 Silence2 Silone1 Silvia Romano3 simonia1 Sindone2 single1 Sinodo11 Siti cattolici25 smartphone2 Snoopy1 Socci3 social1 società41 sociologia3 sondaggi1 Sorrentino1 Sosa1 Spadaro5 speranza5 Spidlik1 spiritismo1 Spirito Santo17 Spiritualità66 Spoleto2 sport2 Springsteen1 Staglianò4 Staino2 Star wars1 Stark1 statistiche8 storia7 storicità2 streaming5 strumenti1 studente1 suicidio2 suor Faustina1 suore1 sussidi33 Tagle1 Tamaro3 Taylor1 teatro1 tentazioni6 teologia12 terremoto3 terrorismo3 Testimoni di Geova1 testimonianze15 Theobald1 Tolentino1 Tolkien1 Tonino Bello16 Tornatore1 Tornielli1 Tosatti2 Totti1 tradizione1 transessuali4 trasfigurazione4 trash1 trekking1 Triduo pasquale12 Trinità7 Trisulti1 Trump1 Turoldo2 TV21 Twenge1 twitter1 UCCR1 udienze1 unioni civili1 utero in affitto3 vacanze1 Valli4 Vallini1 Vanier1 Vanni1 Vaticano4 Veltroni2 verità2 Veronesi1 Via Crucis9 Video109 Viganò3 vignette10 virtù1 visto8 vita6 vita eterna3 vita religiosa9 vizi1 vocazioni8 volontariato2 voti1 Zanardi2 Zichichi1 Zingaretti1 Zuppi4
Mostra di più

Archivia

Mostra di più

Post popolari in questo blog

Preghiere per i sacerdoti (di don Tonino Bello e di un anonimo)

Don Tonino Bello, vescovo. Citazioni, preghiere e scritti vari

I racconti di Bruno Ferrero (e non solo)

Schede, video e altro materiale per presentare la Bibbia ai bambini del catechismo

Personaggi cattolici emergenti: don Fabio Rosini (pronto a ricominciare?)