I giovani e Dio: verso il Sinodo 2018


La rivista "Il Regno" ha recentemente presentato e commentato i dati statistici che l'Istituto Toniolo dell'Università Cattolica raccoglie ogni anno. Questi dati risultano particolarmente interessanti ora che i riflettori vanno accendendosi sulle realtà giovanili, soggetto su cui rifletteranno i vescovi nel 2018.

In sintesi: 
  • i giovani che si definiscono "credenti"(«in qualche religione o credo filosofico») sono circa il 50% (con la tendenza alla diminuzione)
  • "Credo ma non pratico": verso una "fede privata" del "fai da te"
nel corso del 2016: solo l’11,3% frequenta la Chiesa una volta a settimana e l’8,4% una volta al mese. I giovani che, pur dichiarandosi cattolici, non frequentano mai la Chiesa sono il 24,6%. Dunque quanti dicono di sentirsi cristiani e cattolici vivono la loro fede senza sentire il bisogno di osservare il precetto della partecipazione domenicale all’eucaristia e soprattutto senza avvertire l’esigenza di condividere con una comunità una pratica liturgica assidua, quella che al catechismo è stata proposta come il culmine della vita cristiana e come uno degli elementi identificativi dell’essere cattolici.
  • Sono credenti più le ragazze dei ragazzi (quasi il 10% in più), più al sud (56,5%) e meno al nord (circa 49%).
Richiesti di dare un voto da 1 a 10 a diverse istituzioni, hanno attribuito alla Chiesa un punteggio medio pari a 4,3 con un aumento di fiducia per i giovani cattolici (5,4) e ancor più per i giovani praticanti (6,2).
Ma il grado di fiducia cambia se si considera la figura di papa Francesco, la cui popolarità supera per alcuni indicatori (la capacità di comunicare, la simpatia…) il 90% e di cui si apprezzano soprattutto l’impegno per la pace, per il dialogo tra le religioni e l’attenzione ai poveri.
  • C'è nei giovani una sfiducia generalizzata negli altri e nel futuro
Alla domanda: «Quanto sei d’accordo con la seguente affermazione: gran parte delle persone è degna di fiducia?» coloro che rispondono di essere molto d’accordo sono solo il 6,4%. I giovani che rispondono poco o per nulla d’accordo sono il 58,9%. 
L’atteggiamento verso la vita è dato anche dal modo con cui si guarda al futuro. Appiattiti sul presente, i giovani vedono il futuro pieno di rischi e di incognite: lo considerano tale il 70% degli intervistati. Per questo il 61,4% di loro ritiene che non esistano scelte che valgono per sempre. Per tutti i giovani, credenti o no, il futuro ha perso la sua attrattiva di tempo delle promesse e dei sogni.
  • Le istituzioni dai giovani sono bocciate con voti gravemente insufficienti. Anche la Chiesa!
  •  C'è insofferenza verso regole e prescrizioni, messe in continua discussione.
Da una serie di interviste a giovani credenti è emerso:
  • Molti giovani hanno espresso  soddisfazione di poter parlare con qualcuno di temi di cui non si ha normalmente né la possibilità di raccontarsi né di riflettere. 
  • i giovani hanno mostrato un atteggiamento d’apertura nei confronti di Dio. La stragrande maggioranza di loro dichiara di credere, ma difficilmente, parlando di Dio, ha in mente Gesù Cristo. Quello dei giovani è un Dio anonimo, un’entità astratta.
Valga per tutte questa testimonianza: «La fede nasce dal rapporto personale che hai tu con Dio, un Dio indeterminato... che può essere cristiano come non. Io con il mio Dio ho un rapporto personale che è dentro di noi. Ognuno di noi ha un rapporto singolare col proprio Dio. Ognuno di noi è unico e quindi ognuno di noi ha la sua idea di Dio» (maschio, tra i 19 e i 21 anni residente in un piccolo centro del centro Italia).
Molti giovani avvertono Dio come vicino, capace di non far sentire mai soli coloro che credono in lui. A questo Dio ci si può rivolgere in ogni momento dentro la propria coscienza: non c’è bisogno né di Chiesa né di riti per pregare: basta raccogliersi in se stessi, pensare a lui, parlargli con le proprie parole. Per questo sono pochi, anche tra coloro che si dichiarano cristiani e cattolici, quelli che frequentano la messa domenicale. Del resto non avvertono un legame significativo con la Chiesa e si chiedono che cosa c’entri con la loro fede, che è solitaria, individualistica, anonima.  
Della Chiesa non comprendono i linguaggi, che ritengono superati, astratti, incomprensibili. Se pensano con qualche simpatia alla comunità cristiana, è perché hanno trovato in essa soprattutto delle relazioni. Quelli che dimostrano qualche interesse per la Chiesa, citano persone significative che hanno incontrato nel corso di esperienze, in occasione di eventi, in circostanze particolari.
Anche la figura del sacerdote viene coinvolta in questa distanza dall’istituzione ecclesiale; a esso i giovani guardano con benevola indifferenza. Non riuscirebbero a immaginare una Chiesa senza preti, e tuttavia non ne capiscono la funzione. A meno che qualcuno di loro abbia mostrato vicinanza, disponibilità a entrare in un rapporto personale e di dialogo. 
  • Entusiasti del Francesco anti-istituzionale
  • "credere è bello" (e ne vale la pena)
C’è chi lo ha affermato da credente e si è riferito alla propria esperienza e chi lo ha espresso come nostalgia verso una possibilità che si è precluso, ma il dato comune è la quasi unanime percezione della positività di un rapporto con la trascendenza.
Ancor più interessante è riflettere sulle ragioni per le quali vale la pena credere: perché la fede dà un senso alla vita; dà una speranza, ma soprattutto perché chi crede non è mai solo, come si legge nella risposta di questa diciannovenne: «È come se avessi sempre qualcuno vicino, non sei da solo, sei supportato in ogni momento da un qualcosa vicino che è come se ti aiutasse sempre, è essere convinti che ci sia sempre qualcuno che ti sta vicino, che quando ti senti solo e ti senti perso nel mondo, c’è qualcuno, sono tranquillo, non sono mai solo» (femmina, tra i 19 e i 21 anni, residente in un grande centro del Nord).
C’è un filo rosso che lega questo modo di intendere il rapporto con Dio e la ricerca di comunità cristiane nelle quali sia possibile sperimentare relazioni calde e incontrare persone di riferimento significative. Nella dimensione relazionale-affettiva sembra d’intravedere un possibile spazio di comunicazione e di educazione cristiana dei giovani.
  • Ancora: credere non significa praticare
La celebrazione dei sacramenti, punto d’arrivo del cammino di catechesi, è anche il momento dell’interruzione dei contatti con l’ambiente ecclesiale, coinvolto insieme a tutti i riferimenti educativi dalla crisi dell’adolescenza. Questa testimonianza rende bene l’idea del processo che avviene in molti giovani: «Io mi sento di vivere la mia fede come piace a me, nel senso che sono assolutamente certa che non sia necessario andare in Chiesa tutte le domeniche per credere, è necessario il pensiero di un minuto e mezzo nella giornata, mi basta il pensiero» (femmina tra i 19 e i 21 anni, residente in un grande centro del Nord Italia).Si abbandona dunque la pratica religiosa, perché non se ne capisce più il senso. 
È possibile che al termine della giovinezza vi sia un ritorno alla fede. Le situazioni della vita, una maggiore riflessività, un atteggiamento più pacato e riconciliato con la generazione precedente, sono elementi che possono indurre un cambiamento.
  • Le cause dell'allontanamento
Qualcuno si chiederà a questo punto di chi siano le responsabilità della situazione attuale. Che cosa non ha funzionato nell’educazione? Dove si è sbagliato?
Ma non è questo l’approccio corretto. Occorre invece prendere atto che viviamo in una realtà mutata, che ci fa sentire tutti un po’ estranei e fuori tempo e che sveglia in molti adulti il desiderio difensivo della nostalgia del passato.
L’attuale analfabetismo affettivo, la crisi del desiderio, l’individualismo esasperato che riporta tutto al soggetto, il consumismo che rende pigri, appagati e annoiati, la crisi della norma, della legge, dell’istituzione: tutto questo influisce anche sul modo d’interpretare la dimensione religiosa della vita.
La cultura digitale, linguaggio ordinario delle nuove generazioni, influisce sul modo di comunicare, ma anche di pensare, d’apprendere, d’entrare in relazione con l’altro. Non si può guardare a questi cambiamenti con un atteggiamento di giudizio: non si può cambiare il corso della storia. Non è accrescendo la distanza del giudizio che si risolvono i problemi, ma piuttosto cercando altri punti di comunicazione, perché oggi sembra essersi spezzato il dialogo tra le generazioni e dunque la possibilità della trasmissione di valori, tradizioni, modo di vivere e di costruire la società…
E poi vi è lo stile di vita della comunità cristiana che fa da ostacolo alla possibilità d’educare i giovani alla fede. Le osservazioni critiche che i giovani fanno sono numerose, riconducibili ad alcune costanti: l’anonimato delle relazioni, il non coinvolgimento delle persone (si stenta a valorizzare le risorse delle persone e a distribuire responsabilità), l’invecchiamento delle indicazioni della Chiesa e dei suoi linguaggi.
Forse qualcuno può avere l’impressione che non ci sia nulla da fare, può lasciarsi prendere da un senso d’impotenza e da un cupo scoraggiamento di fronte a cambiamenti così profondi. Confrontando il nostro tempo con quello degli inizi della Chiesa, papa Francesco scrive: «Dobbiamo riconoscere che il contesto dell’impero romano non era favorevole all’annuncio del Vangelo, né alla lotta per la giustizia, né alla difesa della dignità umana (…) Dunque non diciamo che oggi è più difficile; è diverso. Impariamo piuttosto dai santi che ci hanno preceduto e hanno affrontato le difficoltà proprie della loro epoca» (E.G. n.263).
  •  Sotto la cenere c’è la brace (a saperla vedere)
La questione religiosa per molti giovani resta sotto la cenere, come una brace accesa, ma coperta, senza che possa scaldare né illuminare. Tuttavia c’è: occorre qualcuno che riesca a soffiare via la cenere, e la brace può tornare ad ardere, a scaldare, a vivere. Occorre andare alla ricerca della brace, che non è sempre così visibile.
Dov’è la brace?
– Nel desiderio di una fede personale: si crede in ciò per cui si hanno delle ragioni, non quelle consegnate dai genitori o quelle trasmesse da un’autorità ritenuta impositiva, ma quelle passate al vaglio della propria coscienza. Se ritiene di non avere ragioni convincenti per credere, un giovane preferisce lasciar perdere, senza che per questo l’esigenza di trascendenza, di pienezza e di assoluto che ha dentro di sé si spenga; o senza essere più sensibile al fascino di quelle dimensioni di vita cristiana cui l’iniziazione l’ha avviato;
– nel senso di Dio, ancora vivo e presente nelle persone;
– nella domanda di una comunità viva, fatta di persone in relazione, coinvolte e protagoniste;
– nella capacità di riconoscere che il cuore della vita cristiana sta nell’amore;
– nel desiderio di linguaggi che abbiano le loro radici nella vita e non nell’astrattezza di una dottrina;
– nella convinzione che credere è bello, perché permette di non sentirsi mai soli: è l’intuizione di un Dio vivo, presente alla persona e nella sua interiorità.
  • Attenzioni ecclesiali: ascoltare i giovani e lasciarsi provocare da loro
Occorre che le comunità cristiane ascoltino i giovani e si lascino provocare dalle loro domande, quelle espresse e quelle taciute. E il modo migliore per conoscere è ascoltare, entrare in relazione. Lo ha ricordato anche papa Francesco nella sua omelia ai partecipanti al convegno ecclesiale di Firenze, affermando come a Gesù interessi ciò che la gente pensa «non per accontentarla, ma per poter comunicare con essa. Senza sapere quello che pensa la gente, il discepolo si isola e inizia a giudicare la gente secondo i propri pensieri e le proprie convinzioni. Mantenere un sano contatto con la realtà, con ciò che la gente vive, con le sue lacrime e le sue gioie, è l’unico modo di poterla aiutare, di poterla formare e comunicare. (…). È l’unico modo per aprire il loro cuore all’ascolto di Dio. In realtà, quando Dio ha voluto parlare con noi, si è incarnato».
  • Una Chiesa più calda e coinvolgente (far posto ai giovani)
I giovani intervistati vorrebbero forme ecclesiali calde e coinvolgenti; la loro domanda di relazioni, nel contesto della comunità e della liturgia, è molto forte. Se le nostre comunità non impareranno a curare il senso d’appartenenza, non riusciranno a mettersi in comunicazione con il mondo giovanile. Il senso d’appartenenza non nasce dall’adesione a una serie di verità e a uno stile di vita condiviso.
Oggi il percorso è rovesciato: prima ci si sente coinvolti in una comunità, e poi s’inizia a prenderne in considerazione il pensiero, le proposte, lo stile… L’appartenenza è costituita da una catena di legami, e non può essere scambiata con una serie di discorsi, pure persuasivi, sull’essere comunità.

E poi ai giovani occorre far posto: nella società soffrono per lunghe anticamere prima di poter entrare nel mondo del lavoro, prima di diventare autonomi, potersi fare una famiglia e prendersi delle responsabilità da adulti. Nella Chiesa non deve essere così: ai giovani occorre far posto perché la Chiesa ha bisogno della loro giovinezza e della loro carica innovativa.
  •  I giovani cercano figure di testimoni credibili e convincenti, coinvolgenti e appassionanti. 
Può anche darsi che oggi, invece che di maestri sul piano della fede, ci sia la necessità semplicemente di compagni di viaggio, disponibili con umiltà ad accompagnare percorsi di fede nuovi, forse tortuosi, ma personali e animati da un autentico desiderio di Dio.
  • Necessità di nuovi linguaggi 
Oggi le forme della preghiera e della fede, così fortemente debitrici dei linguaggi della teologia occidentale, risuonano per le nuove generazioni come astruse e fuori tempo. Il linguaggio astratto delle attuali forme espressive appare ai più giovani vuoto ed estraneo alla loro vita. Non solo: sembrano loro comunicare un mondo che non c’è più e accrescono nei giovani l’impressione che la formazione cristiana voglia renderli conformi a modelli passati, sradicandoli dalla cultura attuale.
  • La sfida della Tradizione
Non sarà forse la crisi religiosa dei giovani un segno dei tempi per le nostre Chiese? Con le loro crisi, le loro critiche, le loro lontananze che tuttavia non sono espressione di rifiuto di Dio, ma piuttosto di rifiuto di un Dio avvertito come inautentico? Di una proposta cristiana che mortifica la vita, anziché mostrare la via di una sua possibile pienezza? Di una comunità cristiana che non fa vedere il Vangelo?

La comunità cristiana non può perdere i giovani, non solo perché senza di loro sarebbe destinata all’estinzione, ma perché essi sono quella componente dinamica e innovativa che le permette di non invecchiare. È così di ogni contesto sociale.
Ma perché i giovani restino nella Chiesa occorre far loro posto, dare spazio alla loro iniziativa e al loro protagonismo, lasciarsi ringiovanire da essi. Bisogna lasciare che esprimano la loro cultura e sensibilità; lasciarsi provocare dai loro interrogativi senza pretendere di avere la risposta pronta ancor prima di aver ascoltato e riflettuto sulle domande.
E non si tratta d’accogliere le loro posizioni in maniera indiscutibile, ma di entrare con esse in un confronto dialogico vero, l’unico in grado di generare una Chiesa capace di camminare con il passo del tempo.  

Etichette

Abbè Pierre1 abitudine1 aborto18 Abramo1 Accattoli2 accidia1 accoglienza8 adolescenti45 adozioni gay1 adulazione1 Aforismi17 agire1 aiutare1 Al centro l'amore35 Albini1 alfabeto1 Alfie2 allegria1 altruismo1 Amazzonia3 amicizia11 Amirante4 Ammaniti1 Amore71 Amoris laetitia6 Andreoli2 angelo custode3 anima3 animazione6 Anniversari27 Anno liturgico1 anziani5 apologetica3 app3 apparizioni4 Arcabas1 arcangeli2 archeologia1 Argentina1 arte22 Articoli19 Ascensione4 Assisi1 Assunta2 ateismo3 Atenagora1 Attanasio1 attesa1 audio2 Augias1 autorità1 avarizia1 Avvento18 azioni1 baby gang2 baciamano1 Baggio1 bambini18 Bannon1 Baricco1 Bassetti4 Battesimo4 Battesimo di Gesù3 Bauman3 beatitudini9 Becciu2 Beltrame1 Benedetto XVI21 benedizione3 Benigni8 Bianchi52 Bibbia40 Bibbiano2 Biffi1 Bignardi1 Bignoli1 Blade Runner1 blasfemia3 blog22 Bloom1 Bocelli2 Bonhoeffer1 Bose1 Botta9 Brown1 Brunelli1 bullismo2 buon ladrone1 Busca1 Buttiglione1 caccia1 Cacciari2 Caffarra1 Calcio sociale1 Camilleri3 Camisasca1 cammini1 campi estivi5 Cana1 Candelora1 Cannes1 Canopi3 Cantalamessa8 Canti religiosi30 Cardenal1 carismi1 Caritas2 Carlo Acutis14 Carrere1 cartine1 Castellucci1 castità6 catacombe1 Catechesi82 Caterina1 cattonerd7 Caviezel1 Cazzullo1 CEI5 Celentano1 celibato7 Ceneri5 censura1 Cevoli1 Chapman1 Che Guevara1 Cheaib7 Chiara Corbella3 Chiara Lubich11 Chiara Luce Badano2 chierichetti1 Chiesa20 Chiesa e società26 Chittister1 Christus vivit1 Ciardi2 Cinema77 Cirinnà1 citazioni75 clausura1 Coccopalmerio1 Coco1 collaboratori1 Comastri3 comunicazione2 comunità1 Comunità Giovanni XXIII1 conferenze3 Confessione10 consacrati1 conversione1 convivenza2 cooperazione1 coronavirus35 Corpus Domini4 Corviale1 Corvo1 Cosentino5 covid196 creazione1 Credo3 cremazione3 Crepaldi1 Cresima4 CRIC2 crisi7 cristianofobia6 Cristicchi3 Cristo Re1 croce3 Crocefisso3 crociate2 Cultura10 cuore1 curia2 Curtaz2 D'Avenia15 Dalla1 David Buggi3 ddlzan1 De Donatis9 de Foucauld4 De Whol1 Debora Vezzani1 Debrel1 decalogo7 defunti8 degrado1 Delpini10 demografia1 denaro1 denatalità2 depressione1 desideri1 devianze3 devozioni3 dialogo2 dibattiti37 dicembre 20181 digiuno2 Dio4 Diocesi1 diritti umani1 disagio2 discernimento5 dissenso28 divorziati5 dj Fabo2 Doglio1 Dom Gréa2 domande1 domenica3 don Benzi1 don Bosco2 Don Camillo1 don Ciotti1 don Leonardi13 don Luigi Verdi3 don Marco Pozza3 don Milani5 don Peppe Diana1 don Probo1 don Zeno1 donne e Chiesa6 Dossetti1 Dostoevskij1 down1 Draghi1 Dreher3 droga4 dvd1 e-book1 ecclesiologia di comunione1 ecologia4 economia6 ecumenismo5 edicola1 editoria1 educare17 Einstein1 Eli1 Emmaus2 emozioni1 Epicoco9 Epifania6 Ermes Ronchi6 esame di coscienza2 escatologia4 esegesi1 esercizi2 esorcismo1 estate3 Etty Hillesum2 Eucarestia5 Europa2 eutanasia16 evangelizzare3 Fabrizio Moro1 facebook2 fake11 famiglia37 Fano1 Farina1 Fatima5 Fazi2 Fazio1 fede14 felicità10 Fellini1 femminicidio2 femminismo1 Ferrero2 Fini1 Fittipaldi1 Fo1 Focolarini4 Follereau1 Fontana1 Fontanelle1 formazione1 foto1 Francesco204 Fratelli tutti1 fraternità6 Frisina1 Fromm1 Fumagalli1 fumetti3 Galantino1 Galileo1 Galimberti1 Galli della Loggia6 Gandhi2 Garelli2 Gargiulo1 Gasparino2 Gaudete2 Gen Rosso1 gender12 genitori6 Gerusalemme1 Gesù23 Gesù Re1 Giaccardi1 Gianluca Firetti3 Gibran1 Gibson2 Giotto1 giovani64 Giovanni Battista1 Giovanni Paolo II10 Giovanni XXIII3 Gironda1 giubileo1 Giuda2 giudizio1 GMG7 gnosticismo1 Gramellini2 gregoriano1 grest10 Greta1 Grillo1 Grossman1 Grun1 Guareschi1 Gutierrez1 Guzzo1 Hadjadi3 Halloween4 Hargot3 Harry Potter1 Hexameron1 hikikomori2 Hong kong1 Humanae vitae1 icone1 Il Regno1 Immacolata6 immagini51 immigrazione21 individualismo2 infedeltà1 inferno3 ingiustizia3 inquisizione1 interiorità1 internet10 Introvigne1 Isacco1 Islam1 Jean Venier1 Kasper1 Kilgour1 Koder2 Koll2 Konrad1 Kuby1 Ladaria1 laicismo4 Lambert1 Lambiasi1 lamentele1 Lasconi1 Law1 Le pen1 Leopardi1 letteratura5 letto13 Lewis2 liberazione2 libertà4 Libri137 Ligabue1 Lind1 Link2 liturgia45 Lonardo16 Loppiano1 Loreto1 Lorizio4 Lutero1 Luxuria1 M.L.King1 Madonna5 Madre Teresa7 mafia4 Maggi20 Magi1 Magister2 Magnificat1 Magris2 malattia7 malattie spirituali3 male1 male innocente4 Manara1 Mancuso4 Manicardi2 Mannoia1 Manzoni1 Maraini1 Marazziti1 Marco1 Marco Gallo1 Maria43 Mariani1 MariaVoce1 Marta e Maria1 Martin1 Martinelli1 Martini7 martiri4 Marzano3 mass media6 Mastracola1 maternità3 maternità surrogata2 Matino1 matrimonio24 Matteo A.7 Mazzolari7 media2 meditazioni2 Medjugorje9 Melloni1 Mencarelli1 Mentana1 Mercier1 Merini1 Messa15 Messale1 Messiah1 Messori3 miracoli3 Miriano13 Mirilli1 misericordia7 Missione7 MMSOTT20191 Monda5 Monica Mondo1 morale6 Muller2 Musica33 Nadia Toffa1 Natale46 Natuzza1 Negri1 Nembrini5 Neocatecumenali1 Newman2 Noa1 non ti arrendere1 Normadelfia1 Notre Dame1 Novena4 Nuzzi3 Oceania1 Odifreddi1 odio2 Olmi2 olocausto1 omelie153 omosessualità30 opzione Benedetto3 oratorio6 Ordine di Malta1 Oriente1 oroscopo1 Oscar5 Oxfam1 p.Livio Falzaga3 pace5 Padre Livio2 padre Michal1 Padre nostro5 Padre Pino Puglisi1 Padre Pio1 Pagano1 Pagazzi1 Paglia3 Palme4 Palumbo2 pandemia7 Pannella1 Paolo VI2 papà2 paradiso1 Parigi1 Parola di vita34 parrocchia3 Pasqua28 passione6 pastorale27 paternità3 Pati Trigo1 patria1 Patriciello12 paura1 peccato originale2 pedofilia16 pelagianesimo1 Pelati1 Pell1 Pellai1 pellegrinaggi3 Pelligra1 pena di morte2 Pentecoste5 perdono4 Personaggi41 pettegolezzo1 Piccolo1 Pietro e Paolo1 Pinocchio1 Pio XII1 podcast2 poesia3 polemiche77 Poli1 politica53 Polonia1 Poretti7 pornografia2 povertà3 prediche1 preghiera26 preghiere94 pregiudizi1 presepe7 Pro Vita4 profeti1 profezie1 Proietti1 Pronzato1 psicologia8 pubblicazioni40 Quaresima42 racconti5 radio2 Raggi1 Ravagnani2 Ravasi17 razzismo2 reali1 Recalcati8 relativismo2 religione8 religioni4 report2 Riace1 Riccardi6 ricchezza10 Ricci1 Rivi1 RnS1 Rom2 Roma18 Romero2 Ronaldo1 rosario8 Rosini25 Ruini1 Rumiz1 Rupnik7 Sabattini1 sacerdoti27 sacramenti5 Sacro Cuore1 Saint-Exupery1 Salmi1 salvezza1 Salvini15 samaritana1 San Filippo Neri1 San Francesco8 San Francesco di Sales1 San Giovanni Crisostomo1 San Giovanni Evangelista1 San Giuseppe7 San Leone Magno1 San Paolo2 san Tommaso dìAquino1 Sanremo7 Sant'Agostino9 Sant'Egidio1 Santa Bernardette1 Santi22 santità10 Santo Sepolcro1 Santoro1 santuari3 Sarah2 sardine1 Satana3 Saviano2 sballo1 Scalfari4 scandali7 Scaraffia4 Schmitt2 scienza e fede8 Scifoni6 scisma2 Scola1 Scorsese3 scuola5 Scurati2 secolarizzazione2 Secondin1 segreti1 Semeraro1 sentenze1 Sequeri1 serie TV20 Serra2 sessualità63 Sesta3 sette1 Settimana santa4 sexting1 Silence2 Silone1 Silvia Romano3 simonia1 Sindone2 single1 Sinodo11 Siti cattolici27 smartphone2 Snoopy1 Socci3 social3 società43 sociologia3 sondaggi1 Sorrentino1 Sosa1 Soul1 Spadaro5 speranza5 Spidlik1 spiritismo1 Spirito Santo17 Spiritualità72 Spoleto2 sport2 Springsteen1 Staglianò4 Staino2 Star wars1 Stark1 statistiche8 storia7 storicità2 streaming7 strumenti1 studente1 suicidio2 suor Faustina1 suore2 sussidi37 Tagle1 Tamaro3 Taylor1 teatro1 tentazioni6 teologia12 terremoto3 terrorismo3 Testimoni di Geova1 testimonianze17 Theobald1 Tolentino4 Tolkien1 Tonino Bello16 Tornatore1 Tornielli1 Tosatti2 Totti1 tradizione1 transessuali4 trasfigurazione4 trash1 trekking1 Triduo pasquale15 Trinità7 Trisulti1 Trump1 Turoldo2 TV24 Twenge1 twitter1 UCCR1 udienze1 unioni civili1 utero in affitto3 vacanze1 Valli4 Vallini1 Vangeli1 Vanier1 Vanni1 Vaticano5 Veltroni2 verità2 Veronesi1 Via Crucis9 Video115 Viganò3 vignette10 virtù1 visto9 vita6 vita eterna4 vita religiosa9 vizi1 vocazioni8 volontariato2 voti1 Zanardi2 Zichichi1 Zingaretti1 Zuppi4
Mostra di più

Archivia

Mostra di più

Post popolari in questo blog

MARIA, Donna dei nostri giorni (don Tonino Bello, testo completo)

Preghiere per i sacerdoti (di don Tonino Bello e di un anonimo)

Schede, video e altro materiale per presentare la Bibbia ai bambini del catechismo

I racconti di Bruno Ferrero (e non solo)

Preghiere allo Spirito Santo