28 novembre: il Centurione, Rocco Siffredi e i migranti
Oggi, 28 novembre, è il primo lunedì di Avvento e la liturgia ci propone come esempio di fede (e di preghiera) il Centurione che intercede per la guarigione del suo servo malato. Le sue parole sono ripetute ad ogni Messa, poco prima di ricevere la Comunione: "Non sono degno di partecipare alla tua mensa, ma dì soltanto una parola ed io sarò salvato". Letture del giorno Il commento del Papa (e di don Epicoco ): Forse il riconoscimento più commovente della povertà della nostra preghiera è fiorito sulle labbra di quel centurione romano che un giorno supplicò Gesù di guarire il suo servo malato (cfr. Mt 8,5-13). Egli si sentiva del tutto inadeguato: non era ebreo, era ufficiale dell’odiato esercito di occupazione. Ma la preoccupazione per il servo lo fa osare, e dice: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito» (v. 8). È la frase che anche noi ripetiamo in ogni liturgia eucaristica. Dialogare con Dio è una ...