Becciu, la "dama" e le finanze vaticane
Non sono molto interessato al tema, ma vale la pena approfondirlo, come ha fatto il Corriere della Sera con alcuni recenti editoriali, in particolare quello di Ernesto Galli della Loggia ( La Chiesa cattolica e un’Italia svanita ) che vede nella " scomparsa (di) una parte del Paese di stampo aristocratico e borghese delle cui competenze la Santa Sede in vari modi si è a lungo potuta servire " la causa dei problemi emersi in questi giorni. Insomma, più che colpa di Becciu, sarebbe colpa delle persone di cui si fidava. Tutti evidentemente digiunissimi di cose finanziarie (e alcuni senz’altro onesti, come io mi ostino a credere il cardinale Becciu), i quali per anni, come se niente fosse sono stati soliti affidare milioni e milioni a società con sede nei luoghi più sospetti, a personaggi tra i più improbabili, a banchieri di mezza tacca, a intermediari dal più che dubbio profilo, a tizi presentati da altri tizi, e così via. A una genia di figuri, insomma, che qualunque persona...