La Messa sotto processo


Cettina Militello
, nota teologa siciliana, ha pubblicato sull'Osservatore Romano del 1° luglio 2023 un articolo sulla liturgia in cui afferma il suo disagio nel partecipare alla liturgia, sentendola ben poco autentica:

"i gesti, le parole, le vesti… Se mi guardo attorno vedo persone annoiate, sempre più poche e lì presenti per abitudine... Insomma niente gioia, niente comunità, niente che tocchi veramente i presenti, celebrante incluso, anch’esso poco convinto e convincente".

Qual è la liturgia del futuro? O quale futuro ha in serbo la liturgia. Ne parla approfonditamente il sociologo Franco Garelli nel numero di marzo 2023 di "Credere oggi". Vale la pena leggere il suo articolo riportato nel blog "Alzogliocchiversoilcielo":

Liturgia del futuro 

Liturgia del futuro? Futuro della liturgia? Due interrogativi interconnessi che trovano senso in quel passato recente che ha visto la riscoperta della liturgia. Perché nel lavoro di riscoperta delle fonti si radica anche la sorprendente scoperta della liturgia come fonte: un obiettivo conciliare ancora mancato! Di fatto possiamo essere anche convinti che la “liturgia” ci doni la grazia, molto ma molto meno che ci induca a cambiare vita! Purtroppo partecipiamo poco da figli di Dio, più da servi spettatori di un "mistero" che pare interessarci limitatamente. La liturgia è un linguaggio comune, di tutti, che abbiamo smarrito ma che dobbiamo urgentemente riapprendere se vogliamo comunità vive e fraterne, popolo sacerdotale che operi la salvezza di Cristo. Servono percorsi di rilettura della tradizione orientandola all’oggi, il superamento di formalismi, la familiarità con i linguaggi rituali e simbolici. 

Liturgia del futuro o futuro della liturgia? In questo interrogativo reverse (caratterizzato dall’inversione dei termini) vi è tutta la preoccupazione degli ambienti ecclesiali per le sorti della partecipazione religiosa dei cattolici italiani, a seguito della drammatica pandemia che ha scombussolato anche a questo livello le nostre vite e i precedenti equilibri. Due anni vissuti a singhiozzo (il 2020 e il 2021), tra un alternarsi di lockdown e sintomi di ripresa, tra un diffuso allarmismo e la voglia di ripartenze, che hanno alterato il campo religioso e le sue normali attività. Lo slogan più ricorrente del periodo è stato quel «nulla sarà come prima» dal sapore “sinistro”, funesto. Che prefigurava un solco incolmabile tra un prima (dove la situazione già non era rosea) e un dopo descritto con quel «sempre peggio» reo di questi tempi d’un abuso ricorrente.
È plausibile etichettare come «sempre peggio» l’attuale stato del-la liturgia cattolica in Italia? Sembra questa una percezione diffusa negli ambienti ecclesiali, all’interno dei quali quando si parla di questi temi si evocano due aspetti diversi: da un lato, appunto, le chiese sempre più vuote, un fenomeno che parte da lontano, ma che si è accentuato nel breve periodo, proprio a seguito del lockdown prolungato; dall’altro, celebrazioni liturgiche che perdono appeal, meno in grado rispetto al passato di coinvolgere le persone, di far vivere loro delle esperienze spirituali significative.
Questa tesi, del resto, fa capolino anche nel tema che mi è stato assegnato da «CredereOggi» che recita: una liturgia che non parla più, in quanto vive una crisi acuta, «emersa con particolare evidenza durante il lockdown», anche se «ha radici ben precedenti».
Davvero la liturgia cattolica è oggi particolarmente afona? Davvero è in forte crisi di partecipazione, nel senso che dopo la pandemia la chiesa non ha più ritrovato il suo popolo?

1. Il trend al ribasso della pratica religiosa

Iniziamo dal discorso della frequenza ai riti religiosi comunitari, sulla quale si sentono le versioni più diverse. Come si sa, i grafici sulla pratica religiosa in Italia sono da alcuni decenni a questa parte rivolti all’ingiù, come rilevato da tutte le indagini demoscopiche che nel tempo si sono occupate di questa dimensione della religiosità. I dati più aggiornati sono quelli offerti dalle rilevazioni Istat (1), svolte ogni anno e che delineano il seguente scenario: negli ultimi vent’anni gli italiani caratterizzati dalla frequenza settimanale di un luogo di culto (per i cattolici la messa domenicale) sono passati dal 36% del 2001 al 19,2% del 2021 (con una diminuzione quindi del 46% dei casi). Per contro, in questo arco di tempo, i «mai praticanti» sono cresciuti dal 16% del 2001 al 32% del 2021 (per cui il loro numero è raddoppiato).
Il trend al ribasso della pratica religiosa è stato perlopiù progressivo, di anno in anno, ad eccezione di quel che è successo nell’ultimo periodo, che è coinciso con l’esplosione del Covid nel nostro paese (e nel mondo intero). Dal 2019 (anno non ancora interessato dalla pandemia) al 2021 (anno perlopiù libero dalle restrizioni del confinamento), i «praticanti regolari» sono passati dal 25% al 19,2%,mentre i «mai praticanti» dal 27% al 32,4%; con uno scarto, quindi, in entrambe le direzioni di circa il 20% dei casi (in negativo per i «praticanti regolari» e in positivo per i «mai praticanti»).

2. Effetto Covid e confronti internazionali

Quali considerazioni si possono trarre da queste indicazioni empiriche?
Anzitutto sembra qui delinearsi una misura dell’effetto Covid-19 sulla pratica religiosa, individuabile nel 20% circa di soggetti che hanno abbandonato o sospeso la pratica religiosa nel breve periodo.
Una seconda considerazione, in termini più generali, riguarda il livello della pratica religiosa in Italia, che risulta ancora “consistente” se la si confronta con quel che accade in altri paesi europei, sia di cultura cattolica che protestante. Ovviamente qui non si tratta di inneggiare al «mal comune è mezzo gaudio», ma solo di constatare che mentre in Italia c’è una pratica religiosa attorno al 20% della popolazione, altrove in Europa (Francia, Germania, Belgio, Olanda) si ha una frequenza settimanale ai riti religiosi comunitari che coinvolge (a seconda dei casi) dal 3% al 7-8% della popolazione. In Norvegia, a fronte del 90% della popolazione che si riconosce nella tradizione luterana, i praticanti regolari non sono più del 3% dei soggetti.
Anche l’Italia, dunque, è alle prese con il fenomeno della disaffezione della gente dai riti religiosi (visto che ancor oggi più del 70% degli italiani dichiara un legame con il cattolicesimo), ma secondo un trend di secolarizzazione meno marcato (o più dolce) di qualche succede altrove.
A fronte di questi dati si può certamente affermare che col passare del tempo la «liturgia» è via via sempre meno in grado di attrarre gli italiani, e tra di essi l’ancor ampio ed eterogeneo insieme dei «cattolici», un trend questo accentuato nell’ultimo periodo dal fattore Covid.
E l’immagine della minore attrazione è quella degli spazi vuoti in chiesa nella maggior parte delle domeniche dell’anno, mentre la presenza cresce nella celebrazione dei riti di passaggio o nelle grandi festività (a Natale, e più ancora nella domenica delle Palme che a Pasqua); o si mantiene elevata nelle manifestazioni della religiosità popolare. 

3. Differenze interne al «mondo cattolico». A chi “parla” la liturgia?

Ma su questo punto occorre introdurre delle distinzioni, in quanto è fuorviante – per la particolare configurazione della presenza cattolica nel nostro paese – parlare di una generalizzata crisi della liturgia nelle condizioni ordinarie dell’esistenza. Ciò in quanto quello che la chiesa continua a considerare il «popolo di Dio» è una realtà assai composita nel nostro paese, è un “ombrello” sotto il quale convivono sensibilità religiose molto diverse tra di loro, che si riflettono anche nella diversa importanza attribuita alla partecipazione ai riti religiosi comunitari. Il «mondo cattolico» italiano– come emerge da tutte le mie indagini (2) – è una categoria astratta,che non ha riscontro nella realtà sociale, perché si compone di una gran varietà di «stili» cattolici.
Semplificando il discorso e guardando ai profili prevalenti, si può affermare che oggi sulla scena cattolica si confrontano due modelli religiosi: da un lato, quello dei cattolici «convinti» e «attivi», un gruppo minoritario che rappresenta lo «zoccolo duro»del cattolicesimo italiano, costituito da soggetti che frequentano con regolarità i rituali religiosi e considerano la fede un principio vitale, alimentano il tessuto di tante parrocchie, comunità e reti di volontariato; dall’altro lato, il modello «religioso» del «cattolicesimo culturale», in cui rientra la maggioranza dei «cattolici» italiani (o degli italiani che si dichiarano cattolici), la cui adesione alla fede cristiana sembra dovuta più a ragioni storico-ambientali (al richiamo della tradizione) che a motivi religiosi o spirituali; orientamento, questo, che si traduce in una pratica religiosa discontinua o vissuta secondo i propri tempi e ritmi.
È solo guardando a queste differenze interne al cattolicesimo italiano (è solo “spacchettando” – per usare un termine non elegante ma efficace – il «mondo cattolico») che pare plausibile porre la questione se oggi si sia di fronte a una crisi della liturgia, magari alimentata di recente dal fattore pandemia. Perché è indubbio che molte liturgie celebrate nelle parrocchie possano essere considerate“insipide’ anche dai fedeli più impegnati; ma è altrettanto evidente che la qualità di un’esperienza religiosa/liturgica dipende anche dalla disposizione interiore di chi vi partecipa (dal significato e dal valore che vengono ad essa attribuiti). Per cui la stessa liturgia ad alcuni “parla”, mentre può lasciare indifferenti altri; per alcuni può essere uno spazio di incontro con Dio, per altri un retaggio della tradizione.
Questo modo differenziato di vedere le cose ci aiuta a comprendere le dinamiche ecclesiali post-Covid. Alla domanda se la chiesa stia ritrovando il suo popolo, non è possibile rispondere in modo uniforme. Le parrocchie e le comunità più feconde e più vivaci dal punto di vista umano e spirituale non sembrano aver patito più di tanto (sia nella presenza liturgica che nelle loro attività formative e sociali) gli effetti negativi del lockdown, per cui hanno perlopiù ritrovato i loro fedeli, magari con la defezione di una quota di anziani; mentre le realtà ecclesiali più composite e tradizionali sono alle prese con un calo sensibile di partecipazione religiosa. Il periodo della pandemia sembra, dunque, aver prodotto un ulteriore “scrollo” dell’albero della fede e della chiesa, che ha interessato soprattutto le persone caratterizzate da un legame religioso più nominale che sostanziale, orientandole verso una presenza ecclesiale più sporadica e occasionale. 

4. La stanchezza della liturgia standard

Molte altre riflessioni si possono fare su questa importante tematica.
Una di queste riguarda la crescente domanda di un liturgia di qualità, che si sta registrando nella cerchia dei credenti più impegnati. È un fenomeno assai interessante, di cui vi sono molte tracce nella recente consultazione di base promossa dalla chiesa italiana nella prima fase del Sinodo nazionale dedicato al valore e al metodo della sinodalità (3).
Tra i nodi ecclesiali da affrontare (emersi dall’«ascolto capillare del popolo di Dio») quello della «revisione del linguaggio e della liturgia» è stato tra i più gettonati, oggetto di molti commenti. Sul banco degli imputati c’è una liturgia «sentita come fredda, astrusa,difficilmente comprensibile», «lontanissima dalla sensibilità culturale odierna», «che sul piano esistenziale nulla dice e nulla evoca»,«incapace di comunicare la bellezza della buona novella», «non in grado di parlare agli uomini e alle donne di oggi, siano essi credenti o non credenti, per non parlare dei giovani e dei bambini»; e ancora,un linguaggio liturgico/ecclesiale «ancorato a vecchie visioni teologiche», un «flusso di parole che non toccano né i cuori né i cervelli»,dove «i simboli diventano puri simulacri», dove «manca l’esperienza del mistero di Dio», con «le omelie che spesso sono piatte e noiose, lontane dai problemi quotidiani, mentre dovrebbero essere fondate su che cosa la Parola dice oggi a noi»; tutte condizioni che «più che avvicinare, possono allontanare le persone dall’esperienza cristiana».
Anche se riferita alla liturgia standard, questa gragnuola di accuse sembra essere un po’ ingenerosa, in quanto frutto di posizioni che forse sottovalutano la difficoltà di far vivere il mistero cri-stiano dentro le condizioni liturgiche ordinarie (come può essere considerata la messa domenicale), anche a fronte di assemblee di fedeli religiosamente assai eterogenee (come si è accennato in precedenza). Inoltre, le riserve di cui sopra rischiano di fare di ogni erba un fascio, in quanto non mancano nella chiesa locale delle parrocchie e comunità ove si vivono delle esperienze liturgiche di buon livello o esemplari; luoghi in cui il raccoglimento, l’invocazione dello Spirito, il discernimento alla luce della Parola, la gioia del ritrovarsi in comunità, la presa in carico delle speranze e delle angosce dell’epoca attuale (4) ... fanno della liturgia un momento umanamente e religiosamente fecondo. Sono queste le comunità ecclesiali che (come s’è detto) meno hanno patito la sospensione delle attività indotta dalla pandemia, ritrovando dunque dopo il lockdown la loro gente.

5. La domanda di una liturgia di qualità

Tornando alle critiche perlopiù applicabili a una situazione liturgica media che non brilla per particolari virtù, esse ci dicono quanto stia diventando esigente sulla questione della liturgia il gruppo dei fedeli più vicino agli ambienti ecclesiali, che chiede in questo campo un deciso cambio di passo alla chiesa; magari per il fatto che la partecipazione ai riti religiosi comunitari è ormai percepita dalla maggior parte dei fedeli più come una scelta volontaria che come un obbligo o un precetto, per cui occorre qualificare verso l’alto una prassi che deve nutrire la vita più che riprodurre una consuetudine. 
Tuttavia, su questo aspetto vorrei spezzare una lancia a favore di quei cattolici «culturali» a cui si guarda sovente con sufficienza negli ambienti ecclesiali, pensando che il loro sia un legame religioso ormai del tutto marginale o “decaduto”. In questo gruppo vi è certamente una quota di soggetti più propensi a una pratica religiosa una tantum, per mantenere un qualche legame religioso col buon Dio perché non si sa mai. Ma altri non sono di per sé insensibili al richiamo di una liturgia di qualità, ricca di riflessioni spirituali, che introduce alle cose che contano, capace di evocare grandi orizzonti. Ciò in quanto, come emerge da molte indicazioni empiriche, la domanda di senso non ha confini, è diffusa o latente anche tra i soggetti che per varie ragioni si collocano ai margini di una vita di fede, o perché non sono mai stati attratti da una prospettiva religiosa o perché hanno alle spalle una socializzazione religiosa interrotta per i motivi più diversi.
Una domanda di senso che può attivarsi in particolari circostanze personali o ambientali, quando queste persone si affacciano a un rito religioso che le coinvolge affettivamente, vengono colpite da una testimonianza di fede, sperimentano la vivacità e il calore di una comunità credente, scoprono un ambiente religioso più accogliente che giudicante... tutti aspetti che interpellano nel profondo e possono far passare in secondo piano quel contenzioso personale che sovente tiene lontani i soggetti da un’esperienza di fede e di chiesa.

6. Le comunità o le parrocchie di «elezione»

In parallelo a quanto qui detto, c’è un altro fenomeno che conferma la tesi del diffondersi nel nostro paese della domanda di una liturgia di qualità: l’appeal oggi esercitato (presso pubblici selezionati, ma non solo su di essi) dalle cosiddette «parrocchie di elezione»,da luoghi o comunità perlopiù incentrate – anche a livello liturgico– su esperienze religiose arricchenti e significative.
Si tratta di un fenomeno (le «parrocchie di elezione») che non nasce oggi, già presente ben prima della pandemia e descritto nella mia ultima ricerca sulla religiosità degli italiani (5); ma che deve la sua espansione alle dinamiche che si sono innescate durante il lockdown.
Un periodo in cui molti credenti/cattolici impegnati, attraverso la pratica dello zapping spirituale, hanno ampliato i loro orizzonti,sono entrati in contatto con le realtà religiose più diverse, maturando nuovi punti di riferimento, scoprendo la varietà dell’espressione religiosa sia dentro che fuori dal proprio mondo.
È a fronte di queste esperienze che un buon numero di persone si è orientato a vivere in modo più flessibile la propria presenza e appartenenza ecclesiale. Di qui la propensione – tra i fedeli più convinti e attivi – a convergere più in una «parrocchia di elezione» che a riconoscersi nella parrocchia territoriale, in linea con quella mobilità geografica che può manifestarsi anche in campo religioso.
O meglio, si valorizza – pure a livello liturgico – la parrocchia del luogo di residenza se essa è ricca di stimoli, se risponde ai criteri della rilevanza umana e spirituale; altrimenti ci si rapporta ad essa per le esigenze ordinarie, aprendosi ad altre appartenenze per un maggior nutrimento spirituale.
Dietro questa propensione non c’è tanto la ricerca di una chiesa o di preti più accomodanti, quanto la voglia di un cristianesimo più connesso alle attuali condizioni di vita, più in grado di rapportarsi alla coscienza moderna. 

1 Cf. l’indagine multiscopo dell’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) viene svolta su un campione assai ampio e rappresentativo della popolazione italiana (25 mila famiglie e 45 mila individui residenti), ed è prevista anche una domanda sulla frequenza con cui le persone si recano in chiesa o in altro luogo di culto. L’ultimo anno rilevato è il 2021. Dagli archivi Istat (cf. https://www.istat.it/it/informazioni-e-servizi/per-gli-utenti/archivio-storico), si può ricostruire il trend di questa partecipazione negli ultimi vent’anni, dal 2001 sino appunto al 2021. Si è in attesa del dato del 2022. 

2 Cf. F. Garelli, Religione all’italiana. L’anima del Paese messa a nudo, Il Mulino, Bologna, 2011; Id, Piccoli atei crescono. Davvero una generazione senza Dio?, Il Mulino, Bologna, 2006. 

3 Cf. il sito https://camminosinodale.chiesacattolica.it/ (11.4.2023). 

4 Cf. Concilio Vaticano II, Costituzione pastorale Gaudium et spes (7 dicembre 1965), n. 1. 

5 Cf. F. Garelli, Gente di poca fede. Il sentimento religioso in un’Italia incerta di Dio, Il Mulino, Bologna 2020.


Etichette

7 segni1 Abbè Pierre1 abitudine1 aborto20 Abramo1 Accattoli2 accidia1 accoglienza8 adolescenti49 adozioni gay1 adulazione1 Aforismi17 agire1 aiutare1 Al centro l'amore35 Albini1 alfabeto1 Alfie2 allegria1 Alpha1 altruismo1 Amazzonia3 amicizia11 Amirante5 Ammaniti1 Amore74 Amoris laetitia6 Andreoli2 angelo custode3 anima3 animali1 animazione6 Anniversari30 Anno liturgico1 anziani6 apologetica3 app4 apparizioni4 Arcabas1 arcangeli2 archeologia1 Argentina1 arte22 Articoli20 Ascensione4 Assisi1 Assunta2 ateismo4 Atenagora1 Attanasio1 attesa1 audio2 Augias1 autorità1 avarizia1 Avvento26 azioni1 baby gang2 baciamano1 Baggio1 bambini19 Bannon1 Banzato1 Baricco1 Bassetti5 Battesimo4 Battesimo di Gesù3 Battiato1 Bauman3 beatitudini10 Becciu2 Beltrame1 Benedetto XVI22 benedizione4 Benigni11 Bianchi58 Bibbia45 Bibbiano2 bici1 Biffi1 Bignardi1 Bignoli1 Blade Runner1 blasfemia3 blog23 Bloom1 Bocelli2 Bonhoeffer1 Bose1 Botta9 Bova1 Brown1 Brunelli1 bullismo3 buon ladrone1 Busca1 Buttiglione1 caccia1 Cacciari2 Caffarra1 Calcio sociale1 Camilleri3 Camisasca1 cammini1 campi estivi5 Cana1 Candelora1 Cannes1 Canopi3 Cantalamessa9 Canti religiosi31 Cardenal1 carismi1 Caritas2 Carlo Acutis15 Carrere1 Carròn1 cartine1 Castellucci1 castità7 catacombe1 Catechesi93 Caterina1 cattonerd7 Caviezel1 Cazzullo2 CEI6 Celentano1 celibato7 Ceneri5 censura1 Cevoli1 Chapman1 Che Guevara1 Cheaib9 Chiara Corbella3 Chiara Lubich12 Chiara Luce Badano2 chierichetti1 Chiesa26 Chiesa e società32 Chittister1 chosen1 Christus vivit1 Ciardi2 Cinema82 Cirinnà1 citazioni80 CL1 clausura1 Coccopalmerio1 Coco1 collaboratori1 Comastri3 comunicazione2 comunità1 Comunità Giovanni XXIII1 Concilio1 conferenze3 Confessione12 consacrati1 consacrazione1 conversione1 convivenza2 cooperazione1 coronavirus35 Corpus Domini5 Corviale1 Corvo1 Cosentino5 covid197 creazione1 Credo3 cremazione3 Crepaldi1 Cresima4 CRIC2 crisi10 cristianofobia6 Cristicchi3 Cristo Re2 croce3 Crocefisso3 crociate2 Cultura12 cuore1 curia3 Curtaz2 D'Avenia22 Dalla2 David Buggi3 ddlzan3 De Donatis9 de Foucauld5 De Whol1 Debora Vezzani1 Debrel1 decalogo7 defunti8 degrado1 Delpini9 demografia2 denaro1 denatalità2 depressione1 desideri1 devianze4 devozioni3 dialogo2 dibattiti45 dicembre 20181 digiuno2 Dio4 Diocesi1 Diotallevi1 diritti umani1 disagio2 discernimento5 dissenso29 divorziati6 dj Fabo2 Doglio1 Dom Gréa2 domande1 domenica3 don Benzi1 don Bosco2 Don Camillo1 don Ciotti1 don Gatta1 don Leonardi13 don Luigi Verdi3 don Marco Pozza3 don Milani5 don Peppe Diana1 don Probo1 don Zeno1 donne e Chiesa6 Dossetti1 Dostoevskij1 down1 Draghi1 Dreher3 droga4 dvd1 e-book1 ecclesiologia di comunione1 ecologia4 economia6 ecumenismo6 edicola1 editoria1 educare18 Einstein1 Eli1 Emmaus2 emozioni1 Epicoco14 Epifania6 Ermes Ronchi6 esame di coscienza2 escatologia4 esegesi1 esercizi2 esorcismo3 estate4 Etty Hillesum2 Eucarestia7 Europa3 eutanasia17 evangelizzare3 Fabrizio Moro1 facebook3 fake11 famiglia40 Fano1 Farina1 Fatima6 Fazi2 Fazio1 fede16 felicità13 Fellini1 femminicidio2 femminismo1 Ferrero2 Fini1 Fittipaldi1 Fo1 Focolarini5 Follereau1 Fontana1 Fontanelle1 formazione1 foto1 Francesco228 fratel Biagio1 Fratelli tutti1 fraternità6 Frisina1 Fromm1 Fumagalli1 fumetti3 Galantino1 Galileo1 Galimberti1 Galli della Loggia6 Gandhi2 Garelli3 Gargiulo1 Gasparino2 Gaudete2 Gen Rosso1 gender13 genitori6 Gerusalemme1 Gesù25 Gesù Re1 Giaccardi1 Gianluca Firetti3 Gibran1 Gibson2 Giotto1 giovani70 Giovanni Battista2 Giovanni Paolo I1 Giovanni Paolo II11 Giovanni XXIII3 Gironda1 giubileo1 Giuda2 giudizio1 GMG11 gnosticismo1 Gramellini2 gregoriano1 grest12 Greta1 Grillo1 Grossman1 Grun1 Guareschi1 guerra Ucraina4 Gutierrez1 Guzzo1 Hadjadi3 Halloween5 Hargot3 Harry Potter1 Hexameron1 hikikomori2 Hill1 Hong kong1 Humanae vitae1 icone1 Il Regno1 Immacolata8 immagini53 immigrazione21 individualismo2 infedeltà1 inferno3 ingiustizia3 inquisizione1 interiorità2 internet12 Introvigne1 Isacco1 Islam1 Jean Venier1 Kasper1 Kilgour1 Kirill2 Koder2 Koll2 Konrad1 Kuby1 Ladaria1 laicismo4 Lambert1 Lambiasi1 lamentele1 Lasconi1 Laterano1 Law1 Le pen1 Leopardi1 letteratura5 letto15 Lewis2 liberazione2 libertà4 Libri153 Ligabue1 Lind1 Link2 liturgia53 Livatino1 Lonardo16 Loppiano1 Loreto1 Lorizio6 Lumini1 Lutero1 Luxuria1 M.L.King1 Madonna5 Madre Elvira1 Madre Teresa7 mafia5 Maggi20 MaggiLidia1 Magi1 Magister2 Magnificat1 Magris2 Mainetti1 malattia7 malattie spirituali3 male1 male innocente4 Manara1 Mancuso7 Manicardi2 Mannoia1 Manns1 Manzoni1 Maraini1 Marazziti1 Marco1 Marco Gallo1 Maria47 Mariani1 MariaVoce1 Marta e Maria1 Martin1 Martinelli1 Martini7 martiri5 Marzano3 mass media7 Mastracola1 maternità3 maternità surrogata3 Matino1 matrimonio28 Matteo A.8 Mazzolari7 media2 meditazioni2 Medjugorje12 Melloni1 Meloni2 Mencarelli1 Mentana1 Mercier1 Merini1 Messa17 Messale1 Messiah1 Messori3 miracoli5 Miriano13 Mirilli1 misericordia7 Missione7 MMSOTT20191 Molari1 Monda6 Monica Mondo1 morale6 morte2 movimenti1 Muller2 Murgia4 Musica39 Nadia Toffa1 Natale53 Natività di Maria1 Natuzza2 Negri1 Nembrini5 Neocatecumenali1 Newman2 no vax1 Noa1 non ti arrendere1 Normadelfia1 Notre Dame1 Novena5 Nuzzi3 Oceania1 Odifreddi1 odio2 Olmi2 olocausto1 omelia6 omelie164 omosessualità34 opzione Benedetto3 oratorio6 Ordine di Malta1 Oriente1 Orlandi1 oroscopo1 Oscar5 Oxfam1 p.Livio Falzaga3 pace8 Padre Livio2 padre Michal1 Padre nostro5 Padre Pino Puglisi1 Padre Pio1 Pagano1 Pagazzi1 Paglia3 Palme4 Palumbo2 pandemia8 Pannella1 Paolo VI2 papà2 paradiso1 Parigi1 Parola di vita38 parrocchia9 Pasqua30 passione6 pastorale31 paternità6 Pati Trigo1 patria1 Patriciello16 paura1 peccato originale2 pedofilia17 pelagianesimo1 Pelati1 Pell1 Pellai1 pellegrinaggi4 Pelligra1 pena di morte2 Pentecoste5 Percorsi1 perdono4 Personaggi45 pettegolezzo1 Piccolo1 Pietro e Paolo1 Pinocchio1 Pio XII2 podcast2 poesia3 polemiche87 Poli1 politica56 Polonia1 Poretti7 pornografia2 povertà3 prediche1 preghiera27 preghiere98 pregiudizi1 presepe7 Pro Vita4 profeti1 profezie2 Proietti1 Pronzato1 psicologia8 pubblicazioni59 Quaresima48 racconti5 radio2 Raggi1 Ravagnani6 Ravasi19 razzismo2 reali1 Recalcati8 relativismo2 religione9 religioni4 Repole1 report2 Riace1 Riccardi7 ricchezza10 Ricci1 Rivi1 RnS1 Rom2 Roma19 Romero2 Ronaldo1 rosario9 Rosini32 Ruini1 Rumiz1 Rupnik9 Sabattini2 sacerdoti31 sacramenti5 Sacro Cuore1 Sadhguru1 Saint-Exupery1 Salmi1 salvezza2 Salvini16 samaritana1 San Filippo Neri1 San Francesco9 San Francesco di Sales1 San Giovanni Crisostomo1 San Giovanni Evangelista1 San Giuseppe11 San Leone Magno1 San Martino1 San Paolo2 san Tommaso dìAquino1 Sanremo11 Sant'Agostino10 Sant'Egidio1 Santa Bernardette1 Santi31 santità16 Santo Sepolcro1 Santoro1 santuari3 Sarah2 sardine1 Sassoli1 Satana3 Savagnone1 Saviano3 sballo1 Scalfari4 scandali7 Scaraffia4 Schmitt2 scienza e fede9 Scifoni6 scisma2 Scola1 Scorsese3 scuola5 Scurati2 secolarizzazione2 Secondin1 segreti1 Semeraro1 sentenze1 Sequeri3 serie TV31 Serra2 sessualità64 Sesta3 sette1 Settimana santa4 sexting1 Silence2 Silone1 Silvia Romano3 simonia1 Sindone2 single1 sinodalità1 Sinodo15 Siti cattolici27 smartphone2 Snoopy1 Socci4 social4 società44 sociologia3 sondaggi2 Sorrentino1 Sosa1 Soul1 Spadaro5 speranza5 Spidlik1 spiritismo1 Spirito Santo17 Spiritualità81 Spoleto2 sport2 Springsteen1 Squid game1 Staglianò5 Staino2 Star wars1 Stark1 statistiche10 storia7 storicità2 streaming8 strumenti1 studente1 suicidio3 suor Faustina1 suore3 sussidi44 Tagle1 Tamaro3 Taylor1 teatro1 tentazioni7 teologia12 terremoto3 terrorismo3 Testimoni di Geova1 testimonianze18 The chosen2 Theobald1 Tolentino5 Tolkien1 Tolomeo1 Tonino Bello17 Tornatore1 Tornielli1 Tosatti2 Totti1 tradizione1 transessuali5 trasfigurazione4 trash1 trekking1 Triduo pasquale15 Trinità9 Trisulti1 Trump1 Turoldo3 TV29 Twenge1 twitter1 UCCR2 udienze1 unioni civili1 utero in affitto3 vacanze2 Valli5 Vallini1 Vangeli1 Vanier1 Vanni1 Vaticano6 veggenti5 Veltroni2 verità2 Veronesi1 Via Crucis10 Vialli1 Video117 Viganò3 vignette10 VIP2 virtù1 visto10 vita8 vita eterna5 vita religiosa11 vizi1 vocazioni9 volontariato2 voti1 Zanardi2 Zichichi1 Zingaretti1 Zuppi11
Mostra di più

Post popolari in questo blog

Sull'amore (marzo 2019)

Preghiere per i sacerdoti (di don Tonino Bello e di un anonimo)

Principali VEGGENTI italiani viventi

Solennità della Natività di San Giovanni Battista (24 giugno)

Esorcisti italiani viventi